Cascata di ghiaccio

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Repentance Super, una nota cascata di ghiaccio in Valnontey.

Una cascata di ghiaccio è una colata di acqua ghiacciata; l'acqua che la genera può far parte di un corso d'acqua o essere di fusione.

In Italia si trovano cascate di ghiaccio naturali nei mesi invernali sulle Alpi e sugli Appennini.

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Le cascate di ghiaccio si formano solitamente tra i 1000 e i 2500 metri di altitudine. Poiché la temperatura diminuisce con la quota, gelano prima i corsi posti più in alto e poi via via quelli a minore altitudine. L'acqua che forma le cascate proviene dalle piogge autunnali, dallo scioglimento della neve e dalle sorgenti del sottosuolo. Minore è il volume d'acqua e la velocità di scorrimento e maggiore è la velocità di creazione. La cascata si forma progressivamente per somma di strati o per polverizzazione durante la caduta.[1]

Arrampicata su ghiaccio[modifica | modifica sorgente]

Le cascate del Circo di Gavarnie, nel massiccio montuoso dei Pirenei.

Le cascate di ghiaccio possono essere salite utilizzando la tecnica dell'arrampicata su ghiaccio. L'arrampicata su cascate di ghiaccio è molto pericolosa se non affrontata con la dovuta preparazione sia tecnica che fisica, poiché il ghiaccio può essere molto fragile in tutte le stagioni.

Alcuni strumenti utilizzati per scalare cascate di ghiaccio:

Valutazione delle cascate[modifica | modifica sorgente]

In caso di scalata la sicurezza di una cascata si può valutare considerandone la sua struttura e il tipo di ghiaccio.

Tipo di ghiaccio[modifica | modifica sorgente]

In base al colore e trasparenza, il ghiaccio può essere:[2]

  • verde/bluastro, semi trasparente: è un ghiaccio duro e compatto, con basse inclusioni di aria;
  • biancastro in profondità: indica la presenza di aria all'interno, che ne determina minore densità e resistenza;
  • bianco superficiale: indica una prolunguata esposizione al sole ed è accompagnato da un aspetto bagnato e spugnoso;
  • grigio traslucido: assume il colore grigio a causa di minuscole bollicine d'aria contenute all'interno. Con l'aumento della trasparenza aumenta la densità e solidità, ma anche la fragilità. È il ghiaccio più comune.
  • grigio biancastro: al colore si accompagna l'aspetto bagnato. Si trova in presenza di una cascata in scioglimento per temperature troppo alte.

Struttura[modifica | modifica sorgente]

Le cascate di ghiaccio possono avere le seguenti strutture, a cui corrisponde una sicurezza decrescente per quanto riguarda il rischio di crollo:[3]

  • appoggiata alla roccia: la cascata non è verticale e gran parte del suo peso si scarica sulla roccia sottostante;
  • aderente alla roccia: la cascata è verticale e tutto il peso grava sulla cascata stessa. Tuttavia c'è una coesione tra ghiaccio e roccia, che favorisce l'equilibro della cascata.
  • completamente auto-sostentante: la cascata inizia appesa alla roccia, ma poi non tocca più la parete, autosostenendosi. Alla base confluisce sulla sua stalagmite.
  • appesa: è come il tipo completamente auto-sostentante, ma non appoggia a terra. Si tratta delle stalattiti.

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Meroni, op. cit., pp. 3-5
  2. ^ Meroni, op. cit., pp. 20-21
  3. ^ Meroni, op. cit., pp. 21-22

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Manuali
Guide
  • Aldo Cambiolo, Gian Carlo Grassi, Diamanti di cristallo. Guida alle cascate di ghiaccio della Valle d'Aosta, Cda & Vivalda, 1994, ISBN 978-8878084094.
  • François Damilano, Godefroy Perroux, Cascades autour du Mont-Blanc: Tome 1, Vallée de Chamonix, Vallée de l'Eau Noire, Vallée de Trient, Ice Connection, 1998, ISBN 978-2950986818.
  • François Damilano, Godefroy Perroux, Cascades autour du Mont-Blanc: Tome 2, Valdigne, Val de Cogne, Ice Connection, 1999, ISBN 978-2950986825.
  • François Damilano, Godefroy Perroux, Cascades Oisans aux 6 vallées: Tome 1, Basse Romanche - Eau d'Olle - Lignare-Ornon - Villard-Reymond - Bourg-d'Oisans - Villard-Notre-Dame - Alpe d'Huez, Ice Connection, 2000, ISBN 978-2950986832.
  • François Damilano, Godefroy Perroux, Cascades Oisans aux 6 vallées: Tome 2, Vallée du Vénéon - Vallon du Diable - Rampe des Commères - Vallée de Malaval - Les Fréaux-La Grave, Ice Connection, 2000, ISBN 978-2950986849.
  • Mario Sertori, Cascate. Alpi Centrali. Lombardia e Svizzera, Blu Edizioni, 2004, ISBN 978-8887417951.
  • Philippe Batoux, Ludovic Seifert, Cascades de glace & dry-tooling, du mont Blanc au Léman: Tome 1, Val Montjoie - Val d'Arly - Bornes - Aravis, JMEditions, 2007, ISBN 978-2952188159.
  • Philippe Batoux, François Damilano, Ludovic Seifert, Cascades de glace & dry-tooling, du mont Blanc au Léman: Tome 2, Rive droite de l'Arve - Giffre - Chablais, JMEditions, 2007, ISBN 978-2952188166.
  • Mario Sertori, Alpine ice - Le 600 più belle cascate di ghiaccio delle Alpi - Francia, Svizzera, Austria, Slovenia, Italia, Versante Sud, 2009, ISBN 978-8887890709.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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