Casa sull'albero

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Esempio di casa futuristica sull'albero

La casa sull'albero è tradizionalmente una piattaforma (o edificio) sospesa, sostenuta in parte o del tutto da un albero. Una casa sull'albero può essere utilizzata per attività ricreative, o come strumento di lavoro, abitazione, punto d'osservazione o ritiro temporaneo.

Le case sugli alberi, anche note come TreeHouses, sono oggigiorno molto in voga e vengono generalmente considerate, come una tipologia architettonica, soggette quindi alle leggi dell'arte e del design, della composizione, della competenza tecnica.

Uso pratico[modifica | modifica sorgente]

Esempio di casa sull'albero della regione del Korowai

In alcune regioni dei tropici, le case sono fissate sugli alberi o su palafitte elevate per mantenere l'abitazione sopraelevata rispetto al suolo, in modo tale da avere una struttura difficilmente accessibile agli animali selvatici, spesso attirati dagli alimenti degli esseri umani. Nella regione Korowai, una tribù della Papua vive in case sugli alberi, che in alcuni casi arrivano ad altezze di 40 metri, come protezione da una tribù di cacciatori di teste che abitano nella stessa regione, il Citak.[1]

Come le case costruite sottoterra o al livello del suolo, anche le case sugli alberi possono essere un'opzione di case eco-compatibili, in quanto non richiedono il disboscamento di una certa zona in una foresta. Nonostante la fauna, il clima e l'illuminazione naturale, vivere in una casa sull'albero non è auspicabile per alcune persone.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il pensiero dominante oggigiorno è che le treehouses siano perfette case di gioco per i bambini; ma storicamente queste costruzioni venivano realizzate, sia in Oriente che in Occidente, per gli adulti. Stupende testimonianze, sia scritte che grafiche, comprovano l’esistenza delle case sugli alberi (intese come genere architettonico non come rifugio primitivo) fin dai tempi più remoti. Non esistono testimonianze di vere e proprie case sugli alberi nelle epoche precedenti quella romana, ma l’idea di produrre architettura da materiali viventi risale certamente come minimo agli antichi Egizi, che hanno immortalato nei loro edifici esempi di questi primi ripari. Si tratta di semplici pergolati, ma è probabilmente arricchendoli di fiori e di uccelli melodiosi, ritagliando finestre nel fogliame ed infine elevandoli dal suolo per dare loro un più suggestivo panorama, che le treehouses si sono emancipate dal loro semplice destino di pergolato a terra. Non sappiamo esattamente quando questo sia successo, ma vi sono testimonianze evidenti dal I sec. a.C. Gli antichi romani le vedevano come luoghi per banchettare ed intrattenersi; i Medici, signori di Firenze nel ‘500, fecero lo stesso; in parti dell’Europa del Nord nel ‘700 (Francia Olanda e Belgio) presero forme più ambiziose dove i giovani amanti potevano andare a ballare, a giocare, dare banchetti per feste e matrimoni. Queste costruzioni da giardino sono diventate luoghi perfetti per appuntamenti; nonostante un leggero giro di censura nelle moralistiche culture di certe epoche, sporadiche testimonianze ci sono giunte attraverso i secoli, anche perché le treehouses erano comunque viste come paradisi per elaborazione intellettuale, stimoli artistici e riflessioni spirituali.[2]

Materiali[modifica | modifica sorgente]

Le case sugli alberi possono essere costruite con una vasta gamma di materiali. Il legno è comunemente utilizzato per le parti strutturali e di rivestimento data la sua resistenza, leggerezza e basso costo. L'acciaio viene invece utilizzato per le staffe, i cavi e i bulloni in grado di supportare fino a 2.700 kg.[3] I costruttori di case sugli alberi a volte usano materiali riciclati o parti di esse, come ad esempio infissi recuperati, porte e legname già utilizzato. Anche i tessuti possono essere utilizzati per produrre strutture temporanee, quindi non rigide.

