Cassano d'Adda

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Cassano d'Adda
comune
Cassano d'Adda – Stemma Cassano d'Adda – Bandiera
Il Castello di Cassano d'Adda
Il Castello di Cassano d'Adda
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Milano-Stemma.png Milano
Amministrazione
Sindaco Roberto Maviglia (centrosinistra) dal 30/05/2011
Territorio
Coordinate 45°32′00″N 9°31′00″E / 45.533333°N 9.516667°E45.533333; 9.516667 (Cassano d'Adda)Coordinate: 45°32′00″N 9°31′00″E / 45.533333°N 9.516667°E45.533333; 9.516667 (Cassano d'Adda)
Altitudine 133 m s.l.m.
Superficie 18,52 km²
Abitanti 18 756[1] (28/2/2014)
Densità 1 012,74 ab./km²
Frazioni Cascate, Cascine San Pietro, Groppello d'Adda, Taranta
Comuni confinanti Casirate d'Adda (BG), Fara Gera d'Adda (BG), Inzago (MI), Pozzo d'Adda (MI), Pozzuolo Martesana (MI), Rivolta d'Adda (CR), Treviglio (BG), Truccazzano (MI), Vaprio d'Adda (MI)
Altre informazioni
Cod. postale 20062
Prefisso 0363
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 015059
Cod. catastale C003
Targa MI
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 536 GG[2]
Nome abitanti cassanesi
Patrono santa Maria Immacolata e san Zeno
Giorno festivo 1ª domenica di ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cassano d'Adda
Posizione del comune di Cassano d'Adda nella provincia di Milano
Posizione del comune di Cassano d'Adda nella provincia di Milano
Sito istituzionale

Cassano d'Adda (Casàn in dialetto locale) è un comune italiano di 18.756 abitanti[1] della provincia di Milano, in Lombardia. Fa parte del territorio della Martesana.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Visuale aerea (da est) di Cassano d'Adda in inverno
Veduta autunnale di Cassano d'Adda

Il territorio[modifica | modifica sorgente]

Il territorio cassanese è diviso in due parti dal solco del fiume Adda, caratterizzate da un dislivello di 20-25 metri. Il fiume che a Vaprio scorre ancora incassato in un solco profondo, nella valle di Cassano si allarga in un ampio letto nel quale le acque si dividono in numerosi rami, separati da isolotti ghiaiosi e boscosi.

Qui, mentre la sponda destra rimane alta ancora 15-20 metri, la sinistra si fa pianeggiante. L'altitudine del terreno cassanese varia da metri 144 (Groppello) a metri 115. La suddivisione geofisica del territorio comunale, che assomma a 18,51 km², può riassumersi secondo la seguente ripartizione. La parte orientale è formata da:

  1. zona idrica: l'Adda si ramifica in più tronchi davanti al borgo.
  2. zona isole:
    • Isola ponti fra l'Adda e la Muzza
    • Isola del linificio
    • Isola del bosco Bertolino
    • e molte altre isole tra l'Adda e la Muzza.
  3. Zona agricola coi cascinali Taranta, Bruciata, la frazione di Cascine San Pietro ecc.

La parte occidentale si può dividere in:

  1. piana del linificio e piana su cui sorre la Muzza.
  2. Zona più elevata e degradante da nord a sud. A sud i terreni sono 'vedono' lo scorrere del Naviglio della Martesana.

La zona a sinistra dell'Adda ricadeva, un tempo, nel lago Gerundio. Questa zona ha uno spessore coltivabile assai limitato e per la sua origine recente e per il perdurare su di essa di acque stagnanti. Lo scheletro del sottosuolo è più grossolano di quello di destra, essendo costituito quasi esclusivamente da grossi ciottoli calcarei misti a sabbia e ghiaia. La zona a destra dell'Adda ha il terreno sensibile più imbrunito della presenza, in quantità più rilevante, di sostanze organiche, e ha particelle terrose miste a parti grossolane. Questo terreno è formato da argilla, sabbia, calcare e humus. Cassano è posta quasi al centro della Lombardia, nell'alta pianura padana. Nei giorni sereni da Cassano si possono vedere il monte Rosa, i Corni di Canzo, il Resegone, la Presolana, la grande cerchia delle montagne comasche, lecchesi e bergamasche. Questo comune è attraversato sia dal canale Muzza che dal naviglio Martesana.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini[modifica | modifica sorgente]

