Castellaro

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Castellaro
Panorama di Castellaro
Castellaro - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Liguria
Provincia: stemma Imperia
Coordinate: 43°52′0″N 7°52′0″E / 43.86667, 7.86667Coordinate: 43°52′0″N 7°52′0″E / 43.86667, 7.86667
Altitudine: 275 m s.l.m.
Superficie: 8,69 km²
Abitanti:
1.151 31-12-2007 (fonte Istat)
Densità: 132 ab./km²
Comuni contigui: Pietrabruna, Pompeiana, Riva Ligure, Taggia
CAP: 18011
Pref. telefonico: 0184
Codice ISTAT: 008014
Codice catasto: C143 
Nome abitanti: castellaresi 
Santo patrono: San Pietro in Vincoli 
Giorno festivo: 1 agosto 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Castellaro (Castellà in ligure) è un comune italiano di 1.151 abitanti della provincia di Imperia in Liguria.

Indice

[modifica] Geografia fisica

Il comune è situato ad est dell'alta Valle Argentina e dista dal capoluogo circa 36 km. Il territorio comunale ha fatto parte della Comunità Montana Argentina Armea fino al 1° gennaio 2009 quando con legge regionale n° 24 del 4 luglio 2008[1] il territorio castellarese è stato confluito nella nuova Comunità Montana Imperia 2 a seguito del riordino delle comunità montane. Dista dal capoluogo circa 20 km.

[modifica] Storia

Scorcio del centro storico.

La prima citazione ufficiale di Castellaro risalgono al 1153 tramite antichi documenti rinvenuti. Nel particolare in tali scritti fu sottoscritto l'atto di concessione del feudo di Castellaro dai marchesi di Clavesana, signori feudali della valle e del basso Piemonte, verso Anselmo Quaranta - o Quadraginta - un loro parente.

Nel 1228 Bonifacio de Linguilia - o Lengueglia - firmò l'atto di sottomissione verso la Repubblica di Genova, ricevendo in cambio da essa l'investitura ufficiale del feudo castellarenese e del territorio circostante. Nel 1472 i signori di Linguilia divisero ii feudo in due parti e vendettero Castellaro ai fratelli Luca e Tommaso Anfreone, parenti della famiglia Spinola.

Il 28 giugno del 1561, così come altre località liguri del ponente ligure, anche il borgo subì l'attacco improvviso dei pirati saraceni - comandati dal pirata Ulug Alì - che saccheggiarono a lungo il paese, uccidendo tre persone e rapendone una ventina. Nonostante il borgo fosse sotto il controllo feudale degli Spinola - residenti a Genova - non furono mandate truppe o soldati per la difesa del feudo, lasciando in pratica libero passaggio ai pirati che ovviamente ne approfittarono.

Nei secoli successivi il feudo scatenò accese guerre politiche tra gli eredi degli Spinola sulla corretta eredità e supremazia del paese fino al 1695 quando divenne territorio di Maria Brigida Spinola, moglie del marchese Marc'Antonio Gentile. Dai nuovi signori feudatari gli abitanti ottennero numerosi vantaggi, al contrario delle presunte prepotenze degli Spinola, arrivando in pratica ad una indipendente gestione del borgo. I Gentile rimasero proprietari del feudo fino all'invasione di Napoleone Bonaparte nel 1797, anno in cui tutti i feudi liguri vennero aboliti dal nuovo governo franco - genovese della Repubblica Ligure.

Nel 1815 Castellaro fu annesso al Regno di Sardegna e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861.

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

Chiesa di San Bernardo.

[modifica] Architetture religiose

Per approfondire, vedi la voce Santuario di Nostra Signora di Lampedusa.
  • Santuario di Nostra Signora di Lampedusa. Distante dal centro abitato di Castellaro, circa un chilometro, vi si giunge percorrendo una strada fiancheggiata sulla sinistra dalle quindici cappellette o edicole, rappresentanti i misteri della Via Crucis. L'opera di edificazione iniziò nel 1602 per poi concludersi nel 1619. Il quadretto raffigurante la Vergine Maria, posto sull'altare maggiore, proviene proprio dall'isola di Lampedusa ove vi fu fatto prigioniero un cittadino di Castellaro - Andrea Anfosso - dai pirati barbareschi. Secondo la tradizione locale l'uomo, dopo aver fatto promesso di voto alla Vergine, riuscì a liberarsi dalla prigionia facendo così ritorno nel paese d'origine portandosi con se il quadretto mariano, utilizzando la tela come una vela.
  • Chiesa parrocchiale di San Pietro in Vincoli. Eretta nel 1619 ove originariamente sorgeva l'antico castello contiene tra i diversi oggetti sacri due crocifissi, di cui uno dello scultore Anton Maria Maragliano.
  • Chiesa di San Michele Arcangelo.
  • Chiesa di San Bernardo di Chiaravalle.
  • Chiesa della Madonna del Carmine.

[modifica] Architetture civili

  • Palazzo dei Gentile. Il palazzo marchesale fu costruito dalla famiglia feudale dei Gentile di fronte alla torre del castello. Oggi l'edificio è di proprietà della parrocchia locale.

[modifica] Architetture militari

Il palazzo dei Gentile.

Dell'antico castello rimangono ad oggi solo i resti della torre difensiva a pianta semicircolare.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Cultura

[modifica] Eventi

[modifica] Economia

La principale risorsa economica del comune proviene dalla coltivazione dei fiori ed in misura minore dall'olivicoltura e della vite.

[modifica] Infrastrutture e trasporti

[modifica] Strade

Castellaro è situata lungo la Strada Provinciale 51. Il comune non è raggiungibile direttamente tramite autostrada, pertanto il casello autostradale di Arma di Taggia sull'Autostrada A10 è l’uscita consigliata per raggiungere la destinazione.

[modifica] Ferrovie

La stazione ferroviaria più vicina è quella di Taggia - Arma sulla linea ferroviaria VentimigliaGenova nel tratto locale compreso tra Ventimiglia e Savona.

[modifica] Amministrazione

Il municipio nel centro storico.

Sindaco: Alessandro Catitti (Lista civica "Insieme") dal 07/06/2009 (2º mandato)
Centralino del comune: 0184 479050
Posta elettronica: ragioneria@comunedicastellaro.191.it

[modifica] Amministrazioni precedenti

Periodo Primo Cittadino Partito Carica Note
2004 2009 Alessandro Catitti Lista civica Sindaco
2009 in carica Alessandro Catitti Lista civica "Insieme" Sindaco

[modifica] Note

  1. ^ Testo della Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008
  2. ^ Fonte dal sito Confedilizia.it

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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