Casta coloniale

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Dipinto del XVIII secolo raffigurante il sistema di casta vigente nelle colonie spagnole del Sudamerica. In questo dipinto sono rappresentate tutte e sedici le combinazioni possibili.

La casta coloniale è un sistema di stratificazione gerarchica della società che si formò in epoca coloniale spagnola subito dopo la scoperta europea del continente nel 1492, standardizzata ad opera di spagnoli e portoghesi nelle rispettive colonie.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il termine (a partire dal XVI secolo) deriva dal portoghese e spagnolo lignaggio, razza e si riferiva al complesso intrecciarsi delle nuove razze e mescolanze venutesi a formare dal forzoso intersecarsi dei conquistadores prevalentemente di origine iberica, le popolazioni native amerindie (indios americani) e le genti deportate dall'Africa come manodopera (schiavi).

Tutta una serie di "caste" furono standardizzate dall'élite spagnola al fine di gerarchizzare la dominanza per l'occupazione di cariche di comando, pubbliche o di sudditanza e in modo di normalizzare secondo il loro giudizio le relazioni tra i diversi gruppi etnici e tipologie antropologiche venutesi a mescolare fin dalle prime fasi coloniali in America.

Genesi[modifica | modifica wikitesto]

La mancanza o la scarsa disponibilità di coloni di sesso femminile nella conquista europea del nuovo mondo, spinse i primi conquistadores e avventurieri giunti in seguito, e tutti prevalentemente di sesso maschile, ad accoppiarsi con donne di popolazioni, cultura, e fattezze morfologiche diverse dalla tipologia antropologica europea:

  • In un primo tempo, i conquistadores e coloni si accoppiarono con donne autoctone indios formando una prima stratificazione razziale intermedia dei figli nati tra europei ed indios e dei loro discendenti; questi rimescolandosi per alcune generazioni con genti spagnole (detti i peninsulari) potevano progredire fino a diventare accettabili per ricoprire ruoli di comando ed essere definiti spagnoli o viceversa tornare indios per vari gradi, cioè' restando gente libera ma non degna di ricoprire incarichi direttivi.
  • In secondo luogo, lo stesso tipo di spinta fu riscontrabile tra gli europei con le schiave provenienti da popolazioni africane deportate, che mescolandosi produssero una progenie che veniva classificata a seconda delle caratteristiche morfologiche più' evidenti come il grado di scurezza della pelle, il profilo o il tipo di capelli, fino a classificare una stratificazione razziale dei figli tra europei ed africani e dei loro discendenti; questi però, data la condizione di schiavo di un ascendente, reputato uno status di inferiorità dai conquistadores, non poteva mai ricondurre la discendenza neanche rimescolandosi con genti europee a ritornare alla condizione di spagnolo, viceversa la progenie che solitamente restava nella condizione di schiavismo, poteva tornare ad essere considerata africana per vari gradi.
  • In un terzo tempo, dopo la continua e massiccia deportazione e presenza di schiavi africani nelle americhe, la stessa situazione si ripresentò quando alcune comunità africane vennero affrancate o abbandonate, o perché riuscirono a conquistare la libertà fuggendo o naufragando dalle navi di deportazione, e si videro spinte a mescolarsi e spesso a cercare rifugio presso comunità di indios autoctoni, generando una discendenza tra africani ed indios, senza dignità di comando presso l'élite dominante europea.

Dopo qualche generazione dalla conquista e colonizzazione delle Americhe, tutte queste progenie stratificate delle tre possibili interazioni di base tra europei, africani ed indios, presero a rimescolarsi ulteriormente per vari gradi; i conquistadores classificarono ulteriormente attraverso delle liste con nomi di caste, spesso fantasiosi o offensivi, presentando tavole illustrate dei possibili incroci delle varie razze che avevano standardizzato e stratificarono il tutto per instaurare una gerarchia di dignità e comando per tutte le nuove situazioni che si stavano creando ed evolvendo nelle Americhe.