Cassano anticamente era quasi interamente coperto dalla acque. Lungo i secoli, la pianura padana ha visto un avvicendarsi irrequieto di popoli di diversa origine, ognuno dei quali ha portato qualcosa di nuovo: elementi di lingua, costumi, tradizioni. Dai Liguri agli Insubri, dagli etruschi ai Galli fino ai Romani. Dopodiché ci furono anche i Longobardi Franchi e Ungari. Il nostro borgo ha origini umili, casuali: con la costruzione, si pensa, del castello messo a difesa dei confini; si iniziarono a formare le prime casupole intorno all'Adda, fino a formare un paese di nome “Cassium” di cui si hanno queste etimologie: - “tre case”, da cui trae origine lo stemma; - “magazzino” in cartaginese “chazan”, sembra infatti che durante le guerre puniche i cartaginesi avrebbero custodito in questo luogo un deposito di vettovaglie; - “casa sana” di cui il nome Cas-sano.

Il medioevo[modifica | modifica sorgente]

Tutto questo successe prima che questo borgo avesse avuto la sua prima testimonianza, risalente al testamento di Taido del 774 d.C., in epoca di dominazione longobarda. Cassano era un luogo di scontro per l'attraversamento del fiume, difatti ci furono un susseguirsi di lotte e conquiste di questo importante territorio. Tra l'XI e il XII Cassano d'Adda, si presentava ormai come un borgo che aveva già preso confidenza con la storia. La sua singolare ubicazione geografica, infatti, aveva abituato gli abitanti al passaggio di genti ed eserciti dalla più svariata provenienza. Cominciava a maturare, in questi anni, la vocazione strategica di questa località: il castello, roccaforte già presente come riferimento urbano, andava acquisendo sempre maggiore importanza. In questi anni Cassano iniziava ad essere assoggettata da Milano con la quale condivideva ordini e disordini. Dal 1154 al 1184 a Cassano arrivò Federico Barbarossa che portò furenti battaglie. Tra il XIII e il XIV secolo, Cassium spicca nelle cronache di quell'epoca come luogo di sanguinosi scontri in un periodo in cui lotte per il potere si erano fatte particolarmente violente anche a livello locale. In questo periodo ci furono due personaggi importanti: re Enzo, imperatore tedesco ed Ezzelino da Romano, condottiero che fu ferito mortalmente proprio ai piedi del castello di Cassano. Nella seconda metà del XIII secolo iniziarono gli scontri tra Torriani e Visconti che portarono delle guerre nel borgo di Cassano. Nel XIV secolo i Visconti erano molto legati a Cassium, dove ampliarono e risistemarono l'antico castello dove raggiunse il suo massimo splendore. In questo periodo Cassano era il posto più fortificato dell'Adda.

L'età moderna[modifica | modifica sorgente]