Metodi di sostegno e nuove tecnologie [4][modifica | modifica sorgente]

Esistono numerose tecnologie per ancorare una casa all’albero ed ognuno è libero di utilizzare quella che ritiene migliore, cercando il più possibile di non danneggiare l’albero.

Nella costruzione delle moderne case sugli alberi, solitamente si crea una struttura rigida e solidale per la piattaforma su cui appoggia la casetta vera e propria; la piattaforma verrà appoggiata ai rami dell’albero possibilmente negli angoli. Qualora manchino punti d’appoggio consoni le strategie utilizzate per sostenere la piattaforma sono:

  • Puntoni e pilastri (trampoli): servono a scaricare il peso che grava in un punto ad un altro punto a quota minore o direttamente a terra; strutture di questo tipo gravano molto meno sulla pianta in quanto il peso viene sostenuto dai trampoli.[5] Tipicamente i trampoli sono ancorati al terreno col cemento, nuovi sistemi come il "Diamond Pier" Diamond Pier. URL consultato il 12 maggio 2011.</ref>, accelerano i tempi di installazione ed sono meno invasivi per le radici. L'utilizzo dei trampoli viene visto come il metodo più semplice per sostenere le case sugli alberi; essi inoltre aumentano il sostegno strutturale e la sicurezza della piattaforma.
  • Tiranti: servono a scaricare il peso che grava in un punto ad un altro punto a quota maggiore; sono particolarmente pratici quando non vi sia alcun punto d’appoggio consono a quota minore, ma vi siano dei buoni rami più in alto. Case sugli alberi che utilizzano questo metodo sono tra le meno frequenti a causa dei limiti naturali del sistema: più si sale in altezza più i rami si assottigliano, diminuisce la portanza e aumenta la sensibilità al vento. Come materiale per la sospensione vengono utilizzati corde, cavi d’acciaio, tensionatori, molle ecc.
  • Attrito: è il più comune metodo non invasivo per assicurare strutture agli alberi. Si tratta di far aderire i travi al tronco per mezzo di contro-travi e di tensionatori (generalmente barre filettate).[6][7], ciononostante sarebbe opportuno ricorrere il minimo possibile a sistemi che richiedono forature nella struttura dell'albero. Non tutte le specie sopportano allo stesso modo gli interventi intrusivi.
  • Infissione: include tutti i sistemi di ancoraggio invasivi, come chiodi, viti, perni, bulloni ecc. Non tutte le specie di piante patiscono per le forature allo stesso modo: questo cambia a seconda che i condotti principali di linfa per l'accrescimento siano nel midollo (durame) o lungo la corteccia. Uno sviluppo denominato Treehouse attachment bolt (TAB), risulta in grado di supportare pesi maggiori rispetto ai metodi precedenti, e viene ormai comunemente utilizzato dalle aziende produttrici di case sugli alberi. [8]; Ciononostante è opportuno ridurre al minimo indispensabile i sistemi di fissaggio che implicano forature nella pianta.

Popolaritá[modifica | modifica sorgente]

Esempio di casa sull'albero per bambini

Dagli anni '90 in poi le case sugli alberi ricreative hanno goduto di un costante aumento di popolarità in paesi come gli Stati Uniti d'America e parte dell'Europa.[9] Dovuta in parte all'aumento di capitale disponibile, migliorie nelle tecniche edilizie e nella sicurezza, crescente interesse per le questioni ambientali, e gli stili di vita sostenibili.

La loro sempre maggiore diffusione ha, a sua volta, dato luogo ad un aumento della domanda per le aziende del settore. Esistono oltre 30 imprese in Europa e negli Stati Uniti d'America,[10] specializzate nella costruzione di case sugli alberi di vari gradi di durabilitá e raffinatezza, da strutture da gioco per bambini a case come vere e proprie abitazioni.

Riferimenti normativi[modifica | modifica sorgente]

Esempio di casa costruita su di un albero

Secondo la legislazione attuale[modifica | modifica sorgente]

Oggigiorno, costruire una casa sull’albero in Italia è un’operazione possibile, come dimostrano un certo numero di casi, sia ad uso abitativo che ad uso turistico; a patto di rivolgersi a ditte specializzate che sappiano come trattarne la progettazione, la costruzione, e le procedure burocratiche. Riassumiamo per sommi capi le tematiche che tali ditte devono affrontare, per eseguire i lavori nel pieno rispetto della legge, ed i relativi iter burocratici (procedimenti amm.):

  • permesso di costruire: è possibile costruire una treehouse?

