Castello di Porto Venere

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Castello di Porto Venere
Castello Doria
Castelli del Golfo dei Poeti
Portovenere, castello Doria.jpg
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Ubicazione
Stato Repubblica di Genova
Stato attuale Italia Italia
Regione Liguria Liguria
Città Porto Venere
Coordinate 44°03′04.94″N 9°49′57.95″E / 44.051372°N 9.832764°E44.051372; 9.832764Coordinate: 44°03′04.94″N 9°49′57.95″E / 44.051372°N 9.832764°E44.051372; 9.832764
Informazioni generali
Tipo castello-fortezza
Utilizzatore Repubblica di Genova
Signoria dei Fieschi
Repubblica di Genova
Repubblica Ligure
Regno di Sardegna
Regno d'Italia
Comune di Porto Venere
Primo proprietario Repubblica di Genova
Funzione strategica Protezione del borgo marinaro e del Golfo dei Poeti; in epoca napoleonica fu convertito inoltre in carcere
Termine funzione strategica post seconda guerra mondiale
Inizio costruzione 1161
Termine costruzione XIX secolo
Condizione attuale in buono stato di conservazione
Proprietario attuale Comune di Porto Venere
Visitabile

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Il castello Doria è un edificio difensivo sito in via al Castello a Porto Venere, nel Golfo dei Poeti in provincia della Spezia.

La fortezza è situata su un'altura rocciosa che domina il borgo marinaro ed è una delle più maestose architetture militari della Repubblica di Genova nel Levante ligure.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il castello, le mura, le torri. A sinistra dell'immagine il campanile del santuario della Madonna Bianca

Ancora oggi non si conosce la reale data di edificazione del primo edificio fortificato; gli unici dati disponibili e pervenuti agli storici risalgono al 1139 quando la Repubblica di Genova riuscì ad ottenere il controllo del borgo di Porto Venere, tramite i signori locali di Vezzano, difendendosi così a levante dalla rivale Pisa.

Nel 1161 il castello fu ricostruito in una zona maggiormente dominante rispetto al preesistente vicino alla chiesa di san Pietro e la nuova costruzione fu praticamente annessa ad un'altra struttura fortificata, compresa di due torri di avvistamento identiche. Nei primi anni dopo la nuova edificazione le due fortificazioni ebbero due distinti castellani e sarà nell'edificio inferiore che prenderà residenza il podestà locale.

Nel XIII secolo fu al centro delle lotte tra Genova e Pisa per la conquista delle terre circostanti, finché sia il castello che il borgo marinaro rientrarono nel vasto feudo del Levante ligure di Nicolò Fieschi. Ritornerà ad essere dominio della repubblica genovese a partire dal 1276.

Intorno alla seconda metà del XV secolo Genova decise, nel piano di riordino dei castelli e delle fortezze nel golfo spezzino, di demolire di fatto il castello e di riedificarlo con criteri più moderni secondo i canoni architettonici e militari dell'epoca; i lavori di riedificazione si protrassero tra il XV e XVI secolo, ma sarà solo nel XVII secolo che l'opera assumerà l'aspetto attuale dopo altri notevoli ampliamenti.

La piazza d'armi del castello

Durante la dominazione francese di Napoleone Bonaparte, all'inizio del XIX secolo, l'edificio verrà utilizzato come carcere usando gli stessi locali del secolo precedente e quindi senza alterarne le forme architettoniche.

Oggi l'antica fortezza genovese è divenuta proprietà del comune di Porto Venere e, dopo un accurato lavoro di restauro negli anni settanta del Novecento, è sede di mostre d'arte in diverse manifestazioni che si svolgono nell'intero arco dell'anno.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Il forte ha una pianta a forma di pentagono da cui sporgono sui salienti a valle tre bastioni, mentre in quelli rivolti a monte domina un robusto torrione circolare; quest'ultima struttura faceva già parte del precedente castello medievale. I bastioni avevano il compito di controllare gli accessi al borgo e dal mare antistante; il corpo costruito nel XVI secolo, posto più a monte, doveva invece garantire la sicurezza da eventuali pericoli provenienti dai monti che circondano Porto Venere.

L'accesso alla fortezza avveniva tramite un ponte levatoio, oggi non più presente, le cui fessure di scorrimento per i tiranti sono ancora oggi ben visibili; l'accesso attuale è attraverso un imponente portale. All'interno della fortezza cinquecentesca, alla quale si accede tramite un corridoio voltato e una scala coperta, si trova una Sala ipostila la cui copertura è sostenuta da colonne. Sopra di essa è la casa del castellano locale che, dal XVI al XVII secolo, fu sede del Capitano del popolo.

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