Cassiterite

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Cassiterite
CassiteriteUSGOV.jpg
Classificazione Strunz IV/D.02-40
Formula chimica SnO2[1][2][3][4]
Proprietà cristallografiche
Gruppo cristallino dimetrico
Sistema cristallino tetragonale[1][2][3]
Classe di simmetria bipiramidale tetragonale[1][2]
Parametri di cella a:c = 1:0.65808; a = 4.738, c = 3.118, Z = 2; V = 69.99 Den(Calc)= 7.15[1]
Gruppo puntuale 4/m 2/m 2/m[1][2]
Gruppo spaziale P 4/mnm[1] P42/mnm[2]
Proprietà fisiche
Densità 6,8-7,1[3] g/cm³
Durezza (Mohs) 6[1][2]-7[1][2][3]
Sfaldatura irregolare[1], imperfetta secondo {100}[2], indistinta secondo {110}[2]
Frattura concoide[3], irregolare[1]

[2], subconcoide[2]

Colore da giallognolo a verdastro[3], incolore, nero brunastro, grigio, verde[1], nero, rosso[2]
Lucentezza adamantina[1][3][2], grassa[2], submetallica[2]
Opacità trasparente, traslucido[1][2], opaco[2]
Striscio da giallastro a bianco[3], bianco brunastro[1][2], grigiastro[2]
Diffusione rarissimo[4]
Si invita a seguire lo schema di Modello di voce - Minerale

La cassiterite è un minerale (biossido di stagno).

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il nome della cassiterite deriva dal nome greco dello stagno, Κασσίτερος (kassíteros), ed è stato introdotto dal mineralogista francese François Sulpice Beudant nel 1832; il minerale era tuttavia già noto più di 5000 anni fa, in piena età del bronzo.[3] Sebbene data e luogo della scoperta dello stagno e quindi della cassiterite siano dubbi, si ipotizza che questa sia stata uno dei primi litotipi ad essere noti all'uomo.[4] Fu citata da Plinio nella sua Naturalis Historia. Doveva essere nota anche ai Greci, che avevano dato il nome di Cassiteridi ad alcune isole, attualmente di dubbia identificazione, ricche di questo minerale.[3]

Abito cristallino[modifica | modifica sorgente]

Prismatico[1][3], talora bipiramidale[1][3], più raramente allungati e sottili con i prismi striati verticalmente[3], botrioidale[1], massivo[1].

Origine e giacitura[modifica | modifica sorgente]

Il minerale si trova generalmente nei giacimenti pegmatitici[3] granitici[1] o in rocce magmatiche intrusive dette greisen[3][2] o in filoni idrotermali di media ed alta temperatura[2] o in depositi alluvionali[2][1].

Forma in cui si presenta in natura[modifica | modifica sorgente]

In cristalli geminati specialmente quelli originati dal contatto delle facce delle bipiramidi che fa ottenere la forma ricurva che a causa della loro somiglianza dei becchi uncinati di uccelli sono chiamati "becchi di stagno". Inoltre si presenta a in ciottoli arrotondati o in masse che ricordano i fagioli o di acini di uva e talvolta anche in masse fibroso raggiate di color ligneo che vengono chiamate "legni di stagno".[3]

Utilizzi[modifica | modifica sorgente]

Essendo il minerale principale dello stagno viene commercialmente utilizzato per estrarre questo metallo usato per produrre il bronzo ed altre leghe speciali[3] e per fare le saldature.[5]

Come riconoscere la cassiterite[modifica | modifica sorgente]

Un test per riconoscere la cassiterite da minerali simili consistere nell'immergere il minerale nell'acido cloridrico insieme a frammenti di zinco, così facendo l'idrogeno farà ridurre lo stagno a stagno metallico che si riconoscerà per il suo colore argenteo.[4]

Caratteristiche chimico-fisiche[modifica | modifica sorgente]

Il minerale viene lentamente attaccato dagli acidi[4].

Località di ritrovamento[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t Scheda tecnica del minerale su webmineral.org
  2. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v Scheda tecnica del minerale su mindat.org
  3. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y Autori vari, scheda Cassiterite, De Agostini, 1993-1996 Novara
  4. ^ a b c d e f Autori Vari, Cassiterite in I minerali dalla A alla Z pag.341-342, Peruzzo editore, (1988) Milano
  5. ^ Info
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