Casino Nobile
Il Casino Nobile o Casino Principale è un edificio di Villa Torlonia, villa di Via Nomentana a Roma.
Dall'ingresso della Villa si accede mediante un piccolo vialetto alberato in terra battuta e ghiaia (seconda traversa a destra del piazzale interno d'accesso) che immette ad uno scalone che a sua volta introduce ad un ampio spiazzale ov'è l'ingresso del Casino.
Una particolarità, la biglietteria del Casino Nobile è direttamente sullo spiazzale d'accesso di Villa Torlonia.
[modifica] Storia
Quando Giovanni Torlonia acquistò il fondo agricolo della Vigna Colonna nei pressi della Via Nomentana commissionò Giuseppe Valadier il restauro degli edifici compresi nel fondo della vigna.[1]
I primi lavori di restauro e di ampliamento del Casino durarono dal 1802 al 1806 e compresero stucchi e riassetto quadri interni (alcuni dei quali sono stati spostato nella sala interna del Casino detta a "Berceau"[2]).
Alla morte di Giovanni Torlonia i lavori di miglioria e di ampliamento dello stabile furono continuati da parte del figlio Alessandro Torlonia chiamando altri artisti.
L'idea di Alessandro era quella di rendere monumentale l'ingresso dello stabile inserendo un vestibolo sulla facciata.
Sul frontone venne inserito un altorilievo in terracotta rappresentante una scena di Bacco realizzata da Rinaldo Rinaldi.
Il piano terra ed il piano nobile avevano funzione di rappresentanza e le sale avevano decorazioni a tema variabile da sala in sala.
Il seminterrato ed il 2º piano erano adibiti ad alloggi per la servitù.
L'accesso al livello seminterrato era garantito da una galleria sotterranea ancora oggi esistente.
Dal piano seminterrato si accede a 2 bunker fatti erigere da Mussolini e ad una sala ipogea:
- un bunker è antigas,
- l'altro è antiaereo,
- la sala ipogea è stata rinvenuta tramite recenti lavori di ristrutturazione dell'edificio.
- Le decorazioni e gli arredi, realizzati da Giovan Battista Caretti della sala sono a renderla simile ad un sepolcro etrusco.[3]
[modifica] L'aspetto
[modifica] L'esterno
La facciata, originaria del Valadier, è costituita da un pronao composto di un porticato al pianterreno, mentre al primo piano è formato da un loggiato e colonne con capitelli in stile ionico che sorreggono un frontone triangolare con un altorilievo[4].
La parte inferiore di questa facciata era formata da una base d'appoggio a bugnato con parti imitanti il travertino[4]. Qui, anticamente, era consentito l'accesso alle carrozze[4].
Nell'atrio sono conservati due sculture: una "Base moderna con frammento di sarcofago antico" della IIª metà del III secolo d.C.[5] e una "Base moderna composta da un'ara antica" di tarda età flavia (fine I secolo d.C.-primi anni del II secolo d.C.).[4][6].
- La "Base moderna con frammento di sarcofago antico" è in marmo di Carrara e marmo greco insulare[5].
- Nell'altorilievo vi è raffigurato un leone che azzanna un cinghiale, ipotesi vogliono datata l'opera negli anni 270-280 per via degli effetti di chiaroscuro delle ciocche della criniera del leone creati col trapano[5].
- Nel pelame e nel muso del cinghiale sono presenti effetti in contrasto con elementi di epoca precedente[5].
- La "Base moderna composta da un'ara antica" è in marmo di Carrara e marmo lunense[6].
- La parte frontale della Base moderna è realizzata da pilastri squadrati a capitelli a forma di aquile che spiccano il volo[6].
- Il fregio è ad acanto, girali vegetali, un toro ed un leone[6].
- Un'iscrizione latina fa supporre la presenza sulla base di un bronzo romano[6].
- Le facce laterali sono decorate con un urceus ed una patera umbelicata che fanno supporre un rito sacrificale in onore di un defunto[6].
[modifica] L'interno
[modifica] Il Museo della Villa
| Museo della Villa | |
|---|---|
| Tipo | Arte |
| Indirizzo | Casino Nobile, Villa Borghese, Via Nomentana |
| Sito | http://www.museivillatorlonia.it/casino_nobile/museo_della_villa |
Nell'interno si trovano il Museo della Villa ed il Museo della Scuola Romana più un seminterrato chiuso al pubblico.
Questo museo è sito al pianterreno ed al piano nobile Casino Nobile.
Questo museo raccoglie quanto raccolto nella Villa Torlonia e dalle collezioni della famiglia Torlonia (gran parte dei materiali, tuttavia, ancora in possesso della famiglia, sono in un palazzo di Via della Lungara).[7].
