Castello di Caccuri

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Castello di Caccuri
Castello caccuri dalla parte.JPG
Indirizzo Salita Castello
88833 Caccuri (KR)
Sito Sito ufficiale

Il castello di Caccuri è uno dei monumenti più importanti di tutta la Provincia di Crotone, un tempo residenza di nobili feudatari come Ruffo, Cavalcanti e Barracco. Venne eretto nel VI secolo dai Bizantini per controllare i loro possedimenti nella valle del Neto. Nato quindi inizialmente come fortino militare, venne poi nel tempo sempre più modificato l'aspetto originario da parte dei vari feudatari.

I feudatari[modifica | modifica sorgente]

Tra i primi feudatari attestati, vi sono i messinesi Enrico e Matteo De Riso, i cui eredi decisero di cedere il feudo ai Ruffo conti di Montalto. Con i Ruffo il castello di Caccuri cominciò ad essere noto anche oltre i confini del regno di Napoli. Infatti Polissena Ruffo, vedova del cavaliere francese Giacomo de Mailly, venne concessa in sposa dalla regina al diciassettenne figlio di Muzio Attendolo, Francesco Sforza. Dal matrimonio con il duca di Milano nacque una sola figlia, Antonia. L'unione però non durò molto, in quanto Polissena e sua figlia Antonia vennero assassinate, forse su mandato della zia Novella. Nonostante Francesco Sforza perse il diritto del feudo Ruffo, a Caccuri trovò i suoi più validi collaboratori nei Simonetta: Angelo, Giovanni e soprattutto Francesco, detto Cicco, che divenne suo reggente al momento della sua morte e venne assassinato a Pavia da Ludovico il Moro.

In seguito, dopo i Cimino, acquisirono il feudo nel 1651 i duchi Cavalcanti, baroni di Gazzella. A don Antonio Cavalcanti si deve buona parte di quello che oggi è visibile nel castello, dove la sua discendenza ebbe residenza stabile per due secoli. La Cappella Gentilizia del palazzo venne costruita proprio in questo periodo, parallelamente alla Cappella di S. Domenico nella Badia di S. Maria del Soccorso sempre a Caccuri, entrambe arricchite di tesori d'arte per cantare la gloria della famiglia di mecenati.

Ultimi feudatari nel XIX secolo i baroni Barracco, tra i quali Guglielmo stabilì la sua dimora a Caccuri e fece costruire la splendida torre sul rivellino del castello all'architetto Adolfo Mastrigli nel 1882.

Struttura del castello[modifica | modifica sorgente]

L'inconfondibile sagoma dell'unica torre, la Torre Mastrigli, è il simbolo dello stemma comunale di Caccuri e rende riconoscibile il borgo anche da lontano.

Il castello di Caccuri per la particolare posizione geografica, l’importanza storica, e la ridestinazione d’uso volta ad ospitare attività culturali, mostre, manifestazioni ed eventi rappresenta un importante nucleo di attrazione turistica da cui partire per poi esplorare Caccuri e l’intero territorio compreso tra la presila ed il marchesato crotonese, ricco di testimonianze delle civiltà passate.

Alcuni appartamenti del castello, rigorosamente conservati come in origine, sono aperti all’ospitalità con la formula del pernottamento e della prima colazione.