Tra il XV e il XVI secolo i Visconti furono sconfitti e andarono al potere gli Sforza, il castello di Cassano ricevette rimaneggiamenti di carattere militare. In questo periodo c'è anche un importantissimo personaggio: Leonardo da Vinci, impegnato nell'opera di progettazione dei navigli lombardi. Nel cinquecento a Cassano il castello aveva perduta la sua importanza militare mentre si impostava una nuova disciplina amministrativa giuridica e politica con l'avvento del marchesato. Il borgo in sostanza era costituito da un ponte sul fiume, dal castello con il ricetto, protetto dalle poderose mura, la chiesa di S. Zeno, S. Dionigi, S. Ambrogio, S. Pietro in Bergias. Grande importanza ebbero i navigli per l'irrigazione della campagna già ricca di cascinali. Anche in questo periodo i furono diverse guerriglie in questo piccolo borgo sul fiume Adda. Diventato marchesato, iniziarono a crearsi padroni, che imponevano tasse e dazi a loro piacimento, i marchesi più importanti che ebbe Cassano furono: Giovan Battista Castaldo, i D'Adda e i Bonelli. Tra il XVII e il XVIII secolo iniziò il declino di Cassano. Le battaglie iniziarono a essere fatte più lontano dalle rive dell'Adda, quindi lontane da Cassano. Con il nuovo assetto politico, Milano venne assoggettata agli spagnoli e l'introduzione delle armi da fuoco, portarono l'abbandono del castello perché sostituito dalle cittadelle che potevano fornire ai soldati cannoni e mura. L'unica cosa che teneva viva l'importanza di questo borgo era il valico dell'Adda che serviva come salvaguardia milanese. Nel Seicento le tasse continuarono ad aumentare, per le spese dei soldati spagnoli ormai governatori di quelle terre. Il Settecento fu per questo borgo un secolo pieno di eventi, ci furono delle battaglie, iniziarono ad essere costruite sulle sponde dei suoi corsi ville auguste, e iniziarono a esserci personaggi sempre più illustri a partire da Napoleone nel 1796. Un episodio “macabro”, successe nel 1703 dove i soldati francesi lasciarono morire 4500 soldati piemontesi nel castello di Cassano. Una delle battaglie più famose di questo borgo fu nell'anno 1705 in cui Eugenio principe di Savoia, subì a Cassano una brutta sconfitta da parte del duca di Vendome, dove si contarono all'incirca 8000 morti e 6000 feriti. Un'altra battaglia importante fu nel 1799 in cui i francesi comandati dal generale Moreau, subirono una sconfitta da parte dell'esercito austro-russo comandati da Suvarov.

L'età contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Tra il XIX e il XX secolo ci furono grandi cambiamenti politici, economici, sociali, culturali e religiosi. Il territorio diventò austriaco. La seconda metà dell'Ottocento ci fu la rivoluzione industriale, Cassano, per le sue caratteristiche fluviali, per la vicinanza a Milano, viene individuata come stabilimento per un Linificio Canapificio Nazionale, che tuttora esiste seppur abbandonato. In questo secolo ci furono personaggi rilevanti che passarono per Cassano uno di questi fu Napoleone III che soggiornò in Villa Brambilla per due giorni, si pensa, con Vittorio Emanuele II per fare un consiglio di guerra. Con l'arrivo del novecento iniziarono a sorgere le prime Unioni rurali; il castello diventò sede del carcere. L'economia del paese si sviluppo con la costruzione del Caminone della centrale, che insieme al Linificio diedero lavoro ai cassanesi. Sul piano religioso a Cassano vennero costruite in questo periodo diverse chiese oltre a quelle preesistenti: Annunciazione e Cristo Risorto. Con l'arrivo della prima guerra mondiale ci fu la costruzione a Cassano di una polveriera e la Villa Borromeo diventò comando militare e fu spogliata dei suoi beni di valore; con la fine della guerra si iniziò ancora l'incremento economico costruendo degli alberghi e dei luoghi di ritrovo. La seconda guerra mondiale, portò tasse per le spese di guerra, e bombardamenti nel paese di Cassano d'Adda. Con la fine di questa guerra, e l'arrivo degli anni sessanta ci fu il boom economico, e l'arrivo di immigrati dal meridione di Italia in cerca di lavoro, Cassano iniziava a ingrandirsi; nasce il giornale parrocchiale: “il portavoce”. Con lo sviluppo economico negli anni ottanta nacque la centrale termoelettrica vicino alla stazione di Cassano e al fiume Adda. Con l'avvento degli anni novanta ci fu una crisi comunale, per quanto riguarda soprattutto l'ospedale, ma che portò alla fine a una convivenza tra conservatori e innovatori. Con l'arrivo del terzo millennio, ci fu uno sviluppo demografico, economico, sociale che portò il paese di Cassano l'8 aprile 2009 a diventare città.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città

[senza fonte]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • Campanile della chiesa parrocchiale di S. Maria Immacolata e S. Zeno: il campanile di Cassano fu commissionato da Regina della Scala nel 1381. Siamo nel momento di passaggio tra lo stile romanico lombardo e il gotico. Il campanile misura 42 metri di altezza ed è un monumento nazionale. Originariamente serviva anche da vedetta sulla Ghiera d'Adda; per questo motivo era aperto in alto. Nel 1861 il prevosto Milani dotò il campanile dell'attuale concerto di otto campane.
  • Chiesa di Sant'Antonio, con tele del Legnanino e l'altare ligneo di fra Francesco da Cedrate.