Tra le opere esposte vi sono:
- delle sculture di Bartolomeo Cavaceppi;[7]
- degli altorilievi di Antonio Canova ritrovati mediante un ritrovamento fortuito nei sotterranei del teatro di Villa Torlonia;[7]
- la camera da letto di Giovanni Torlonia (con letto e mobilie utilizzati, tra l'altro da Mussolini durante la sua permanenza nella Villa dal 1925 al 1943)[7].
[modifica] Ingresso
Questa sala è di forma ellittiche con 12 colonne in marmo bianco.[8]
La volta è suddivisa in scomparti da stuccature, per ogni scomparto vi sono raffigurati gli stemmi Torlonia ed allegorie della Fama.[8]
Le pareti sono in simil-marmo fior di pesco.[8]
Il pavimento è in marmo di Carrara e bardiglio che imita la struttura del soffitto.[8]
[modifica] Primo vestibolo
Questa sala è la prima che viene incontrata alla sinistra dell'ingresso.[9]
Le pareti sono in simil-marmo-breccia corallina.[9]
Il soffitto è a cassettoni con parti dorate e figure raffiguranti putti, piccoli rosoni e volute.[9]
In questa stanza vi sono delle sculture della collezione Torlonia:
- un'amazzone di Bartolomeo Cavaceppi;.[9][10]
- un fauno di B. Cavaceppi;[9][11]
- un frontone di aedicula con simboli di Fortuna di età Traianea (fine I - inizio II secolo d.C.).[9][12]
- L'amazzone, in marmo di Carrara è nello stesso stile dell'Amazzone Capitolina conservata nei Musei Capitolini e restaurata dal Cavaceppi, a sua volta copia di una statua bronzea greca[10].
- La copia nella villa fu eretta proprio nello stesso periodo del restauro del restauro della statua nei musei capitolini[10].
- Questa statua fu ritrovata in una nicchia dell'androne del Palazzo Torlonia di Piazza Venezia poi fu trasferita sul muro d'ingresso di Villa Torlonia prima dell'ubicazione attuale[10].
- Il fauno è in marmo di Carrara. Come la statua dell'amazzone si tratta di una statua dei Musei capitolini a sua volta copia di una statua greca.[11]
- La copia nei Musei Capitolini fu restaurata dal maestro di Cavaceppi, Carlo Antonio Napollioni, è probabilmente Cavaceppi ne curò i calchi per fare le copie.[11]
- Anche questa statua fu ritrovata in una nicchia dell'androne del Palazzo Torlonia di Piazza Venezia e poi trasferita sul muro d'accesso di Villa Torlonia prima di essere trasferita nel Museo della Villa.[11]
- Il frontone di aedicula con simboli di Fortuna è in marmo lunense.[12]
- Questo frontone fu trovato nel Mausoleo di Claudia Semne sulla Via Appia ed in seguito portato insieme ad altri reperti nel Palazzo Torlonia.[12]
- Il frontone riproduce gli attributi della dea composti da:
- due cornucopie legate per mezzo di un nastro al centro del mondo attraversato da una fascia.[12]
- Sulla sinistra sono rappresentati un timone ed una patera, mentre sulla destra una ruota ed un urceus.[12]
[modifica] Bagno
Questa sala è ispirata alle "stufe" rinascimentali sia alla sua disposizione nel contesto dell'edificio che nelle pitture murarie a grottesco.[13]
Tra le pitture, realizzate da Pietro Paoletti, che raffigurano storie vi sono:
- Leda con il cigno;[13]
- Diana e Callisto;[13]
- Pan e Siringa;[13]
- La Nascita di Venere;[13]
- Il ratto di Europa.[13]
Questi quadri, posti tra decorazioni dai colori vivaci, sono eseguiti con la tecnica di olio su muro, eccetto la scena di Galatea in parte realizzata in affresco anch'esso dal Paoletti.[13]
Completano il tutto delle colonne.[13]
[modifica] Biblioteca
Nella biblioteca vi sono solamente le decorazioni della volta a botte con, al centro, un quadro di Pietro Paoletti raffigurante Dante e Virgilio che incontrano i poeti antichi.[14]
- Danzatrice con il dito al mento/Danzatrice Manzoni
- Nella biblioteca del Casino Nobile è posta la statua nota col nome di "Danzatrice con il dito al mento" o "Danzatrice Manzoni" dal nome del commendatario (Domenico Manzoni) il quale commissionò la statua nel 1811 per 4400 scudi ad Antonio Canova.[15]
La statua è in marmo di Carrara risulta tronca di testa mani e piedi.[15]
Ne esistono innumerevoli copie di questa statua di cui una si trova nella Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma realizzata da Luigi Bienaimé appartenente alla scuola di Thorvaldsen.[15]
La statua fu rinvenuta in una nicchia della Tribuna con Fontana di Villa Torlonia.[15]
La statua mostra un lavoro grezzo dovuto verosimilmente da danni atmosferici dovuti alla lunga permanenza all'aria.[15]
[modifica] Stanza a berceau[2]
Il nome berceau sta ad indicare la decorazione della volta che crea così un finto pergolato. Al centro era posto un riquadro con putti volanti intorno ad uno stemma dei Torlonia.[16]
Purtroppo questo riquadro, di Domenico del Frate, è andato perduto.[16]
Sulle pareti vi erano dei dipinti di Giovan Battista Caretti raffiguranti dei panorami.[16]
- I bassorilievi di Antonio Canova
- Questi sono tre di un totale di dieci posti originariamente nella sala da pranzo del Palazzo di Villa Torlonia ed erano ancora in questa sede quando, nel 1829 passò in eredità da Giovanni ad Alessandro Torlonia, ma furono dispersi nel 1832 furono condotti delle migliorie di questo palazzo per volere di Alessandro Torlonia.[16]
- Nel 1997 sono stati ritrovati tre dei dieci altorilievi in alcuni sotterranei del Teatro di Villa Borghese.[16]
- Secondo alcuni studi sarebbero delle copie di esemplari oggi custoditi nel Museo Correr di Venezia e in alcune collezioni delle Assicurazioni Generali.
