Castello della Manta

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Castello della Manta
Veduta del castello della Manta
Veduta del castello della Manta
Mappa di localizzazione: Italia
Ubicazione
Stato attuale Italia Italia
Regione Piemonte
Città Manta (CN)
Coordinate 44°37′01″N 7°29′07″E / 44.616944°N 7.485278°E44.616944; 7.485278Coordinate: 44°37′01″N 7°29′07″E / 44.616944°N 7.485278°E44.616944; 7.485278
Informazioni generali
Tipo Castello
Inizio costruzione XII secolo
Proprietario attuale Fondo Ambiente Italiano
Visitabile Si

http://www.fondoambiente.it/beni/castello-della-manta-beni-del-fai.asp

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Il castello della Manta è un maniero medievale situato sulle colline di Manta, in provincia di Cuneo. Nel 1984 è stato concesso in comodato al al Fondo Ambiente Italiano dalla contessa Elisabetta de Rege Thesauro Provana del Sabbione, affinché fosse inserito in un unico progetto di gestione e valorizzazione culturale. Il castello della Manta è anche parte del circuito dei "Castelli Aperti" del Basso Piemonte.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La struttura del castello della Manta è frutto di aggregazioni posteriori all'impianto originario del XII secolo. Il maniero, trasformato nei secoli in dimora signorile, iniziò ad assumere la fisionomia attuale solo all'inizio del Quattrocento grazie all'opera della famiglia Saluzzo della Manta. All'estinzione di questo ramo del casato, a fine del XVIII secolo, fu abbandonato a se stesso e cadde in uno stato di rovina. Dopo la donazione al FAI, nel 1984, sono stati avviati i lavori di recupero e restauro che hanno riportato il complesso alla sua condizione originaria.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Cicli pittorici[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Maestro del Castello della Manta.
Castello della Manta, Madonna del latte, anonimo del 400
Castello della Manta, Goffredo di Buglione

Numerose sono le sale che lo caratterizzano: in una sala, all'interno di una piccola nicchia è conservato un affresco raffigurante una Madonna del Latte in cui è raffigurata la Vergine Maria nell'atto di allattare Gesù. L'opera risalente al Quattrocento è opera di un anonimo pittore. Si esclude che possa essere l'anonimo pittore che affrescò la sala baronale.

La sala baronale conserva il più importante ciclo pittorico conservato nel castello della Manta. Questo è infatti arricchito da un importante ciclo di affreschi che ne decora perimetralmente le pareti, capolavoro e rara testimonianza della pittura profana tardogotica praticata nell'Italia settentrionale. L'opera è attribuita all'anonimo pittore Maestro del Castello della Manta.

Il ciclo, completato poco dopo il 1420, raffigura una serie di eroi ed eroine (presumibilmente appartenenti al casato dei Saluzzo) - qui illustrati secondo la tradizione iconografica classica, ebraica e cristiana e raffigurati in preziosi abiti del tempo - e la cosiddetta Fontana di giovinezza, tema questo ripreso dall'antica tradizione dei romanzi francesi medievali. I personaggi rappresentati sono ispirati ad un poema scritto da Tommaso III di Saluzzo, le Chevalier Errant e sono in ordine: Ettore, Alessandro Magno, Giulio Cesare, Giosuè, Davide, Giuda Maccabeo, Re Artù, Carlo Magno, Goffredo di Buglione, Delfile, Sinope, Ippolita, Semiramide, Etiope, Lampeto, Tamiri, Teuca, Pentesilea (tutti ancora ben visibili, tranne l'ultima eroina, rimasta mutilata dal crollo dell'intonaco).

Un'importante testimonianza dell'arte manierista del Cinquecento è invece data dalla Sala delle grottesche, parte dell'appartamento di rappresentanza voluto intorno al 1560 da Michele Antonio della Manta: presenta un soffitto finemente dipinto e decorato con stucchi, grottesche, appunto, rovine antiche, architetture rinascimentali frutto della cultura tipica dell'Italia centrale del tempo.

Chiesa della Manta[modifica | modifica wikitesto]

Annessa al castello è visitabile la chiesa castellana, al cui interno sono custoditi due ambienti di particolare pregio, anch'essi riconducibili ai due momenti più significativi della decorazione pittorica che caratterizza l'intero maniero.

Un importante ciclo di affreschi sulla vita di Gesù Cristo - risalente allo stesso periodo della realizzazione della sala baronale del castello - correda l'abside della chiesa, mentre la cappella funeraria di Michelantonio riporta una ricca decorazione a stucco e affreschi anch'essi di stampo manieristico.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]