Chiesa di San Dionigi[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di San Dionigi con gli affreschi dei Fiamminghini e del Cinisello.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

  • Palazzo Cornaggia-Medici, sede storica del Municipio.

Palazzo Berva[modifica | modifica sorgente]

Costruzione di architettura ottocentesca con facciata che guarda verso il Belvedere. Dagli stati d'anime risulta che nel 1833 non era ancora stato edificato, anche se la famiglia Berva aveva già acquistato i terreni. È tra le edificazioni più imponenti della città. Dalla parte opposta del Belvedere il palazzo confina con i caseggiati costruiti nella piazza Lega Lombarda; tramite un cortile, si può accedere anche alla piazza San Zeno e quindi in via Veneto. È attualmente sede della Banda cittadina, dell'ASL, dell'ANA e ospita numerose iniziative culturali e artistiche. Il primo piano è ornato da graziosi affreschi.

Villa Brambilla[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di uno dei più antichi palazzi cassanesi, fatto edificare da don Matteo Rosales, marchese di Castellone, nella seconda metà del XVII secolo. Venne trasformata nel secolo successivo dal nobile milanese Giuseppe Pezzoli in dimora nobiliare per residenza di vacanza. A pianta semplice, è un blocco unico con sviluppo lineare allungato di quasi 50 metri. Il retro su via Verdi è piatto e privo di ornamenti mentre la facciata rivolta verso la Muzza presenta decorazioni e motivi ornamentali in stile Rococò. Il corpo centrale della villa, a giochi chiaroscurali. I valori della leggerezza e della luminosità trovano riscontro nell'ampio spazio riservato alle aperture che, svuotando e alleggerendo le pareti con ampie sequenze di finestre, accentuano l'ariosità degli interni. La pianta della villa è elegantemente articolata e aperta e si integra nel paesaggio rispettando i criteri di simmetria, proporzione, armonia, funzionalità. Splendide le opere pittoriche realizzate al suo interno dai fratelli Galliari che crearono notevoli effetti di spazialità con inquadrature architettoniche di finte colonne e anche con il largo utilizzo del motivo con la conchiglia, assecondando la moda della decorazione a rocaille adoperata per gli interni delle dimore patrizie così come delle chiese. Il salone posto al primo piano, ancora perfettamente conservato, è un capolavoro d'arte: decorato da tele con motivi floreali, conchiglie, nastri e foglie; i due lati della sala sono inoltre impreziositi da due grandi paesaggi marini incorniciati; il restauro ha loro restituito luminosità.

Villa d'Adda - Borromeo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Villa d'Adda - Borromeo.
Villa d'Adda Borromeo

Tra le più suggestive ville del panorama architettonico locale, Villa d'Adda - Borromeo si staglia nell'abitato di Cassano d'Adda con estrema imponenza. Dotata di 142 stanze per un totale di 5000 metri quadrati e di un parco di 7 ettari, la residenza venne eretta dai marchesi d'Adda a metà Settecento su progetto probabilmente di Francesco Croce e rimaneggiata nella seconda metà dello stesso secolo da Giuseppe Piermarini.

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Castello di Cassano d'Adda[modifica | modifica sorgente]