- I tre altorilievi raggigurano:
- L'altorilievo è realizzato in gesso.[17]
- È tratto dall'ottavo libro dell'Odissea ove Hallo e Laudamante, figli di Alcinoo, re dei Feaci.[17]
- I due personaggi raffigurati danzano di fronte ad Ulisse.[17]
- Il ritmo di danza viene amplificato dalla circolarità del movimento del drappo tenuto per mano dai due danzatori.[17]
- La palla in sospeso ai piedi dei danzatori indica la perfezione dell'universo.[17]
- L'altorilievo è stato ritrovato nella sala da ballo del Palazzo di Villa Torlonia.[17]
- Anche questo altorilievo è in gesso ed è stato ritrovato nella sala da ballo del palazzo di Villa Torlonia.[18]
- La raffigurazione della scena rappresenta Pirro, figlio di Achille, che afferra Priamo per i capelli nell'atto di colpire a morte il suo avversario.[18]
- L'altorilievo, per lo stile viene accostato a degli stessi soggetti di una scultura del 1400, una pittura di Gavino Hamilton e di alcuni vasi greci.[18]
- Come i 2 precedenti altorilievi anche questo è in gesso ed è stato ritrovato nella sala da ballo del palazzo di Villa Torlonia.[19]
- Socrate è attorniato dai suoi seguaci immersi nel dolore.[19]
- Sulla sinistra è un personaggio raffigurato in stile giottesco-masacciesco con la testa piegata sulle mani, i personaggi sulla destra sono man mano meno in rilievo a notare un calo della tensione drammatica.[19]
- Dietro Socrate si nota una panca con sopra una tunica ed una catena (la catena rappresenta la prigionia).[19]
[modifica] Portico
Collega le due ali del palazzo.[20]
La stanza è marcata da colonne toscane in travertino e dà all'esterno mediante porte vetrate.[20]
Vi sono conservate 2 statue:
- una raffigurante di Athena Parthénos di tarda età traianea (inizio II secolo d.C.-III secolo d.C.);[20]
- La statua è realizzata in marmo pentelico con integrazioni in marmo lunense.[21]
- La statua proviene dallo studio dello scultore Cavaceppi. Venne, poi, acquistata da Giovanni Torlonia senior nel 1800.[21]
- Ipotesi la vogliono collocata nel Tempio Diruto di Minerva demolito agli inizi del XX secolo.[21]
- Trattasi di una copia romana dell'originale crisoelefantino di Fidia.[21]
- Originariamente vi erano la testa (asportata nel 1983), la mano sinistra che reggeva una lancia ed il piede sinistro.[21]
- Sul petto e sulle spalle vi sono degli scudi con gorgoneion con cornicee di 8 code di serpenti arrotolate.[21]
- Anticamente si trovava nei pressi dei propilei d'ingresso.[21]
- Entrambe sono state restaurate da Cavaceppi verso la fine del XVIII secolo.[20]
- La statua è realizzata in marmo insulare con aggiunte in marmo di Carrara dovute ai restauri del Cavaceppi.[22]
- Nonostante sia acefala e, quindi, di difficile attribuzione, è stata identificata con Cerere dal fatto che sorregge dei bulbi di papavero.[22]
- La statua è una copia delle statue appartenenti al tipo della "Grande Ercolanense".[22]
- La statua originariamente era sita al Palazzo Torlonia, indi fu posta nei pressi delle Nuove Scuderie di Villa Torlonia prima di finire al Casino Nobile.[22]
Le due stanze site ai due lati sono spoglie e vi sono la sala video e documentazione.[20]
[modifica] Camera di Psiche
La camera è sita di fronte alla Stanza a "Berceau".[23]
È chiamata così per gli affreschi istorianti scene di Psiche realizzati sulla volta da Pietro Paoletti in stile raffaellesco.[23]
Le scene sono così rappresentate:
- Amore che incorona Psiche;[23]
- Psiche e Giove;[23]
- Psiche davanti a Venere;[23]
- Psiche e Amore dormiente[23]
- e Mercurio che presenta Psiche a Giove.[23]
Le altre opere nella stanza sono le seguenti statue:
- Diana cacciatrice della scuola di Bertel Thorvaldsen, della metà del XIX secolo;[23]
- La statua è in marmo di Carrara.[24]
- Anche se la statua è acefala, la testa può essere dedotta da alcune foto d'archivio.[24]
- Il vestito, anomalamente per il soggetto, lascia scoperte le gambe.[24]
- La statua è in stile neoclassico accademico.[24]
- La statua proviene dalla zona di Villa Torlonia tra il Casino dei Principi e le Scuderie Vecchie.[24]
- satiro acefalo di Bartolomeo Cavaceppi[23]
- La statua è in gesso.[25]
- La statua risulta acefala e priva dell'avambraccio sinistro, del polpaccio e di un pezzo del piede sinistro.[25]
