Carta d'identità elettronica italiana
La carta d'identità elettronica (CIE) è il documento di identificazione destinato a sostituire la carta d'identità cartacea sul territorio italiano. A decorrere dal 1º gennaio 2006, la carta d'identità su supporto cartaceo è sostituita, all'atto della richiesta del primo rilascio o del rinnovo del documento, dalla carta d'identità elettronica (articolo 7-vicies ter del decreto-legge 31 gennaio 2005, n. 7, convertito della Legge 31 marzo 2005 n. 43).
Alla fine del 2009 sono state emesse circa 1,8 milioni di CIE da circa 180 Comuni.
Indice |
[modifica] Caratteristiche
Ai sensi del DM 19 luglio 2000 e successive modificazioni (in ultimo il DM 8/11/2007 n. 229) il “Ministero dell’Interno mette a disposizione delle Questure, dei Comuni, degli Uffici Consolari e dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato l'infrastruttura organizzativa, informatica e di rete del C.N.S.D. e cura la realizzazione, la gestione e la manutenzione dei servizi di sicurezza e di emissione, nonché rende disponibili ai Comuni, agli Uffici Consolari e ai centri di allestimento:
- il software della porta applicativa di accesso al Backbone, ai fini dell'utilizzazione dei servizi del C.N.S.D. da parte degli Enti emettitori;
- il software di supporto all'uso in rete del documento, ai cittadini, ai Comuni e alle amministrazioni ed enti interessati;
- il servizio di convalida I.N.A., attraverso backbone del C.N.S.D., direttamente dall'I.N.A.;
- il servizio di validazione dei certificati digitali CIE, realizzato sullo standard OCSP (RFC 2560) per i sistemi che erogano servizi tramite il documento;
- i software di sicurezza e di emissione, finalizzati a garantire l'integrità, l'accessibilità e la riservatezza delle informazioni nelle fasi di compilazione, allestimento, stampa, rilascio, aggiornamento, rinnovo e verifica dei documenti ai Comuni e ai CAPA nonché finalizzati a garantire l'integrità e la sicurezza delle comunicazioni telematiche tra C.N.S.D., Comuni e centri di allestimento.
Il Ministero dell’Interno C.N.S.D. fornisce ai Comuni che acquisiscono in autonomia postazioni di emissione conformi alle specifiche tecniche pubblicate sul sito del Ministero stesso il necessario software di sicurezza ed emissione, nonché i relativi aggiornamenti.“. Il software di sicurezza ed emissione, e i relativi aggiornamenti vengono assicurati dall’Università degli Studi di Roma di Tor Vergata nell’ambito dell’accordo istituzionale con il Ministero dell’Interno.
Di materiale plastico e formato tipo "bancomat" o tesserino del codice fiscale, il supporto della carta d'identità elettronica è prodotto dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, che provvede anche alla sua inizializzazione, procedura che rende la carta equivalente a un documento in bianco. A tale procedura segue la formazione, che è la fase in cui il CNSD del Ministero dell’Interno e il Comune interagiscono, utilizzando il software di sicurezza ed emissione, per scrivere sulla carta e nel microprocessore i dati identificativi del titolare. Per conoscere l'identità della persona non sarà necessario introdurre la carta in un lettore: le generalità e la fototessera del titolare saranno stampate sulla carta e saranno quindi leggibili chiaramente. Il supporto fisico deve essere conforme alle norme ISO/IEC 7816 (International Organization for Standardization).
La carta d'identità elettronica contiene i seguenti campi:
- Comune di rilascio del documento
- Cognome
- Nome
- Luogo di nascita
- Data di nascita
- Sesso
- Estremi dell'atto di nascita
- Statura
- Comune di residenza
- Indirizzo
- Data di emissione
- Data di scadenza
- Cittadinanza
- Codice fiscale
- Firma
- Validità per l'espatrio o eventuale annotazione in caso di non validità.
Sulla CIE sono inoltre presenti:
- Dizione della Repubblica Italiana e stemma;
- Numero assegnato al documento (presente sulla parte anteriore, in basso a destra, di fianco alla statura ed è scritto in grigio);
- Fotografia del titolare;
- Ologramma di sicurezza;
- Banda ottica a lettura laser
- microprocessore, contenente delle chiavi crittografiche che permettono al titolare della carta di identificarsi in maniera sicura presso sistemi automatici. L'utilizzo delle chiavi è vincolato alla conoscenza di un codice numerico (PIN) consegnato al titolare all'atto del rilascio. L'utilizzo del microprocessore consente di evitare che le chiavi private dell'utente possano essere estratte dalla carta, rendendo più sicuro il loro utilizzo, e in generale garantisce una migliore protezione dei dati presenti. Nel microprocessore oltre ai dati sopra indicati possono anche essere facoltativamente memorizzati i Modelli delle impronte digitali del dito indice di ogni mano.
Il microprocessore è predisposto per contenere anche dati e servizi aggiuntivi, in particolare un servizio di firma digitale. Nella memoria del microprocessore per l'uso della CIE, come strumento di accesso ai servizi in rete, risiederanno presso il CNSD la lista dei certificati CIE revocati e i sistemi di convalida anagrafica dell'INA anche per l'uso della CIE, come strumento di accesso ai servizi in rete.
In base al Codice dell'Amministrazione Digitale, il microprocessore della carta d'identità elettronica potrà contenere, a richiesta dell'interessato, ove si tratti di dati sensibili:
- L'indicazione del gruppo sanguigno;
- Le opzioni di carattere sanitario previste dalla legge;
- I dati biometrici previsti dalla legge, con esclusione, in ogni caso, del DNA;
- Tutti gli altri dati utili al fine di razionalizzare e semplificare l'azione amministrativa e i servizi resi al cittadino, anche per mezzo dei portali, nel rispetto della normativa in materia di riservatezza;
- Le procedure informatiche e le informazioni occorrenti per la firma elettronica.
La carta d'identità elettronica e la Carta nazionale dei servizi sono gli unici strumenti di autenticazione previsti dal Codice dell'Amministrazione Digitale per l'accesso ai servizi web erogati dalle Pubbliche Amministrazioni. In via transitoria sono ammesse anche altre modalità, meno sicure, come quelle basate sulla coppia nome utente e password.
[modifica] Distribuzione
Nonostante la distribuzione della CIE non sia stata ancora portata a regime in tutto il territorio nazionale, numerosi comuni, di propria iniziativa e a proprie spese, si sono aggiunti agli iniziali comuni-campione che ricevettero nel 2004 le apparecchiature necessarie al suo rilascio. Al 31 dicembre 2009 risultano emesse circa 1.800.000 CIE. Successivamente al DM 229 del 8/11/2007 del Ministero dell'Interno sono inoltre stati realizzati numerosi esempi di Centri di allestimento della CIE in forma associata. Questo permette ai piccoli comuni di associarsi ad un comune più grande cui demandare la fase di stampa della CIE, la più onerosa in termini organizzativi ed economici. In tal modo, mantenendo l'emissione della CIE a vista presso gli sportelli comunali, i comuni più piccoli possono semplicemente acquisire i dati del cittadino e trasmetterli in via telematica al comune più grande dotato di centro di stampa. Una volta stampata la CIE questa viene inizializzata e consegnata al cittadino dal proprio comune.