Carta d'identità

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Carta d'identità del 1943 rilasciata dal Protettorato di Boemia e Moravia.

La carta d'identità è un documento di riconoscimento strettamente personale dove sono contenuti i dati anagrafici, e altri dati ed elementi (lo stato civile, la cittadinanza, la professione, una fotografia, impronte digitali, ecc.) utili a identificare la persona a cui tale documento si riferisce. I suoi usi, formalità per il rilascio, obbligatorietà e i dati contenuti differiscono da stato a stato, in base alle rispettive normative.

Non in tutti gli stati esiste la carta d'identità (non nel Regno unito, ad esempio, e in quasi tutti gli stati con diritto di tipo common law). In tali paesi per alcuni usi può essere sostituita da altri documenti.

Laddove esiste, può essere obbligatoria (oltre una determinata età) o meno. In alcuni casi è obbligatorio averla ma non portarla sempre con sé, essendo sufficiente in caso di necessità di controllo, mostrare di possederla a casa.

I dati riportati differiscono a seconda delle esigenze e delle scelte dei singoli stati. Ad esempio per le donne coniugate in alcuni stati è indicato il cognome da nubile, in altri quello del marito, in altri ancora entrambi.

Regolamenti nazionali delle carte d'identità[modifica | modifica wikitesto]

Il riconoscimento d'identità all'interno delle frontiere dell'Unione Europea è disciplinato da un codice comunitario relativo al regime di attraversamento delle frontiere da parte delle persone. Il "codice frontiere Schengen" è previsto dalle Notificazioni previste dall'articolo 37 del regolamento (CE) n. 562/2006 del Parlamento europeo ed è stato istituito il 15 marzo 2006 dal Consiglio.

Manca, invece, un'armonizzazione all'interno dei singoli Stati membri. La Direttiva 2008/C 18/03, art. 21, lettera c), ammette la possibilità per uno Stato membro di prevedere nella legislazione nazionale l’obbligo di possedere o di portare con sé documenti di identità.

La Direttiva 2004/38/CE obbligava i cittadini extracomunitari a portare sempre i documenti con sé, ed era finalizzata a facilitare il soggiorno in paesi dell'UE degli stessi cittadini appartenenti e quindi a rendere più liberi i loro viaggi, esclusi quelli non facenti parte della comunità Europea.

Quindi, l'obbligo vige per i cittadini extracomunitari, mentre differisce per i cittadini della UE, a seconda delle leggi dello Stato membro.

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

Carta d'identità italiana
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Carta d'identità italiana.

La carta d'identità italiana è il documento principale di identificazione per i cittadini italiani e le cittadine italiane o residenti sul territorio. L'utilizzo di questa, o di un documento con foto considerato equivalente, è obbligatorio ai fini del riconoscimento, seppure con limitazioni. Può inoltre essere convalidata come documento valido per l'espatrio.

La forma cartacea attuale, in via di sostituzione con la Carta d'identità elettronica, è stata istituita nel 1994[1] e riporta fotografia, dati anagrafici e firma del possessore. Il documento dispone di alcuni accorgimenti anticontraffazione e ne è pertanto vietata la plastificazione. [2][3]

Il D.lgs. n. 286 del 1998, art. 6, recepisce la Direttiva 2004/38/CE e obbliga gli stranieri a esibire una carta d'identità o una carta di soggiorno, pena una multa e l'arresto fino a sei mesi.

Per tutti i cittadini e le cittadine, vale l'obbligo di fornire, su richiesta di funzionari pubblici, informazioni relative alla propria identità personale, al proprio stato o altre qualità personali[4].

Non si tratta, quindi, dell'obbligo di fornire un documento d'identità valido. In assenza, vale l'obbligo di fornire le proprie generalità a voce.

L’autorità di pubblica sicurezza, nell’ambito delle proprie competenze, ha la facoltà di ordinare a un individuo pericoloso o sospetto di munirsi di una carta di identità e di esibirla a ogni richiesta degli ufficiali di pubblica sicurezza[5].

In pratica, l'obbligo di portare un documento di identità deriva dalle leggi di pubblica sicurezza. Il funzionario pubblico può obbligare non solo a portare il documento dalle prossime volte, ma di esibirlo al momento. Diversamente, una forza di polizia può condurre la persona in caserma e convalidare il fermo, trattenendola fino all'accertamento dell'identità. La legge non esclude che possa essere trattenuta in cella[Secondo talune fonti il fermo di polizia per identificazione non è più previsto da tempo].

In Francia[modifica | modifica wikitesto]

In Francia la carta d'identità (Carte nationale d’identité sécurisée) è utilizzata dal 1940, introdotta per l'identificazione fatta dalla Repubblica di Vichy nell'ambito dell'olocausto (un utilizzo dell'antropometria da parte dello Stato che fu sottolineato da Giorgio Agamben).

La carta d'identità francese contiene la fotografia del volto e i dati anagrafici, oltre al numero di identificazione nazionale.

In passato l'utilizzo della carta d'identità, come l'aggiornamento della stessa a cadenza periodica (10 anni) e in caso di cambio di residenza, era obbligatorio. Dal 1955 non sussiste l'obbligatorietà, ma rimane uno strumento che può essere utilizzato per dimostrare la propria identità alle forze di polizia, sebbene non è esplicitato dalla legge che il documento sia sufficiente. In ogni caso alle forze di polizia è permesso l'arresto, per non più di 4 ore, di un cittadino sprovvisto del documento, ai fini di verificarne l'identità ("vérification d'identité").

Per transazioni economiche di rilievo, in ambito bancario, è accettata più frequentemente della patente di guida.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Decreto del Ministero dell'Interno del 27/01/1994
  2. ^ circolare del Ministero dell'Interno n. 559/C.3028.1298 del 23/02/1994
  3. ^ Plastificazione carta identità, Comune di Villacortese, Data pubblicazione 10-11-2005. URL consultato il 23 marzo 2009.
  4. ^ art. 651 del codice penale
  5. ^ Testo Unico Leggi di Pubblica Sicurezza del 18 giugno 1931, n. 773 (T.U.L.P.S.), art. 4

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