- La gamba destra poggia su un tronco vivacemente decorato mentre la mano destra regge un tirso, con la mano sinistra reggeva un otre.[25]
- La statua è una copia dell'originale marmoreo conservato a Villa Albani. La provenienza risulta ingota.[25]
- e testa di donna della bottega di Bartolomeo Cavaceppi.[23]
- La testa, in marmo di Carrara, è stata fortunosamente ritrovata nei sotterranei del teatro della villa.[26]
- Il naso ed il collo risultano rovinati. Purtroppo non si sa se la testa faceva parte di una scultura femminile integra o di un busto.[26]
- La testa risulta più grande del reale.[26]
[modifica] Camera dei poeti e degli artisti italiani
Questa camera e detta dei poeti e degli artisti italiani a causa dei 32 ritratti di Pietro Paoletti inseriti in un contesto di architettura pitturata in stile gotico (prevalentemente affreschi gotici sulle pareti).[27]
Tra i ritratti più rappresentativi vi sono:
- Dante;[27]
- Petrarca;[27]
- Leonardo da Vinci;[27]
- Michelangelo Buonarroti[27]
- e Carlo Torlonia, ritratto che sostituì il ritratto di Giorgio Vasari[27].
Tra le sculture, invece, vi è Diana gabina di anonimo del XIX secolo.[27]
- La scultura è di ignoto del XIX secolo ed è in ghisa.[28]
- Trattasi di una copia di un originale romano scolpito da Prassitele nel 345-346 a.C. per il tempio di Artemide Brauronia dell'acropoli di Atene e, attualmente, conservata al Louvre e recuperata dagli scavi di Gabii nel 1792.[28]
- La statua raffigura Diana nell'atto di indossare gli abiti.[28]
- Nel XIX secolo, per la moda dell'epoca, ne furono create diverse copie.[28]
- Tracce di doratura trovate nell'ultimo restauro[28] invitano a supporre che la statua anticamente era completamente rivestita del biondo metallo.
- La copia bronzea proviene dai pressi del Villino medievale di Villa Torlonia.[28]
[modifica] Secondo vestibolo
È una sala limitrofa all'ingresso, posta simmetricamente al 1º vestibolo a cui è molto simile nell'aspetto.[29]
È pitturata con delle pitture ad imitare il marmo giallo antico.[29]
Il soffitto è a cassettoni con stucchi a forma di rosette e foglie di acanto.[29]
Tra le statue in questa sala vi sono:
- la Pudicizia di Bartolomeo Cavaceppi;[29]
- È in marmo di Carrara.[30]
- Cavaceppi si basò sull'originale del II secolo d.C. detto Pudicizia Capitolina.[30]
- Originariamente si trovava in un'edicola dell'androne di Palazzo Torlonia, indi fu posto sul muro d'ingresso di Villa Torlonia per essere posto infine in questa camera del Casino Nobile.[30]
- Anche questa statua è in marmo di Carrara ed è una copia di una statua romana che ipotesi vogliono in origine si trattasse di un sacerdote.[31]
- Nel 1753 fu acquistata da Benedetto XIV per inserirla nella collezione capitolina.[31]
- Il restauro Cavaceppi dell'originale vide la sostituzione della testa della statua con una più antica.[31]
- Anche questa statua era posta inizialmente al Palazzo Torlonia e poi sul muro d'ingresso di Villa Torlonia.[31]
- Adriano, dello studio di Bartolomeo Cavaceppi;[29]
- Come le due statue precedenti è in marmo di Carrara ed è una copia di un originale romano.[32]
- Nella copia la testa dell'imperatore è girata in modo diverso rispetto all'originale.[32]
- Il paludamentum è invece in stile barocco.[32]
- Questa è una copia in gesso dell'originale esposto nei Musei Capitolini.[33]
- L'espressione fu molto ammirata dai critici del tempo.[33]
- Sicuramente questa testa faceva parte dell'erma del filosofo Antistene.[34]
- Il volto è tipico dell'iconografia del personaggio.[34]
- L'originale è di Phyromacos (seconda metà del II secolo a.C.).[34]
[modifica] Sala da ballo
È la sala centrale del Casino Nobile. In altezza occupa 2 piani.[35]
Caretti mantenne la struttura originaria da Valadier, però aggiunse i due ballatoi, uno per lato, dei dipinti, stucchi dorature e marmi.[35]
Le colonne con capitelli composti e stucchi dorati a mo' di amorini sono di Pietro Galli.[35]
Nella volta sono rappresentati:
- le storie di Amore di Domenico Toietti e Leonardo Massabò;[35]
- nelle lunette:
- il volo delle dodici ore;[35]
- il volo delle 3 Grazie entrambi di Massabò[35]
- ed il Parnaso di Francesco Coghetti.[35]
Le pareti sono decorate in giallo antico a sembrare il marmo.[35]