Dipende dal piano regolatore del comune: l’edificazione è disciplinata dal testo unico per l’edilizia (D.P.R. 380/01) che demanda ai comuni la competenza in materia di regolazione urbanistica; quindi bisogna richiedere all’ufficio tecnico comunale una dichiarazione di appartenenza e, se ci si trova in zona edificabile o rurale, si può parlare direttamente con un tecnico del comune, il quale ci comunicherà a voce l’orientamento generale della giunta in merito all’argomento. Se la discrezionalità della giunta si mostra favorevole, è possibile attivare un procedimento amministrativo per richiedere il permesso di costruire, corredato di progetto preliminare. Tenendo conto poi delle osservazioni del tecnico comunale si potrà redigere il progetto definitivo, per ottenere la concessione. È quindi possibile costruire una casa sull’albero solo avendo ottenuto una concessione scritta da parte dell’ente pubblico preposto.

  • piano regolatore: dove ne è consentita la costruzione?

Come ogni altra costruzione può essere fatta solo nella categoria di zona prevista dal piano regolatore del comune di appartenenza. Sia per la ricettività turistica che per l’uso privato, deve ricadere in una zona edificabile, e le cubature realizzabili sono definite nel P.A.T. comunale. -competenze: chi è legittimato a redigere e firmare il progetto di una treehouse? Per costruzioni sino a 2 piani sono legittimati i geometri, gli architetti e gli ingegneri; chiaramente chi firma il progetto offre come garanzie le proprie competenze, e per esse avrà sul costruito le medesime responsabilità che ha per qualsiasi altro edificio.

  • garanzie: quali garanzie deve dare al cliente?

Le garanzie non sono stabilite dalla legge ma vengono esplicitate nel contratto che regola il rapporto professionale tra committente e progettista. Il committente includerà alla siglatura del contratto tutte le garanzie (concordate col progettista) che desidera; il progettista includerà nel medesimo contratto tutte le clausole e gli eventi di forza maggiore che lo esimono dalla responsabilità per incidenti, danni o crolli. Poiché l’albero è materia viva ed in perenne evoluzione risulta assai difficile da parte del progettista fornire delle garanzie abbastanza durature nel tempo: a questo scopo includerà nella maggior parte dei casi un contratto di manutenzione, a decadenza stabilita.

  • durata: per quanto tempo restano valide tali garanzie?

Le garanzie fornite dal progettista hanno la validità concordata nel contratto col committente, a fronte di un ulteriore contratto di manutenzione, specialmente per il primo anno, poiché in tale periodo si hanno i maggiori assestamenti della pianta e della struttura. Generalmente se non vi è il contratto di manutenzione, la liberatoria avviene dopo un anno.

  • tutele: come il produttore si autotutela?

Come l’architetto ricorre al geologo per studiare il terreno in cui pianterà le fondazioni del proprio edificio, così il costruttore di case sugli alberi ricorrerà al dendrologo; il quale, dopo gli opportuni accertamenti e facendo uso delle proprie conoscenze (quanto di strumenti specifici), redigerà una perizia in cui attesterà lo stato di salute, crescita e resistenza dell’albero, delle singole branchie della pianta e la relativa portata; anche il dendrologo sarà tenuto ad autotutelarsi escludendo esplicitamente i fattori non controllabili (fulmini, incendi, attacchi di parassiti..) e dichiarando la durata di validità di tale perizia. Il progettista tutela poi il proprio lavoro applicando al meglio “le regole dell’arte” del proprio ordine, ed esclude esplicitamente nel contratto gli eventi di forza maggiore.

  • allacciamenti: è possibile collegarsi alla rete pubblica dei servizi (acque, gas, elettricità)?

