Casa Romuli

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Casa Romuli
urna cineraria a capanna della Civiltà villanoviana, mostrando la probabile forma della capanna di Romolo a Roma: un semplice riparo di fango e paglia
urna cineraria a capanna della Civiltà villanoviana, mostrando la probabile forma della capanna di Romolo a Roma: un semplice riparo di fango e paglia
Localizzazione
Stato Italia Italia
Comune Roma-Stemma.png Roma

La Casa Romuli ("capanna di Romolo"), conosciuta anche come tugurium Romuli, era reputata la dimora del leggendario fondatore e primo re di Roma, Romolo (date tradizionali 771-717 A.C.). Era situata all'angolo sud-occidentale del colle Palatino, dove scende verso il Circo massimo, vicino ai cosiddetti "passaggi di Cacus",[1][2] le cui sommità (supercilium) erano considerate come i terminali della Roma quadrata. Era la capanna monolocale tradizionale da contadini dei latini, con il tetto di paglia e pareti di canne e fango, come sono riprodotte in miniatura nelle caratteristiche urne funerarie della cosiddetta cultura laziale (ca. 1000 - ca. 600 AC).[3][4]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Romolo e età regia di Roma.

Nel corso dei secoli, la casa è stata ripetutamente danneggiata da incendi e tempeste, ma accuratamente restaurata al suo stato originale in ogni occasione.[5] La distruzione da fuoco viene riportata nel 38 aC, durante una cerimonia svoltasi all'interno della casa da parte dei pontifices ("Collegio dei Sommi Sacerdoti"), presumibilmente un olocausto per Romolo nel suo stato divinizzato come il dio Quirinus, durante il quale l'altare del fuoco probabilmente è sfuggito al controllo.[6] L'ultimo fuoco è stato riportato nel 12 aC, per la morte di Marco Vipsanio Agrippa, braccio destro del primo imperatore romano, Augusto (in carica dal 30 aC al 14 dC). In questa occasione, la casa sembra sia stata incendiata da alcuni corvi che fanno cadere pezzi di carne che brucia, ancora una volta strappati da un altare, sul tetto di paglia.[7] È stato ipotizzato che un tugurium Faustuli sul Palatino citato una volta da Gaio Giulio Solino[8] al tempo dell'imperatore Costantino I il Grande (che regnò dal 312 al 337 dC) fosse in realtà la casa Romuli ancora esistente.[9]

Una seconda casa Romuli è riportata nelle fonti classiche, sul colle Capitolino, probabilmente una replica dell'originale, vicino alla Curia Calabra. È l'ultima menzionata nel 78 dC.[10][11]

Archeologia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Roma quadrata.

Ad oggi, gli archeologi non sono stati in grado di identificare definitivamente la casa Romuli da eventuali resti ancora esistenti. Un candidato forte è il più grande di un gruppo di abitazioni le cui fondamenta furono rinvenute nella posizione appropriata durante gli scavi nel 1946. Le fondamenta della dimora sono state scavate nella roccia tufacea, con un perimetro di 4,9m x 3,6m a forma ovaloide. Sei post-hole disposti in un cerchio, di cui uno in centro, erano presumibilmente per alloggiare, rispettivamente, i montanti di sostegno per le pareti e per il tetto. Materiale organico trovato nel sito è stato datato alla prima età del Ferro italiana (ca. 900-700 aC).[12]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dionisius I.79
  2. ^ Plutarco Romulus 20
  3. ^ Cornell (1995) 51
  4. ^ Vitruvius II.1.5
  5. ^ Dionisius I.79
  6. ^ Dione XLVIII.43
  7. ^ Dione LIV.29
  8. ^ Gaio Giulio Solino De mirabilibus mundi, I, 18
  9. ^ Platner (1929) Casa Romuli
  10. ^ Vitruvius II.1.5
  11. ^ Platner (1929) Casa Romuli
  12. ^ ArcheoGuida Casa Romuli

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

riferimenti antichi[modifica | modifica sorgente]

riferimenti moderni[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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