Anticamente il pavimento era composto da un mosaico policromo, identico al mosaico di Palestrina, nel 1888 fu trasportato nel Palazzo Torlonia di Piazza Scossacavalli ed oggi sostiruito da marmi dai colori sgargianti.[35]
Le statue nella sala sono:
- Afrodite di età flavia (I secolo d.C.)-età adrianea (II secolo d.C.), restaurato dal Cavaceppi alla fine del XVIII secolo,[35]
- La statua è in marmo di Thasos con integrazioni in marmo lunense dovute al restauro del Cavaceppi, il quale restaurandola ne apportò varie modifiche trasformandola in una ninfa.[36]
- La statua è ascrivibile a copisti di età flavia o adrianea per via dello stile, forse eretta da un'officina di Thasos.[36]
- La statua dapprima fu collocata nel Palazzo Torlonia, poi inserita nella prima edicola a sinistra del nicchione centrale dei Falsi Ruderi di Villa Torlonia.[36]
- un togato di età augustea-prima età tiberiana (prima meta del I secolo d.C.) restaurato dal Cavaceppi.[35]
- La statua è in marmo lunense.[37]
- Dapprina, nel 1802, fu inserita nel Palazzo Torlonia, successivamente fu interessata da interventi di restauro nel piede destro, la zona bassa del collo, il braccio destro e la mano sinistra.[37]
- Inizialmente la testa di marmo che fu rinvenuta fu ritenuta non della stessa statua.[37]
[modifica] Scalinata
Congiunge il pianterreno col piano nobile.[38]
Fu costruita dal Caretti mendiante un piccolo spazio.[38]
Gli scalini sono in marmo e la ringhiera balaustrata in bronzo cesellato, entrambi sono di Filippo Ghirlanda.[38]
Sulla scalinata vi è una statua rappresentante un torso di Heracles su erma moderna di età adrianea (prima metà del II secolo d.C.-primi decenni del III secolo d.C.) restaurato dal Cavaceppi.[38]
- Il torso di Heracles su erma moderna
- La statua è in marmo lunense.[39]
- Durante il restauro Cavaceppi aveva segato le gambe della statua per montarla su un'erma moderna in base alla moda in voga all'epoca ed all'influenza di Winckelman.[39]
La parte retrostante è volutamente incompleta per dare risalto al "non finito frontale".[39]
- Heracles viene raffigurato in età matura con barba folta e riccioli con una tenia torta, il torace mostra la possanza muscolare[39]
Sulla spalla sinistra è allacciata una leontè e la mano sinistra regge una clava.[39]
- La statua è riconducibile all'Heracles bibax o Heracles dexioumenos della IIª metà del IV secolo a.C.[39]
- La statua proviene dal Palazzo Torlonia di Piazza Venezia, poi inserito in una delle nicchie esterne del teatro di Villa Torlonia.[38]
[modifica] Anticamera
La scalinata immette all'anticamera del piano nobile composta della loggia del pronao.[40]
I soffitti sono decorati da Decio Trabalza con rappresentazioni dell'Aurora, del Giorno e della Notte.[40]
Nell'anticamera vi sono le seguenti statue:
- busto di virile loricato attribuito alla bottega Cavaceppi (fine XVIII secolo).[40]
- Originariamente era posto nella balaustra presso il vicino Casino dei Principi a Villa Torlonia.[41]
- La statua è in marmo di Carrara.[41]
- Da alcuni forellini procurati col trapano ed altri motivi stilistici il busto viene attribuito al laboratorio di Cavaceppi.[41]
- Il torso indossa una corazza a squame ed un drappo detto paludamentum tenuto da una bulla circolare. Sotto la corazza vi è una tunica.[41]
- busto virile della bottega Cavaceppi (fine XVIII secolo)[40]
- Anche questo busto indossa una corazza, un paludamentum ed è in marmo di Carrara.[42]
- Dalle maniche risaltano due pteryges.[42]
- Nonostante che manchi la testa, dalle foto d'archivio si può notare una somiglianza con Traiano.[42]
- e busto virile loricato con Gorgone della prima età antonina (metà II secolo d.C.).[40]
- La statua è in marmo microasiatico.[43]
- La corazza mostra un volto di Gorgone.[43]
- Sulla spalla sinistra un paludamentum è sorretto da una bulla.[43]
- Sulla spalla destra uno spallaccio ad edera cuoriforme è sorretto da un laccio.[43]
[modifica] Sala di Bacco
Chiamata così per gli affreschi delle Storie del mito di Bacco, realizzati da Francesco Podesti; lo stesso pittore dipinse in questa sala anche gli affreschi delle Quattro stagioni e dei Tre continenti. L'affresco del soffitto rappresentante Bacco che incontra Arianna è in parte perduto a causa di un crollo, ma rimangono integri tutti i dipinti delle pareti[44].
