Carrozza UIC-X

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Carrozza UIC-X
Carrozza
Convoglio di carrozze UIC-X a Roma Termini. Giugno 1995
Convoglio di carrozze UIC-X a Roma Termini. Giugno 1995
Anni di progettazione 1963
Anni di costruzione 1964-1985
Anni di esercizio 1966 - oggi
Quantità prodotta 4300 unità prodotte in 6 serie, di cui meno di 2000 ancora circolanti
Dimensioni 26.400 x 2.825 x 4.050 mm
Capacità 60 posti di prima classe o 72 di seconda nelle configurazioni più comuni
Quota del piano di calpestio 1.223 mm
Interperno 19.000 mm
Passo dei carrelli 2.500 mm
Massa vuoto tra 40 e 48 ton, a seconda dell'allestimento e della serie
Velocità massima omologata 160 km/h, 180 km/h o 200 km/h, a seconda della serie

Le carrozze tipo UIC-X[1][2][3] sono carrozze ferroviarie destinate in prevalenza al trasporto passeggeri su treni a media e lunga percorrenza. Realizzate nel 1963, sono il risultato di un progetto europeo che prevedeva la realizzazione di carrozze standard, uguali per tutta l'Europa. In Italia sono state realizzate anche in versione semipilota solo come trasformazioni.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le carrozze UIC-X hanno rappresentato una svolta per il mondo ferroviario[senza fonte], poiché vennero prodotte in un numero considerevole di esemplari, pari a 4300 unità. Fu la seconda famiglia di carrozze (dopo le tipo Y) ad essere costruita secondo logiche di standardizzazione e di interoperabilità tra i diversi sistemi ferroviari europei[Anche le carrozze precedenti erano utilizzabili in servizio internazionale].

Progettate nel 1963[senza fonte], rappresentavano un salto in avanti per quanto riguarda la qualità, staccandosi dagli standard delle altre vetture precedenti, grazie anche alla scelta di dotarle delle migliori attrezzature di bordo allora esistenti[senza fonte] in quanto a sospensioni, insonorizzazione, vetrocamere e illuminazione. Sono state le prime carrozze in Italia ad essere dotate di protezioni in gomma sull'intercomunicante, per agevolare il passaggio da una carrozza all'altra[senza fonte].

Carrozza semipilota UIC-X a Santhià

Dal punto di vista tecnico la separazione strutturale tra le varie parti del telaio della cassa in sottomoduli (imperiale, fiancate) le rendeva più economiche da produrre e più semplici da assemblare.[senza fonte] L'insonorizzazione in fibra di amianto[senza fonte] con l'invecchiamento del veicolo si è dimostrata un problema, e negli ultimi anni l'intera flotta è stata sottoposta a revamping e riqualificazione, mentre molte carrozze troppo usurate sono state demolite.

Nella versione di prima classe potevano portare 60 passeggeri distribuiti in 10 scompartimenti. Nella seconda classe gli scompartimenti salivano a 12, per un totale di 72 posti più 15 strapuntini. Sono state prodotte anche versioni miste delle stesse, con 30 posti di prima classe e 36 di seconda ognuna.

Nel tempo sono state realizzate anche altre varianti dello stesso tipo di carrozza: variante a cuccette (60 per carrozza), carrozze bar e carrozze ristorante, carrozze barellate, blindate per trasporto detenuti, bagagliai e postali.

Carrozza UIC-X (sottoposta a revamping) in livrea XMPR per servizio interregionale a Roma, giugno 2006.

Vista l'entità, il progetto UIC-X è stato suddiviso da FS in 6 diversi ordini[senza fonte], con modifiche e aggiornamenti tecnici tra un lotto e l'altro. I modelli più arretrati sono stati poi rimodernati durante le manutenzioni periodiche. Nel 1970, tra la 3ª e la 4ª serie è stato introdotto l'impianto di climatizzazione.

Tuttavia, con il progressivo invecchiamento della flotta, tra gli anni novanta e il 2005 la Divisione Trasporto Regionale di Trenitalia ha acquisito dalla Divisione passeggeri nazionale alcune centinaia di UIC-X, trasformandole da veicoli per lunghe distanze a veicoli pendolari. La scelta si è dimostrata tuttavia poco saggia[valutazione fatta da chi?], a causa dell'eccessiva altezza delle strette porte di salita che rendono poco agevole l'accesso, per la capienza ridotta e per l'obsolescenza delle parti strutturali e funzionali[senza fonte] che le rendono oramai troppo poco confortevoli.

Il 5 agosto 2014 l'ultima vettura ristoro del gruppo, la X 61 83 85-70 014 BR, è stata salvata da Fondazione FS Italiane dalla demolizione. Prima di partire per lo scalo demolitore la carrozza si trovava presso la stazione di San Giuseppe di Cairo[4].

Livree[modifica | modifica sorgente]

Livree italiane[modifica | modifica sorgente]

I tipi di livree utilizzate per le carrozze UIC-X

Le livree italiane adottate dalle carrozze UIC-X sono: grigio ardesia e rosso fegato utilizzato senza distinzione di servizio e le livree XMPR, la livrea di Trenitalia per i treni regionali, interregionali e InterCity rispettivamente per il trasporto regionale, interregionale, a lunga distanza e notte.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Azienda autonoma delle Ferrovie dello Stato, Relazione annuale - 1974, op. cit.
  2. ^ Azienda autonoma delle Ferrovie dello Stato, Relazione annuale - 1981, op. cit.
  3. ^ Azienda autonoma delle Ferrovie dello Stato, Relazione annuale - 1977, op. cit.
  4. ^ La UIC-X "ristoro" risparmiata dalla demolizione

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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