Castellazzo (Bollate)

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Castellazzo di Bollate
frazione
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Lombardia – stemma Lombardia
Provincia Milano – stemma Milano
Comune Bollate – stemma Bollate
Territorio
Coordinate 45°33′23″N 09°05′53″E / 45.55639°N 9.09806°E / 45.55639; 9.09806 (Castellazzo di Bollate)Coordinate: 45°33′23″N 09°05′53″E / 45.55639°N 9.09806°E / 45.55639; 9.09806 (Castellazzo di Bollate)
Abitanti
Altre informazioni
Cod. postale 20021
Prefisso 02
Fuso orario UTC+1
Localizzazione
Castellazzo di Bollate è posizionata in Italia
Castellazzo di Bollate

Castellazzo (Castellasc in dialetto milanese) è una frazione del comune di Bollate, situato in provincia di Milano; la frazione è circondata dal Parco delle Groane e si trova al confine comunale con Garbagnate Milanese.

Fu un antico comune del Milanese. Nell'estimo voluto dall'imperatrice Maria Teresa nel 1771 risultava avere 240 abitanti.[1] Nel 1809 fu soppresso con regio decreto di Napoleone ed annesso a Garbagnate, per essere poi ripristinato con il ritorno degli austriaci. Fu nuovamente soppresso nel 1841 con regio dispaccio del governo del Lombardo-Veneto, ma per essere stavolta incorporato a Bollate.

L'abitato si è sviluppato attorno alla storica Villa Arconati, già monumento nazionale, chiamata anche il Castellazzo, che dà il nome alla frazione e che è teatro tutte le estati del Festival di Villa Arconati, un'importante manifestazione musicale che si svolge nella suggestiva cornice della villa nei mesi di giugno e luglio.
La frazione, pienamente inserita nella tranquillità del Parco delle Groane, è dotata di diversi percorsi ciclopedonali che la rendono meta e "piccolo paradiso" per sportivi del jogging e mountain bike e per chiunque voglia "staccare un momento" col caos della metropoli.
A questi aspetti pregevoli di una località a soli 12 km dal cuore di Milano seguono aspetti che denotano anche segni di inciviltà e malcostume.
Difatti negli ultimi anni si segnala un certo progressivo degrado dovuto alla presenza di microdiscariche abusive di materiale edilizio, di immondizia lasciata dai "patiti della grigliata" domenicale e a carcasse di auto e motorini dati alle fiamme a cui cerca di porre rimedio il Corpo di Vigilanza del Parco delle Groane.
Inoltre da parecchi anni la Villa, le Corti e l'intero Borgo sono al centro del dibattito cittadino sul futuro di Castellazzo.
L'ultima residente di Villa Arconati, Donna Beatrice Crivelli fu l'ultima garante di tutela del patrimonio costituito da Villa, Corti e vecchie Fornaci. Venendo nel frattempo a mancare, gli eredi hanno venduto tutta la proprietà a diverse immobiliari la cui unica preoccupazione fu quella di realizzare liquidità attraverso la vendita di quasi tutto ciò custodito al suo interno, e di predisporre alcuni piani che se attuati, si sarebbero rivelati autentiche colate di cemento che avrebbero irrimediabilmente compromesso un equilibrio del territorio consolidato ormai da decenni.
Questi piani prevedevano, oltre al riutilizzo delle vecchie corti, anche l'utilizzo delle originarie volumetrie delle vecchie fornaci, dove attraverso il loro cambio di destinazione d'uso, da industriali a residenziali, avrebbero permesso la costruzione di residenze a dismisura.
Inoltre, all 'interno di questi piani era prevista la progressiva espulsione dei vecchi affittuari delle corti, e tutto ciò è stato scongiurato anche grazie alla dinamicità dell' Associazione "Amici di Castellazzo".

[modifica] La ferrovia e la vecchia stazione

La frazione di Castellazzo è da sempre attraversata dai binari della linea ferroviaria Milano - Saronno delle Ferrovie Nord Milano, e sino al 1990 era attiva la piccola e funzionale stazioncina.
La stazione, oltre a essere utilizzata dai residenti, fu anche utilizzata dalle maestranze occupate nelle vicine fornaci e cave di argilla per la produzione di laterizi, queste ben visibili nel film Il sole sorge ancora commissionato dall' A.N.P.I..
Il film fu girato nel 1946 nelle fornaci, nelle corti di Castellazzo, oltreché all' interno della bella Villa Arconati per la regia di Aldo Vergano.
Con i lavori di quadruplicamento della Linea Milano - Saronno di FerrovieNord attivato successivamente al 1990, tale stazione è stata soppressa e successivamente demolita nonostante le proteste della popolazione locale.
Oggi se ne auspica la riapertura, come fermata impresenziata e "a banchina centrale" sui due binari dedicati alle LineeLinee S di Milano.svg del Servizio ferroviario suburbano di Milano innanzitutto per diminuire il senso di isolamento degli abitanti della frazione con Bollate e per permettere di rendere Castellazzo più vivibile e accessibile non solo alle automobili nei giorni di maggiore affluenza domenicale/festiva e in concomitanza del Festival.

[modifica] Note

  1. ^ [1]

[modifica] Voci correlate

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