Gli affreschi del Podesti sono incorniciati da una struttura in stile grottesco del Caretti.[44]
Il pavimento è costituito da un mosaico colorato raffigurante Ercole bambino che strozza i serpenti.[44]
[modifica] Camera gotica
È stata quasi interamente affrescata e mosaicizzata dal Caretti in stile gotico.[45]
Le vetrate sono dipinte a trompe l'œil. Il pavimento è mosaicizzato con tessere di marmo sempre in stile gotico.[45]
2 tondi nel soffitto raffigurano altrettanti episodi della Gerusalemme liberata:
[modifica] Gabinetto di Venere
Trattasi di una piccola stanza con soffitto a cassettoni con al centro un riquadro attribuito a Luigi Coghetti raffigurante "La toletta di Venere".[46]
[modifica] Camera da letto
Come conclusione dei due lati vi erano altrettante camere da letto con panneggi a cortine da letto a baldacchino con, al centro, dei riquadri inerenti a "La Toletta di Venere" e "Psiche portata dai Venti" di Pietro Paoletti.[47]
- La stanza è in stile simil barocco ed è databile agli inizi del Novecento.[47]
- Agli inizi appartenne a Giovanni Torlonia junior, indi a Mussolini dal 1923 al 1943.[47]
- Il letto è realizzato su una base lignea di olmo con placcature in noce.[47]
- Le coperte sono vivacemente colorate in giallo simil ottone e rosso cardinale.[48]
- Le 2 testate sono arricchite da volute ed i piedi del letto sono arricchiti da intagliature. I piedi anteriori constano di prolungamenti costituiti da colonnine a tortiglioni.
- I due comodini ed il comò con maniglie antropomorfe sono in stile seicentesco ligure.
- Una credenza ornata di lesene è posta su una base a gradino.[47]
- L'arredo è completato da una consolle con tre cassetti poggia su una base composta da volute e putti.[47]
- 2 colonnette lignee che si ergono dalla consolle sono a forma di candelabro e forse reggevano uno specchio.[49]
- Non sono esposti l'armadio, per le enormi dimensioni, e la specchiera.[47]
[modifica] Stanza di passaggio
Questa stanza venne usata da Mussolini come budoir ed è ricoperta da carta da parati.[50]
Un restauro ha portato alla luce un piccolo fregio ed un affresco dello stesso stile della Sala di Bacco.[50]
- Cappella di Alessandro
- Tra il 1833 ed il 1840 fu inserita nel Casino nobile una cappella che risulta già scomparsa nel 1905, se ne persero le tracce fino al 1997 quando nei sotterranei del teatro di Villa Borghese ne sono stati ritrovati alcuni arredi e frammenti di decorazioni architettoniche.[50]
- Secondo Giuseppe Cecchetelli l'autore delle sculture e di alcuni dipinti pare essere Carlo Aureli.[50]
- Ai lati del paliotto vi sono due angeli che sostengono un drappo con un cartiglio con la scritta Ave Maria.[50]
- Nella cappella sono esposti:
- L'angelo è raffigurato alato e di profilo con la testa girata a sinistra.[51]
- Con le mani regge una tiara con drappeggi.[51]
- La formella è in gesso.[52]
- formella con puttini, attribuito a Carlo Aureli, 1840 circa;[50]
- La formella è a mo' di fiore con cerchio centrale.[53]
- La formella è in gesso con tracce di doratura.[54]
- frammenti di pavimento cosmatesco di ignoto, inizio XIX secolo;[50]
- Il mosaico raffigura vari semicerchi con stelle e motivi geometrici.[55]
- lunetta con Madonna e Santi, attribuito a Carlo Aureli, 1840 circa[50]
- La madonna, purtroppo oggi tronca della parte superiore per cui non si può osare di affermare che tenesse in braccio Gesù Bambino, è raffigurata seduta in trono con sue santi sulla destra (dello spettatore) ed uno sulla sinistra.[56]
- La lunetta è in gesso con tracce di doratura.[57]
- e un paliotto con due angeli, attribuito a Carlo Aureli, 1840 circa.[50]
- Il paliotto raffigura 2 angeli alati che reggono con una mano il paliotto con su scritto AVE MARIA, con l'altra mano sorreggono un drappo.[58]
- Il paliotto è in marmo di Carrara.[59]
[modifica] Camera egizia
