Castanea crenata

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Castagno giapponese
Castanea crenata3.jpg
Castanea crenata
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Fagales
Famiglia Fagaceae
Genere Castanea
Specie C. crenata
Nomenclatura binomiale
Castanea crenata
Siebold & Zucc.
Sinonimi
  • Castanea japonica
  • Castanea pubinervis
  • Castanea stricta
Nomi comuni

Castagno giapponese

Il castagno giapponese (Castanea crenata Siebold & Zucc.) è una pianta appartenente alla famiglia delle Fagaceae, affine al castagno europeo, originario come dice il nome comune del Giappone.

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

C.crenata è un albero di piccole o medie dimensioni, circa 10-15 m, a ramificazione simpodiale.
Ha foglie semplici, strette , con margine crenato-serrato, tomentose in un primo momento, decidue, provviste di stipole alla base. Sono lunghe 8-19 cm e larghe 3-5 cm. I piccioli sono molto corti. La cicatrice fogliare è semicircolare.
La pianta è monoica.I fiori sono portati in amenti eretti, che possono raggruppare solo fiori maschili oppure misti. I fiori maschili sono distribuiti in glomeruli di 3-7 fiori su tutto l'amento. I fiori femminili si trovano alla base degli amenti misti in gruppi di 1-3, essi sono racchiusi in un involucro subsferico chiamato cupola, provvisto di spine.
Il frutto è una noce arrotondata molto grossa rispetto a quella del castagno europeo. In ogni cupola vi sono 3-7 frutti.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

La pianta è diffusa allo stato naturale in Giappone e nella Corea del sud, ma è stato introdotto in Europa nel 1876.

Usi[modifica | modifica wikitesto]

In Giappone, Cina e a Taiwan è molto coltivato a scopo alimentare. È piuttosto resistente al Mal dell'inchiostro ed entra precocemente in produzione, caratteristiche mancanti al castagno europeo e al castagno americano, è stato quindi utilizzato per sviluppare degli ibridi tra queste due specie. Questi ibridi inoltre sono molto più facili da riprodurre per talea. Tra tutti l'ibrido più noto è il "Marigoule 15".

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gellini R., Grossoni P. Botanica Forestale. CEDAM Padova. Vol. II, 1996

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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