Castel Sant'Angelo

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Coordinate: 41°54′11″N 12°27′59″E / 41.903064, 12.466355

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Castel Sant'Angelo
Castel Sant'Angelo
Castel Sant'Angelo ed il Tevere al tramonto
Castel Sant'Angelo ed il Tevere al tramonto

Il Castel Sant'Angelo (o Mole Adriana o "Castellum Crescentii" nel X-XII sec.) è un monumento romano, situato sulla sponda destra del Tevere, di fronte al pons Aelius (attuale ponte Sant'Angelo) a poca distanza del Vaticano, nel rione di Borgo.

Indice

[modifica] Origini

Iniziato dall'imperatore Adriano nel 135 quale suo mausoleo funebre, ispirandosi all'ormai completo mausoleo di Augusto, fu ultimato da Antonino Pio nel 139. Venne costruito di fronte al Campo Marzio al quale fu unito da un ponte appositamente costruito, il Ponte Elio. Il mausoleo era composto da una base cubica, rivestita in marmo lunense, avente un fregio decorativo a teste di buoi (Bucrani) e lesene angolari. Nel fregio prospiciente il fiume si leggevano i nomi degli imperatori sepolti all'interno. Sempre su questo lato si presentava l'arco d'ingresso intitolato ad Adriano, il dromos (passaggio d'accesso) era interamente rivestito di giallo antico.

Al di sopra del cubo di base era posato un tamburo realizzato in peperino e in opera cementizia (opus caementicium) tutto rivestito di travertino e lesene scanalate. Al di sopra di esso vi era un tumulo di terra alberato circondato da statue marmoree (ce ne restano frammenti). Il tumulo era, infine, sormontato da una quadriga in bronzo guidata dall'imperatore Adriano raffigurato come il sole. Attorno al mausoleo correva un muro di cinta con cancellata in bronzo decorata da pavoni, due di essi sono conservati al Vaticano.

All'interno pozzi di luce illuminavano la scala elicoidale in laterizio che collegava il dromos alla cella posta al centro del tumulo. Quest'ultima, quadrata ed interamente rivestita di marmi policromi ed era sormontata da altre due celle sepolcrali.

Il Mausoleo ospitò i resti dell'imperatore Adriano e di sua moglie Sabina, dell'imperatore Antonino Pio, di sua moglie Faustina maggiore e di tre dei loro figli, di Lucio Elio Cesare, di Lucio Vero Commodo, dell'imperatore Marco Aurelio e di altri tre dei suoi figli, dell'imperatore Settimio Severo, di sua moglie Giulia Domna e dei loro figli e imperatori Geta e Caracalla.[1]

[modifica] Dal medioevo ai giorni nostri

Il Castello e Ponte Vittorio Emanuele II
Il Castello e Ponte Vittorio Emanuele II

Molto presto l'edificio, spogliato di decorazioni e rivestimenti, cambiò destinazione d'uso e divenne un fortilizio. Fu integrato nelle Mura aureliane nel 403, in seguito fu fortificato a partire dal XIV secolo dai papi, cui si deve la costruzione del passetto, la passerella sopraelevata che lo collega al Vaticano. Vi fu allo stesso tempo ricavata una prigione, dove tra gli altri fu rinchiuso Benvenuto Cellini nel XVI secolo. Papa Clemente VII, miracolosamente scampato ai Lanzichenecchi di Carlo V, vi si rinchiuse durante il terribile sacco di Roma nel 1527 e il castello resistette ai tentativi di penetrarvi, fino alla capitolazione-accordo intervenuta fra il papa e l'imperatore dopo circa un mese.

Da questo episodio l'utilità del castello balzò agli occhi dei papi, che intraprendono grandiosi lavori di adattamento e vi installarono una vera e propria residenza papale. I maggiori artisti dell'epoca (Antonio da Sangallo il giovane, Raffaello da Montelupo e Michelangelo) vi lavorarono. La grande cinta bastionata pentagonale che lo circonda, ultimo episodio di una lunga storia di fortificazioni, fu iniziata sotto papa Paolo IV (1555 - 1559) e conclusa sotto i suoi successori da Francesco Laparelli.

Il castello ha preso il suo nome attuale nel 590, durante una grande epidemia di peste che colpì Roma. Papa Gregorio I avrebbe visto l'arcangelo Michele rinfoderare la sua spada sulla sommità del castello, significando così la fine dell'epidemia. Per commemorare l'avvenimento, la statua di un angelo corona l'edificio (prima una statua in marmo di Raffaello da Montelupo risalente al XVI secolo, e poi, dal 1753, un bronzo di Pierre van Verschaffelt).

[modifica] Nella cultura popolare

Sul modello di Castel Sant'Angelo fu edificata nell'Abbazia di Novacella in Alto Adige, nel XV secolo, una singolare chiesa rotonda concepita come una fortezza a difesa contro i Turchi e dedicata all'Arcangelo Michele, detta, proprio per il suo carattere fortificato, "Engelsburg".

Giacomo Puccini ambientò a Castel Sant'Angelo l'ultimo atto della Tosca.

Il castello viene menzionato in Angeli e demoni di Dan Brown.

[modifica] Collegamenti

 È raggiungibile dalla stazione Ottaviano - San Pietro - Musei Vaticani.

[modifica] I guardiani di Castello

[modifica] Note

  1. ^ Lawrence Richardson, "Mausoleum Hadriani", A New Topographical Dictionary of Ancient Rome, JHU, 1992, ISBN 0801843006, p. 249.

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