Così chiamata per gli affreschi alle pareti d'ispirazione egizia di Luigi Fioroni rappresentanti delle storie di Cleopatra e Antonio.[60]
Gli affreschi sono circondati da un affresco a cornice con geroglifici, colonne finte e architetture di basalto finte di Caretti.[60]
La pavimentazione è realizzata con marmo e bardiglio, con 2 mosaici raffiguranti ancora delle storie di Cleopatra e Antonio.[60]
Le scene degli affreschi sono così strutturate:
- Incontro di Antonio e Cleopatra;[60]
- Incoronazione di Antonio e Cleopatra[60]
- e Cleopatra inginocchiata davanti ad Antonio.[60]
[modifica] Sala di Alessandro
Come attestano gli arredi, questa camera anticamente era utilizzata come sala da pranzo.[61]
La sala è completamente affrescata con scene richiamanti Alessandro il Macedone (con allusione elogiativa al commissionario Alessandro TorloniaNella volta sono affrescate degli episodi della vita di Alessandro Magno con sotto un fregio con un bassorilievo raffigurante il trionfo di Alessandro a Babilonia di Bertel Thorvaldsen.[61]
Sulle pareti vi sono dipinte delle allegorie di Alessandro Magno della scuola di Thorvaldsen e Pietro Tenerani.[61]
Il pavimento è realizzato a mosaico simil-etrusco, realizzato da Carlo Seni.[61]
Sulle edicole alle pareti sono poste delle statue di Apollo e di musa.[61]
[modifica] Il Museo della Scuola Romana
| Museo della Scuola Romana | |
|---|---|
| Tipo | Arte |
| Indirizzo | Casino Nobile, Villa Borghese, Via Nomentana |
| Sito | http://www.museivillatorlonia.it/casino_nobile/museo_della_scuola_romana |
Questo museo è sito al 2º piano del Casino Nobile.
Le opere esposte, perlopiù quadri, sono inerenti a un periodo che spazia dalla Prima e la Seconda guerra mondiale ed appartengono alla "Scuola di via Cavour" ed al realismo romano[62].
Tra le opere vi sono esposti lavori di:
- Corrado Cagli;[62]
- Giuseppe Capogrossi;[62]
- Mario Mafai;[62]
- Fausto Pirandello;[62]
- Renato Guttuso;[62]
- Luigi Bartolini;[62]
- Antonio Donghi;[62]
- Antonietta Raphaël;[62]
- Francesco Trombadori;[62]
- Emanuele Cavalli;[62]
- Renzo Vespignani;[62]
- Leoncillo Leonardi;[62]
- Guglielmo Janni;[62]
- Riccardo Francalancia;[62]
- Mirko Basaldella;[62]
- Ferruccio Ferrazzi;[62]
- Roberto Melli;[62]
- Alberto Ziveri.[62]
Tra le opere esposte vi sono:
- autoritratti di Ferrazzi, Ziveri, Mafai;[62]
- Ragazzo che uccide il serpente, di M. Basaldella;[62]
- alcune vedute di Roma;[62]
- Fuga da Sodoma, di A. Raphaël;[62]
- nature morte di Francalancia e Trombadori.[62]
[modifica] Note
- ^ Musei di Villa Torlonia. Casino Nobile. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b definizione di berceau su dizionari.corriere.it di berceau
- ^ Per approfonfimenti vedi: A.P. Agati, Una finta tomba etrusca a Villa Torlonia, in "Ricerche di Storia dell'Arte", n. 87, pagine 85-98, Roma 2005.
- ^ a b c d Musei di Villa Torlonia. L'atrio. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b c d Musei di Villa Torlonia. Base moderna con frammento di sarcofago antico. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b c d e f Musei di Villa Torlonia. Base moderna composta da un'ara antica. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b c d Musei di Villa Torlonia. Museo della Villa. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b c d Musei di Villa Torlonia. Ingresso. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b c d e f Musei di Villa Torlonia. Primo vestibolo. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b c d Musei di Villa Torlonia. Amazzone. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b c d Musei di Villa Torlonia. Fauno. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b c d e Musei di Villa Torlonia. Frontone di "aedicula" con simboli di Fortuna di età Traianea. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b c d e f g h Musei di Villa Torlonia. Bagno. Musei in Comune, 2006.