L'imponente edificio sorge in un luogo di importanza strategica per il controllo del valico dell'Adda, naturale baluardo che garantiva la difesa ed il controllo del transito delle merci. Il castello è posto nel punto più alto della bastionata, dove il fiume descrive un'ampia curva verso levante, lambito dalle acque del canale Muzza, derivato dal fiume nel 1220. Nel XIII secolo Cassano era poco più di una fattoria di proprietà del monastero di S. Ambrogio di Milano, circondata da poche casupole di contadini: i testi di Sire Raul e Ottone Morena, storici dell'epoca, non accennano all'esistenza di un castello, mentre da altri documenti risulta che fin dall'epoca dell'arcivescovo Ansperto di Milano esistesse in quel luogo una fortificazione. La costruzione del Castello di Cassano sembra risalire all'epoca carolingia (non c'è documentazione sicura su cui risalire per determinare l'anno di costruzione del castello, che tuttavia sembra intorno all'anno 808), in un luogo tale da dominare il fiume Adda. Durante il Medioevo, fu oggetto di contese tra Guelfi e Ghibellini e in seguito tra Torriani e Visconti. La costruzione del castello e dell'attiguo ricetto, nel quale nei momenti di pericolo trovavano rifugio gli abitanti della campagna, si deve ad Ottone Visconti, arcivescovo di Milano dal 1261 al 1295, il quale ne fece un baluardo contro i Torriani, che scacciati da Milano si erano rifugiati nella Geradadda. Nel 1294 Ottone fece ampliare la rocca su tre lati, includendola nel novero delle fortezze statali anziché arcivescovili: ciò sta ad indicare l'inizio della politica di trasferimento del potere ecclesiastico a quello laico a favore della sua famiglia. Una volta consolidato il potere visconteo, il castello venne ulteriormente potenziato, diventando un caposaldo della linea difensiva dell'Adda verso oriente, contro le mire espansionistiche della Repubblica di Venezia. Tra il 1355 e il 1370 Bernabò Visconti intraprese grandi opere per la costruzione e il potenziamento dei suoi castelli a difesa del suo stato. Ai rimaneggiamenti viscontei a Cassano avrebbe lavorato, Francesco Beneduso, uno dei primi e dei pochi nomi di architetti di castelli lombardi che siano noti. I secoli XIV e XV videro la rocca di Cassano teatro di un'interminabile serie di guerre tra famiglie e signorie rivali, in lotta per il predominio su Milano. Nel 1406 nel castello venne imprigionato e poi strangolato Antonio Visconti. Nel 1426 papa Martino V si impossesso del castello, nel tentativo di farsi mediatore tra Milano e Venezia, la cui rivalità comprometteva l'equilibrio politico della penisola. Nel 1446 i Veneziani, varcata l'Adda, colsero alle spalle le truppe di Filippo Maria Visconti e si impossessarono della rocca. Furono i veneziani a potenziare il castello ed il ricetto cingendoli con un fossato e costruendo un bastione a stella all'imbocco del canale Muzza, fortini sulla Terra, isolotto tra i due corsi d'acqua, un ponte levatoio in legno e altre fortificazioni lignee sulla sponda opposta del fiume, al fine di ostacolare o ritardare il ritorno del nemico. Estinta la dinastia dei Visconti, i Milanesi chiamarono il condottiero Francesco Sforza dalla Romagna: in dieci giorni lo Sforza conquistò il castello. Il nuovo duca, ritenendo il luogo di vitale importanza per la difesa di Milano, affidò i lavori di potenziamento del castello di Cassano a Bartolomeo Gadio, uno dei massimi architetti militari del XV secolo, che nell'epistolario lasciò ampia documentazione dei lavori eseguiti. Avvalendosi dell'opera di altri ingegneri militari, ognuno con specifiche competenze, ideò l'imponente muraglia a doppio muro munito di contrafforti esterni e casematte che scende fino al piano della Muzza, e predispose l'allargamento della bocca del canale stesso per aumentarne la portata d'acqua a scopo difensivo. Il Gadio munì anche di merli e falconiere gli spalti del castello. Gli onerosi lavori di fortificazione vennero ostacolati da difficoltà economiche, alle quali lo Sforza cercò di ovviare imponendo sovratassazioni sul sale e dirottando a Cassano le maestranze impegnate nella fabbrica del castello di Milano. Anche se non tutti i lavori progettati dal Gadio vennero realizzati, il castello di Cassano divenne la rocca più munita di tutto il confine orientale del Ducato. Nel 1538 il feudo fu concesso da Carlo V alla famiglia D'Adda e nel 1549 divenne marchesato. Passò poi ai Castaldi, che lo tennero fino al 1752. Fu poi concesso ai Bonelli, e da questi venduto nel 1781 al marchese Gian Francesco D'Adda. A partire dal XVI secolo con l'introduzione delle armi da fuoco causò il lento declino del castello di Cassano: nel 1703, adibito ormai a carcere militare, vide 4500 soldati piemontesi comandati da Eugenio di Savoia, alleato degli austriaci nella guerra contro la Francia, rinchiusi e lasciati morire di inedia. Una lapide murata nella cappella in riva alla Muzza ricorda la tragedia. Nel 1764 si iniziò a demolire il ricetto, di cui è ancora riconoscibile l'ingresso nella grande porta di forme ottocentesche che si apre sull'attuale piazza Garibaldi. Nel XIX secolo l'ala destra del castello venne adibita ad opificio: la trasformazione comportò la chiusura del portico e del sovrastante loggiato attorno al cortile centrale, secondo la tipologia del castello visconteo. Fino al 1959 l'edificio fu carcere mandamentale, poi magazzino e locale da ballo. L'edificio storico, da alcuni decenni di proprietà privata, è attualmente oggetto di importanti lavori di restauro che stanno riportando alla luce le forme originarie. Sono stati restaurati 2500 m² di decorazioni murarie, in gran parte ignote fino ad ora. Gli affreschi di maggior pregio sono quelli rinvenuti al primo piano, nella cappella fatta costruire da Ottone Visconti alla fine del XIII secolo: sulle pareti, tagliate a metà da un pavimento aggiunto in una delle tante fasi di trasformazione subite dal castello nel corso dei secoli, sono rappresentati schiere di angeli e di santi, una Madonna in trono, Mosè che riceve le Tavole, mentre il soffitto, diviso in quattro vele, è decorato da medaglioni raffiguranti i Profeti. Gli accreditati storici dell'arte interpellati hanno attribuito gli affreschi alla scuola giottesca, ipotizzando quali autori Giovanni da Milano o il Maestro di Viboldone. Altre decorazioni di pregevole fattura sono state rinvenute nell'appartamento signorile al piano terra, dove le pareti sono decorate da finti panneggi e decorazioni geometriche tipiche del periodo visconteo. Decorazioni che imitano riquadri di marmi policromi sono presenti lungo tutto il porticato del cortile interno, sovrastato da un loggiato che si sta ripristinando. Le recenti scoperte sono di tale rilevanza da modificare l'immagine stessa del castello di Cassano, considerato finora soltanto per gli aspetti di presidio militare: i raffinati apparati decorativi degli interni testimoniano infatti anche un uso residenziale dell'edificio.