Caste[modifica | modifica wikitesto]

Nelle tre interazioni iniziali che erano state standardizzate dagli spagnoli, erano riconosciute queste caste base:

La stratificazione sociale gerarchica tra europei e indios veniva così classificata:

  1. Peninsular, rappresentava l'europeo tipicamente spagnolo, giunto nel Nuovo Mondo
  2. Criollo, rappresentava l'europeo nato nelle indie occidentali, uno spagnolo d'oltremare
  3. Blanco o Limpio, con un ottavo (un bisnonno/a o meno) indio, era accettato come spagnolo
  4. Castizo, quarto di indio e tre quarti europeo, di rango superiore ai mezzosangue
  5. Cuatralvo Castizo, cinque ottavi di europeo, tre ottavi indio
  6. Mestizo, mezzosangue meticcio
  7. Chango, tre ottavi di europeo, cinque ottavi indio
  8. Coyote, quarto di europeo e tre quarti di indio, di rango inferiore ai mezzosangue
  9. Chamizo, ottavo di europeo
  10. Indio, autoctono amerindio, persona libera ma senza ruoli di comando

La stratificazione sociale gerarchica tra europei e africani veniva così classificata:

  1. Peninsular, rappresentava l'europeo tipicamente spagnolo, giunto nel Nuovo Mondo
  2. Criollo, rappresentava l'europeo nato nelle indie occidentali, uno spagnolo d'oltremare
  3. Saltatràs, sedicesimo di africano (un trisnonno/a o meno)
  4. Albino, ottavo di africano (un bisnonno/a o meno)
  5. Morisco, quarto di africano e tre quarti europeo
  6. Mulato, mezzosangue mulatto
  7. Moreno, tre ottavi di europeo, cinque ottavi africano
  8. Galfarro, quarto di europeo e tre quarti di africano, di rango inferiore ai mezzosangue
  9. Rellollo, africano di successiva generazione, nato nelle Indie occidentali
  10. Negro, deportato africano

La stratificazione sociale gerarchica tra indios e africani veniva così classificata:

  1. Indio, autoctono amerindio, persona libera ma senza ruoli di comando
  2. Sambaigo, ottavo di africano
  3. Cambujo, quarto di africano, tre quarti indio
  4. Zambazo, tre ottavi africano, cinque ottavi indio
  5. Zambo mezzosangue indio/africano
  6. Zambo prieto, quarto di indio, tre quarti africano
  7. Rellollo, africano di successiva generazione, nato nelle Indie occidentali
  8. Negro, deportato africano


Le liste spagnole fornivano poi tutte le possibilità di interazione tra queste caste, con nomi spesso irridenti, come ad esempio:

(lista tra Mestizo e Mulato e Zambo con più o meno componenti intermedi)

Terceron Indio, Arnizo, Haytestas, Capalmulato, Genizaro, Noteintiendo, Cholo, Tentenelaire, Barnizo, Chino, Grifo, Gilvaro, Albarazado, Barcino, Macamuca, Pardo, ed altri.

Ad oggi nelle Americhe i nomi delle caste vengono ancora ricordati come soprannomi e spesso usati dalle popolazioni latinoamericane per classificare i gradi di mescolanza delle tre etnie; la mescolanza 1/3, 1/3, 1/3, viene definita usualmente Pardo, specialmente in Brasile dove nei questionari statistici nazionali viene riportata con questo nome, sugli stampati, come razza antropologica intermedia, e conteggiata spesso come maggioranza della popolazione residente.

Note[modifica | modifica wikitesto]


Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Davis, Kingsley (1978). "Casta, clase y estratificación", en La sociedad humana, Buenos Aires, Eudeba, pp. 355–382.
  • Ares Quejia, Berta y Alessandro Stella, coordinadores (2000). Negros, mulatos, zambiagos: derroteros africanos en los mundos ibéricos. Sevilla: Escuela de Estudios Hispano-Americanos/CSIC. ISBN 84-00-07890-X
  • El sistema de castas. Historia general de España y América: los primeros Borbones, Ediciones Rialp isbn= 9788432121074

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