Casa di Maria

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Coordinate: 37°54′41.84″N 27°20′02.5″E / 37.911622°N 27.334028°E37.911622; 27.334028

Esterno della restaurata casa di Maria.

La Casa di Maria (Meryem Ana Evi), è un santuario cristiano ubicato sul monte Solmisso a circa 6 km a sud dell'antica Efeso, nell'attuale Turchia occidentale. È considerata l'abitazione dove visse per circa 9 anni, attorno alla fine della prima metà del I secolo Maria, madre di Gesù, affidata da Gesù ai piedi della croce, all'apostolo Giovanni.

Le fondamenta del piccolo edificio, sono state scoperte il 18 ottobre 1881 dal Padre Lazzarista parigino Julien Gouyet sulla base delle indicazioni contenute nei diari delle visioni, trascritti dal poeta Clemens Brentano, della mistica beata Anna Katharina Emmerick. Le rovine sottostanti sono state effettivamente datate al I secolo ma non vi è modo di avere la certezza storiografica che nell'edificio vi abbia dimorato la Vergine Maria Madre di Dio.

La tradizione, anche della popolazione del luogo, sia di religione cristiana che mussulmana, fa riferimento a questo sito, come il luogo ove è avvenuta la "dormizione di Maria Santissima" e la sua conseguente Assunzione al Cielo nella Gloria, diversamente da quanto si sostiene in relazione alla Tomba di Maria ubicata a Gerusalemme.

In effetti è proprio ad Efeso che viene intitolata la prima basilica della cristianità alla Madre di Dio dove si svolse il primo concilio nel 431 d.c., che sancì la divina maternità di Maria Santissima. L' apostolo Giovanni dimorò e morì ad Efeso ove è a lui dedicata una grande Basilica di datazione romana, nella antistante isola di Patmos, visibile proprio dal monte Solmisso, fu anche imprigionato durante le persecuzioni di Domiziano.

Sembra che dalla Casa, parta un percorso (ancora non individuato) verso la cima del monte Solmisso, posta a circa 500mt di altitudine sul livello del mare, stabilito proprio da Maria, in ricordo della Via Crucis patita da Gesù fino al Monte Calvario a Gerusalemme. Alla fine di questo percorso sussisterebbe una piccola grotta angusta, nella quale gli apostoli posero il corpo incorrotto della Vergine che di li a poco fu assunto in cielo. Un grave incendio nel 2003 ha parzialmente devastato i luoghi attorno al santuario, ove esisteva una folta e fitta vegetazione boschiva ma si è fermato a circa un metro dalla casetta senza assolutamente danneggiarla.

Il sito appartiene ad una associazione Turca a cui fanno riferimento i Padri Cappuccini della Provincia dell' Emilia Romagna, custodi del luogo santo fin dal 1966.

La chiesa cattolica non si è mai ufficialmente pronunciata ma il sito è stato meta dei pellegrinaggi dei papi Paolo VI (26 luglio 1967), Giovanni Paolo II (30 novembre 1979) e Benedetto XVI (29 novembre 2006).

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