Altro[modifica | modifica sorgente]

Fontana del Delfino[modifica | modifica sorgente]

Creata al tempo del fascismo, orna piazza Garibaldi. È stata al centro di accurati restauri nel 1996, anno nel quale sono state collocate, a fianco del delfino, due statue rappresentanti il fiume Adda e il canale Muzza.

Portone del Ricetto[modifica | modifica sorgente]

Nel 1764 il procuratore generale del feudo di Cassano fece demolire il vecchio portone che immetteva in Ricetto, antico avanzo del ponte che permetteva l'ingresso al circondario del castello e fece erigere, a ornamento della piazza, la grandiosa porta con lo stemma della famiglia Bonelli. Un progetto che asseconda la mentalità secondo la quale si doveva aprire i chiusi delle mura medioevali, per aprire i borghi ed accogliere nuove costruzioni. Cassano spostò così l'asse del piano regolatore dal castello alla strada statale che porta a Milano. Nel 2002 è stato al centro di un accurato restauro.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 2.236 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano: Albania Albania 719 3,83% Romania Romania 582 3,10%

Persone legate a Cassano d'Adda[modifica | modifica sorgente]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Frazioni e località[modifica | modifica sorgente]

Fanno parte di Cassano d'Adda, oltre al borgo principale,

Le prime due sono frazioni le ultime due località.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Cassano d'Adda.

Il paese dispone di una propria stazione ferroviaria posta sulla linea Milano–Venezia, servita dai treni delle linee S5 e S6 del servizio ferroviario suburbano di Milano.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Tra i precedenti sindaci del comune abbiamo:

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1993 2001 Sergio Bestetti Lega Nord Sindaco
2001 2006 Rosa Casati lista civica di centrosinistra Cassano cambia Sindaco
2006 2011 Edoardo Sala Centrodestra Sindaco [4]
2011 in carica Roberto Maviglia Centrosinistra Sindaco [5]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Le seguenti società sportive hanno sede e operano sul territorio:

  • A.S.D. Taekwondo Cassano D'Adda Gymnasium Semper Fidelis
  • ASD Skating Club Cassano d'Adda[1]: società di pattinaggio corsa che ha conseguito importanti risultati anche agli ultimi campionati italiani di Adria
  • Atletica Cassano d'Adda[2]
  • CAI Cassano d'Adda[3]
  • Canoa e Kayak Club Cassano[4]
  • A.S. PALLACANESTRO DELL'ADDA[5]
  • SPORTING VALENTINO MAZZOLA ( Presidente Sergio Biondini ), società calcistica militante nel campionato di seconda categoria.
  • U.S. PIERINO GHEZZI ( Oratorio Don Bosco ), società calcistica militante nel campionato di terza categoria.

