Caso Calas

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Il Caso Calas è un caso giudiziario avvenuto nel XVIII secolo a Tolosa, reso celebre per l'intervento di Voltaire.

Il caso è rivelatore del trattamento a cui veniva sottoposto, all'epoca, un sospetto, poi accusato, senza l'appoggio di un avvocato (sostituito da libelli chiamati factums), dove una gerarchia di prove, il segreto istruttorio ed una procedura inquisitoria trasformavano il presunto colpevole in capro espiatorio.

Il caso[modifica | modifica sorgente]

Maison Calas
La malheureuse famille Calas.
Incisione di Jean-Baptiste Delafosse da Carmontelle (1765).
Si vede il figlio Calas che legge alla famiglia l'atto di riabilitazione del padre.
Legenda: « La Mère, les deux Filles, avec Jeanne Viguière, leur bonne Servante, le Fils et son ami, le jeune Lavaysse.» (La madre, le due figlie, con Jeanne Viguière, la domestica, il figlio ed il suo amico, il giovane Lavaysse)
Ecrazer l'infame (schiacciate l'infamia), manoscritto di Voltaire in occasione del caso Calas

Jean Calas, modesto commerciante, nato il 19 marzo 1698 à Lacabarède (Tarn), abitava a Tolosa. Il 13 ottobre 1761 il figlio primogenito, Marc-Antoine, si impiccò nel negozio di famiglia. Non volendo che fosse considerato come suicidio e soggetto ad esequie infamanti come prescriveva la Chiesa all'epoca, la famiglia Calas all'inizio non indicò alle autorità le circostanze esatte del ritrovamento, pretendendo di avere trovato il figlio strangolato.

La famiglia Calas era protestante e ciò bastò perché il capitoul (consigliere municipale e giudice del quartiere), convinto da pettegolezzi del vicinato che suggerivano l'intenzione di Marc-Antoine a convertirsi al cattolicesimo, esigesse un supplemento di inchiesta e facesse sottoporre Jean Calas a processo.

Nessuno indagò per sapere se Marc-Antoine avesse veramente avuto l'intenzione di convertirsi: fu dichiarato martire e sepolto secondo il rito cattolico, con il feretro scortato da 40 preti penitenti bianchi ed attorniato da una folla immensa. Jean Calas fu condannato a morte il 9 marzo 1762, senza che la sentenza fosse motivata. Il parlamento di Tolosa inflisse all'imputato la tortura dopo il verdetto del processo: dopo la ruota fu strangolato ed infine bruciato.

L'intervento di Voltaire[modifica | modifica sorgente]

Esiliato, un altro figlio di Jean Calas, Pierre, si recò a Ginevra per incontrare Voltaire, convincendo il filosofo dell'innocenza del padre. Voltaire formò un gruppo di opinione pubblica con alcuni amici ed utilizzò la sua ironia corrosiva perché giustizia fosse fatta. Per giungere alla revisione del processo Voltaire pubblicò, nel 1763, l'opera Trattato sulla tolleranza in occasione della morte di Jean Calas (Traité sur la tolérance à l'occasion de la mort de Jean Calas[1]), e la famiglia Calas ottenne di essere ricevuta a Versailles da Luigi XV.

Il capitoul che aveva contribuito a montare le false accuse contro Jean Calas fu destituito. Nel 1765 Voltaire riuscì ad ottenere la revisione del processo, che si concluse con un riconoscimento di innocenza di Jean Calas la cui memoria fu riabilitata. Voltaire fu il primo scrittore francese ad impegnarsi pubblicamente in un caso giudiziario.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (FR) Voltaire, Traité sur la tolérance à l'occasion de la mort de Jean Calas. URL consultato il 24 gennaio 2009. — testo originale consultabile sul sito dell'Università di Ginevra

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