- ^ Musei di Villa Torlonia. Biblioteca. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b c d e Musei di Villa Torlonia. Danzatrice con il dito al mento. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b c d e f g h Musei di Villa Torlonia. Stanza a "berceau". Musei in Comune, 2006.
- ^ a b c d e f Musei di Villa Torlonia. Danza dei feaci. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b c Musei di Villa Torlonia. La morte di Priamo. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b c d Musei di Villa Torlonia. Socrate che beve la cicuta. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b c d e f Musei di Villa Torlonia. Portico. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b c d e f g Musei di Villa Torlonia. Athena Parthénos. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b c d Musei di Villa Torlonia. Statua del tipo della "Grande Ercolanense" o Cerere. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b c d e f g h i j Musei di Villa Torlonia. Camera di Psiche. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b c d e Musei di Villa Torlonia. Diana cacciatrice. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b c d Musei di Villa Torlonia. Satiro. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b c Musei di Villa Torlonia. Testa di donna. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b c d e f g Musei di Villa Torlonia. Camera dei poeti e degli artisti italiani. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b c d e f Musei di Villa Torlonia. Diana Gabina. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b c d e f g h Musei di Villa Torlonia. Secondo vestibolo. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b c Musei di Villa Torlonia. Pudicizia. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b c d Musei di Villa Torlonia. Pandora. Musei in Cmune, 2006.
- ^ a b c Musei di Villa Torlonia. Adriano. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b Musei di Villa Torlonia. Caracalla. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b c Musei di Villa Torlonia. Antistene. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b c d e f g h i j k Musei di Villa Torlonia. Sala da ballo. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b c Musei di Villa Torlonia. Afrodite. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b c Musei di Villa Torlonia. togato. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b c d e Musei di Villa Torlonia. Scalinata. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b c d e f Musei di Villa Torlonia. Il torso di Heracles su erma moderna. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b c d e Musei di Villa Torlonia. Anticamera. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b c d Musei di Villa Torlonia. Busto virile loricato. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b c Musei di Villa Torlonia. Busto virile. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b c d Musei di Villa Torlonia. Busto virile loricato con Gorgone. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b c Musei di Villa Torlonia. Sala di Bacco. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b c d Musei di Villa Torlonia. Camera gotica. Musei in Comune, 2006.
- ^ Musei di Villa Torlonia. Gabinetto di Venere. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b c d e f g h i j k l m n o Musei di Villa Torlonia. Camera da letto. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b Dalla foto nel sito: Musei di Villa Torlonia. Letto. Musei in Comune, 2006.
- ^ Descrizione dalla foto nel seguente sito: Musei di Villa Torlonia. Consolle. Musei in Comune, 2006
- ^ a b c d e f g h i j Musei di Villa Torlonia. Stanza di passaggio. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b Dalla foto in: Musei di Villa Torlonia. Formella con angelo. Musei in Comune, 2006.
- ^ Musei di Villa Torlonia. Formella con angelo. Musei in Comune, 2006.
- ^ Dalla foto in: Musei di Villa Torlonia. Formella con puttini. Musei in Comune, 2006.
- ^ Musei di Villa Torlonia. Camera dei poeti e degli artisti italiani. Musei in Comune, 2006.
- ^ Musei di Villa Torlonia. Frammenti di pavimento cosmatesco. Musei in Comune, 2006.
- ^ Dalla foto in: Musei di Villa Torlonia. Lunetta con Madonna e santi. Musei in Comune, 2006.
- ^ Musei di Villa Torlonia. Lunetta con Madonna e santi. Musei in Comune, 2006.
- ^ Dalla foto in: Musei di Villa Torlonia. Paliotto con due angeli. Musei in Comune, 2006.
- ^ Musei di Villa Torlonia. Palliotto con due angeli. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b c d e f Musei di Villa Torlonia. Camera egizia. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b c d e Musei di Villa Torlonia. Sala di Alessandro. Musei in Comune, 2006.
- ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x Musei di Villa Torlonia. Museo della Scuola Romana. Musei in Comune, 2006.
[modifica] Bibliografia
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- A. Campitelli, Villa Torlonia: tecniche e problematiche di un eclettico apparato decorativo murale in "XXI Convegno Internazionale di Scienza e Beni Culturali. Sulle pitture murali. Riflessioni, Conoscenze, Interventi", Atti del convegno, Bressanone, 12-15 luglio 2005, Marghera (VE), ed. Arcadia Ricerche, 2005.
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