Personalità sportive legate a Cassano d'Adda[modifica | modifica sorgente]

  • Andrea Bonomi, calciatore, capitano del Milan dal 1950 al 1951
  • Giacinto Facchetti, calciatore, Campione d'Europa 1968, vice campione del mondo 1970.
  • Valentino Mazzola, calciatore professionista, classe 1919. Nato nel quartiere Ricetto di Cassano d'Adda, viene subito soprannominato TULEN per l'abitudine a tirare calci alle vecchie latte vuote. Gioca a calcio nella squadra del quartiere, la Tresoldi. Nel 1940 esordisce in serie A nel Venezia. Nel 1942 viene acquistato dal Torino, con il quale vince 5 scudetti consecutivi. La sua carriera finisce con la tragedia di Superga nel 1949.
  • Gianni Motta, ciclista professionista, classe 1943. Vincitore del giro d'Italia del 1966 e terzo classificato al Tour de France del 1965. Si ritira nel 1974.
  • Enrico Cassani, ciclista professionista, classe 1972. Vincitore della 12ª tappa al giro d'Italia 2000, Bibione-Feltre. Nel 2003 viene trovato positivo a due controlli antidoping, effettuati durante la Tirreno-Adriatico e la Milano-Sanremo, che evidenziarono l'assunzione di EPO e provocarono la sospensione dalla propria squadra. La successiva squalifica lo esclude dalle competizioni per un anno, con scadenza a giugno 2004 che di fatto pone fine alla carriera.
  • Roberto Bergamaschi, calciatore professionista, classe 1960. Cresciuto nelle giovanili dell' F.C. Cassano 1966, viene venduto all'Inter con la quale disputa la sua miglior stagione nell'82-83 con 25 presenze e 2 reti. Dopo aver girato varie squadre di serie A e B si ritira dal calcio professionistico nel 1995.
  • Dario Passoni, calciatore professionista, classe 1974. Pulcini, esordienti a metà anni '80 nella società F.C. Cassano 1966, venduto all'Atalanta con la quale disputa i campionati Giovanissimi ed Allievi. Scartato dall'Atalanta torna nella Juoniores dell'F.C. Cassano per poi passare alla società Trevigliese calcio. In un torneo di fine stagione viene notato dall'Inter che lo acquista. Esordisce in coppa Italia contro la Juventus. Inizia a girare varie squadre di serie B e C. Coinvolto nel "calcioscommesse" dell'inchiesta di Cremona, il 31 maggio 2012 patteggiando, viene squalificato per 1 anno e 2 mesi. Attualmente risulta ritirato dal calcio professionistico.
  • Massimo Mutarelli, calciatore professionista, classe 1978. Primi calci, pulcini, esordienti metà anni ottanta, nella società F.C. Cassano 1966, poi venduto all'Atalanta. Gioca in varie squadre di serie A e B. Nel 2012 si ritira dal calcio professionistico.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Statistiche demografiche ISTAT, Istituto nazionale di statistica. URL consultato il 30 luglio 2014.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28 dicembre 2012.
  4. ^ Coalizione formata da PdL, Lega Nord, UdC e liste civiche; dimessosi prima della scadenza del mandato il 20 gennaio 2011
  5. ^ Coalizione formata da PD, IdV, SEL, Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e lista civica Etica ecologista

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Carlo Valli – Un borgo e la sua gente, quattro volumi
  • Carlo Valli – Il Dizionario cassanese. Roba da ca nosta, Marna editore, 2010
  • AAVV – Ricordi dal Linificio, Marna editore, 2007
  • Giuseppe Ferri – Sul filo dei ricordi
  • E. Sala – M. Mandelli – F. Testa – La battaglia del 1705
  • Marco Galbusera – Luigi Rota: un patriota silenzioso, Cattaneo, 2011

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]