Carrozza Eurofima

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Carrozza Eurofima
Carrozza
Una carrozza Eurofima delle FS, nella livrea arancio originaria
Una carrozza Eurofima delle FS, nella livrea arancio originaria
Anni di progettazione 1973
Anni di costruzione 1973 - 1979
vetture italiane: 1977 - 1979
Anni di esercizio 1975 - oggi
vetture italiane: 1977-oggi
Quantità prodotta 500 più 10 carrozze prototipo
In dotazione all'Italia: 100 + 3
Costruttore Fiat Ferroviaria e altri
Dimensioni 26.400 x 2.825 x 4.050 mm
Capacità 54 in 1ª classe o 66 in 2a + 18 su strapuntino
Interperno 19.000 mm
Passo dei carrelli 2.560 mm
Massa vuoto 42 t
Diametro ruote motrici 920 mm
Velocità massima omologata 200 km/h

Le carrozze Eurofima sono veicoli ferroviari per trasporto di passeggeri costruite dall'Eurofima, per gli operatori ferroviari nazionali italiano (FS), tedesco (DB), francese (SNCF), belga (SNCB), austriaco (ÖBB) e svizzero (FFS).

Generalità[modifica | modifica sorgente]

Su una produzione totale di 510 veicoli commissionati nel 1973, l'Italia ne ha acquisiti 103, suddivisi in tre prototipi fuori serie, 30 prima classe e 70 seconda classe.

Le 500 unità di serie furono acquisite dalle DB, FS, ÖBB, SNCF con 100 carrozze ciascuna, dalle FFS con 20 carrozze tutte di 1ª classe, e dalle SNCB con 80 carrozze.[1]

Le Eurofima sono carrozze specifiche per il traffico a lunga percorrenza, che nelle intenzioni dei costruttori dovevano andare a sostituire le UIC-X più vecchie nei treni internazionali più prestigiosi.

Ogni veicolo può trasportare 54 passeggeri in prima classe in 9 scompartimenti oppure 66 della seconda classe in 11 scompartimenti più 18 su strapuntini.

Nella costruzione di questi veicoli è stato utilizzato per la prima volta il concetto di cassa in profilati d'acciaio e lamiera, con finiture in vetroresina: questo concetto altamente innovativo è stato poi perfezionato sui veicoli Z1.

Un'altra innovazione introdotta su questi mezzi è rappresentata dalle porte a tenuta ermetica, con chiusura a filo del bordo esterno della cassa, che avevano il vantaggio di rendere il veicolo molto più silenzioso e aerodinamico, e di proteggere i passeggeri dalle onde di pressione generate dall'ingresso nelle gallerie o dall'incrocio con altri treni.

Premesse[modifica | modifica sorgente]

Progetto[modifica | modifica sorgente]

Costruzione[modifica | modifica sorgente]

La costruzione delle carrozze è stata ripartita tra sei aziende: Linke-Hoffmann-Busch (100 di 1ª classe), Alsthom (100 di 1ª classe), FIAT Ferroviaria Savigliano (80 di 2ª classe), La Brugeoise et Nivelles (40 di 1ª classe e 60 di 2ª classe), Jenbacher Werke (55 di 1ª classe), Simmering-Graz-Pauker (65 di 2ª classe).[1]

Parte meccanica[modifica | modifica sorgente]

Cassa[modifica | modifica sorgente]

Per le carrozze fu scelta la colorazione arancione con strisce grigio chiaro, adottata con qualche eccezione perché le ferrovie tedesche verniciarono parte delle carrozze loro assegnate con la livrea TEE rosso-crema, mentre le ferrovie francesi optarono per la livrea Corail.[1]

Carrelli[modifica | modifica sorgente]

Sono dotate di climatizzatore di serie e su tutti i veicoli di serie sono stati dotati di carrelli di produzione Fiat Ferroviaria modello Fiat Y 270, mentre il primo prototipo italiano montava carrelli Breda e gli altri due prototipi carrelli Fiat da 2500 mm.

Carrelli: Corazza p. 56 Santanera p. 138

Impianti[modifica | modifica sorgente]

Impianto di frenatura[modifica | modifica sorgente]

Impianto elettrico[modifica | modifica sorgente]

Impianto di climatizzazione[modifica | modifica sorgente]

Caratteristiche dei singoli tipi[modifica | modifica sorgente]

Carrozza a scompartimenti[modifica | modifica sorgente]

Bagagliaio postale[modifica | modifica sorgente]

Ordinazioni[modifica | modifica sorgente]

Una carrozza Eurofima delle SNCB.

