Castello di Okayama

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Il Castello di Okayama, nel Chūgoku (Honshū occidentale), ricostruito dopo le distruzioni subite nel corso della seconda guerra mondiale
La facciata principale del Castello di Okayama
Altra immagine della facciata principale del Castello di Okayama
Il Castello di Okayama e il fiume Asahi

Il Castello di Okayama (in giapponese: 岡山城, Okayamajō) è un castello della città giapponese di Okayama, nella regione di Chūgoku (Honshū occidentale, Giappone meridionale), eretto tra il 1573 e il 1597 nello stile del periodo Azuchi-Momoyama e ricostruito nel 1966 dopo le distruzioni subite nel corso della seconda guerra mondiale.[1][2][3][4][5][6]

È soprannominato - per il colore nero delle sue facciate (non comune nei castelli giapponesi[1]) - il "castello del corvo" (Ujō)[3][4][5][1], anche in contrapposizione con il vicino Castello di Himeji, soprannominato il "castello dell'airone bianco"[4][5].

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Il castello è circondato dal fiume Asahi[3] e i turisti possono fare un giro attorno all'edificio per mezzo di barche a forma di cigno o di tazza da tè.[6].

Al suo interno, l'edificio ospita una collezione di spade di samurai, palanchini, ecc.[6]

Storia[modifica | modifica sorgente]

La costruzione del Castello fu iniziata nel 1573 per volere di Ukita Naoie e fu completata da suo figlio Hideie (1573-1655) nel 1597.[2][4]
Il castello fu tuttavia quasi subito conquistato, in seguito alla battaglia di Sekigahara (1600), da Kobayakawa Hideaki, che però morì solamente due anni dopo.[2][4]

Il Castello di Okayama in un dipinto storico

Nel 1602, il castello fu ereditato dal clan Ikeda[4]: gli Ikeda effettuarono un'opera di ampliamento, che comprese anche la realizzazione del giardino sottostante, il Korakuen[1].
Restò di proprietà di questa famiglia fino al 1869, quando l'imperatore del Giappone dichiarò la fine del sistema feudale.[4]

Il 29 giugno 1945, nel corso della seconda guerra mondiale, gran parte degli esterni dell'edificio andarono distrutti sotto i bombardamenti dell'aviazione statunitense.[4] Resistettero soltanto alcune murra e due torri, tra cui la torre Tsukimi Yagura (ovvero "la torre con vista sulla luna").[3][1]

Il castello fu quindi ricostruito fedelmente nel 1966.[3][4][5][6][1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f Japanese Life Style: Okayama Castle
  2. ^ a b c JCastle: Okayama Castle Profile
  3. ^ a b c d e Japan Guide: Okayama Castle
  4. ^ a b c d e f g h i Ogijima.fr: Le château d’Okayama
  5. ^ a b c d Bornoff, Nicholas, Le Guide Traveler di National Geographic - Giappone, National Geographic Society, New York - White Star, Vercelli, 2009, p. 281
  6. ^ a b c d A.A.V.V., Giappone, Dorling Kindersley, London, 2000 - Mondadori, Milano, 2001-2003, p. 204

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Coordinate: 34°39′54.65″N 133°56′09.79″E / 34.665181°N 133.936053°E34.665181; 133.936053