Si, se si è richiesto ed ottenuto il permesso di costruire.

  • aero-illuminazione: è soggetta ai medesimi standard di un’abitazione civile?

Dipende dal permesso di costruire che è stato richiesto: chiaramente no, se si tratta di un ricovero attrezzi; si, se si tratta di abitazione e si intende richiedere l’abitabilità.

  • portata: qual è il carico minimo e il n° max. di persone che deve saper sostenere?

La struttura che verrà costruita viene dimensionata e progettata affinché sia in grado di sostenere i carichi previsti dalla legge per un solaio (abitazione privata: 300 kg/m²; avente funzione pubblica: 500 kg/m²); ciononostante l’albero stesso potrebbe non essere in grado di sostenere tale concentrazione di carichi; in tal caso bisognerà supplire con elementi di sostegno da terra, o riducendo la superficie sospesa. Il progettista/responsabile può comunque ottenere maggiori garanzie specificando nel contratto a scrittura privata tra le parti, il numero massimo delle persone che possono sostare contemporaneamente all’interno della struttura.

Riferimenti legislativi specifici per la regione autonoma di Trento: D.P.R. 380/2001 “testo unico per l’edilizia” L.R. 13.09.1978 N° 52 – art. 23 “Direttive e Norme di Pianificazione Forestale” L.P. 23.05.2007, N. 11 “Governo del territorio forestale e montano, dei corsi d’acqua e delle aree protette” L.P. Trento 6 settembre 1971, n. 12 “Sulla tutela del paesaggio” D.P.P. 12 agosto 2002, n. 21-111/Leg. Concernente la ricezione turistica all’aperto

Comunità di protesta[modifica | modifica sorgente]

Le case sugli alberi sono state e sono tuttora luoghi centrali per gli ambientalisti, quando questi vogliono protestare, inscenano il cosiddetto Tree sitting, ovvero la "seduta sull'albero". Questo metodo può essere utilizzato in protesta contro la proposta di costruzione di strade forestali o contro operazioni di disboscamento. Le case sugli alberi sono utilizzate come metodo di difesa da cui è difficile e oneroso per sfrattare i manifestanti in modo sicuro e per poi dare inizio ai lavori. Julia Butterfly Hill è un'ambientalista particolarmente nota poiché occupò una sequoia in California per 738 giorni, con l'intento di salvare l'albero e gli altri arbusti nelle immediate vicinanze. Il suo alloggio era costituito da due piattaforme 3 m², ad un'altezza di 60 metri dal suolo, su cui scrisse anche un libro.[11]

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Head-Hunters Drove Papuan Tribe Into Tree-Houses
  2. ^ (EN) The long history of architectural TreeHouses - Ricerca storica completa sulle treehouse nell'antichità
  3. ^ (EN) Research into tree fastener strength. URL consultato il 21 novembre 2008.
  4. ^ Architecture Thesis, bachelor degree.
  5. ^ (EN) Tree injury. URL consultato il 12 maggio 2011.
  6. ^ (EN) friction fastening advice. URL consultato il 12 maggio 2011.
  7. ^ (EN) Infissione: sistemi che includono chiodi, viti, perni, bulloni ecc. Uno sviluppo denominato Treehouse attachment bolt TAB, risulta in grado di supportare pesi maggiori e viene ormai comunemente utilizzato in tutto il mondo dalle aziende produttrici Danger of nails. URL consultato il 12 maggio 2011.
  8. ^ (EN) Alejandro Bahamon, Treehouses Living a Dream, New York, NY, Collins Design, 2007, p. 8, ISBN 0-06-078001-0.
  9. ^ (EN) Paula Henderson, Adam Mornement, Treehouses, London, UK, Frances Lincoln Ltd, 2005, p. 7, ISBN 0-7112-2437-4.
  10. ^ (EN) Commercial treehouse builder list. URL consultato il 20 novembre 2007.
  11. ^ Julia Butterfly Hill, La ragazza sull'albero, traduzione di Elisa Frontori, Milano, Corbaccio, 2000. ISBN 88-7972-435-5

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]