Costruzione[modifica | modifica sorgente]

Autorizzazione all'esercizio dopo le prove di tipo della prima Z1 consegnata, ordinazione 27 dicembre 1985: treno di prova sulla DD Roma-Firenze, vmax=200 km/h, treno di E.447, Z, carrozza oscillografica. Fonte: Notizie flash, in I treni oggi, 8 (1987), n. 72, p. 5

Esercizio[modifica | modifica sorgente]

Trasformazione[modifica | modifica sorgente]

Nonostante la profusione di sforzi, il progetto Eurofima è risultato un sostanziale fallimento, decretato dalla ridotta entità degli ordini.[senza fonte] Con sole 500 carrozze distribuite in sei stati la manutenzione si è dimostrata antieconomica, in particolare per il convertitore statico molto diverso da quelli dei veicoli preesistenti. In Italia si è deciso di riconvertire le Eurofima in circolazione, trasformandole con un revamping pesante in Z1 e sostituendo l'intera dotazione elettrica, la strumentazione e gli arredi.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Perret, Le nuove carrozze "Eurofima", op. cit., p. 18.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giuseppe Romolo Corazza, 500 carrozze "standard" per sei reti dell'Europa, in Ingegneria ferroviaria, 29 (1974), n. 4, pp. 54–59
  • Giuseppe Romolo Corazza, L'Eurofima, in Ingegneria ferroviaria, 29 (1974), n. 4, p. 60
  • Renzo Perret, Le nuove carrozze "Eurofima", in Nuovo monitore delle strade ferrate, 2 (1976), n. 12, p. 18
  • Marcello Ghelardini, Presentiamo le carrozze «Eurofima», in La tecnica professionale, edizione Materiale e Trazione, 62 (1977), n. 8, pp. 145-150
  • Gian Guido Turchi, 100 carrozze europee per le FS, in Italmodel ferrovie, 27 (1977), n. 207, pp. 482–485
  • Luigi Morisi, I servizi ausiliari e la loro alimentazione nelle carrozze "Eurofima" in Ingegneria ferroviaria, 33º, nº 2, Roma, Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani, febbraio 1978, pp. pp. 201-207.
  • Fabio Cherubini, Carrozze FS 1983, Torino, Elledi, 1983, ISBN 88-7649-011-6, pp. 16-17, 98, 102, 170
  • Nuove carrozze per 200 all'ora, in I treni oggi, 8 (1987), n. 72, pp. 25-27
  • Michele Mingari, Dieci anni di carrozze e carri, in I treni oggi, 11 (1990), n. 100, pp. 32-43
  • Riccardo Carugati, Vittorio Cervigni, Nuove carrozze Z a salone, in I treni oggi, 11 (1990), n. 104, pp. 15–21
  • Oreste Santanera, I treni FIAT. Ottant'anni di contributo Fiat alla tecnica ferroviaria, Milano, Automobilia, 1997, ISBN 88-7960-045-1, pp. 138 carrelli
  • Vittorio Cervigni, Zeta di tutti i colori, in I treni, 18 (1997), n. 179, pp. 26-29
  • Angelo Nascimbene, Carrozze FS 1998, in Tutto treno, 14 (1999), n. 120, pp. 12-15
  • Michele Mingari, Le carrozze degli anni '70, in Tutto treno, 14 (2002), n. 149, pp. 26-32
  • Evaristo Principe, Nozioni sui veicoli FS per viaggiatori, Vicenza, Editrice Veneta, 2002, ISBN 88-8449-173-8, pp. 11-12, 285-287
  • [Fine dei tre prototipi] Notizie flash, in I treni oggi, 7 (1986), n. 58, p. 6
  • Pagina dei lettori. Destino di prototipi, in I treni, 25 (2004), n. 256, p. 11
  • Luigi Voltan, Carrozze FS, 2. volume, Dalle Tipo UIC-Y alle Progetto 901, Albignasego, Duegi Editrice, 2009, ISBN 88-900979-9-X, pp. 11-21, 32-40, 51, 54-57, 106-108, 152-157, 175-176, 220-221, 224

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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