Carrozza a due piani tipo 1979

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Carrozza a due piani tipo 1979
Carrozza
Carrozze e semipilota due piani in livrea originaria FS fotografata presso la stazione di Udine, giugno 1997
Carrozze e semipilota due piani in livrea originaria FS fotografata presso la stazione di Udine, giugno 1997
Anni di progettazione 1978
Anni di costruzione 1980-1991
Anni di esercizio 1981 - oggi
Quantità prodotta 382 rimorchiate e 78 semipilota prodotte in 4 serie
Costruttore Officine Casaralta
Lunghezza 24 280 mm
Larghezza 2 846 mm
Altezza 4 320 mm
Capacità 161 pax sulle rimorchiate, 143 sulle semipilota
Quota del piano di calpestio piano inferiore: 385 mm;
piano superiore: 2 306 mm;
estremità: 1 275 mm;
vestiboli: 990 mm
Interperno 17 800 mm
Passo dei carrelli 2 400 mm
Massa vuoto 42 t
Velocità massima omologata 140 km/h

Le carrozze a due piani tipo 1979, sono carrozze ferroviarie progettate per il servizio suburbano e regionale ad alta frequentazione di passeggeri.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni settanta, con l'affermazione del pendolarismo di massa verso le grandi città, le Ferrovie dello Stato si sono trovate a dover potenziare in poco tempo la capacità dei propri servizi. In particolare, le vetture deputate al servizio suburbano e locale con grande numero di passeggeri era ancora effettuato, in larga parte, dalle obsolete carrozze Centoporte e Corbellini. Vi era quindi forte necessità di sostituire il vecchio materiale rotabile non più adatto alle esigenze di trasporto di un gran numero di passeggeri in ambito locale, con percorsi brevi e necessità di facile e veloce incarrozzamento, con nuovo materiale di concezione moderna, funzionale e di facile manutenzione.

In Francia, presso le SNCF, erano già in esercizio dal 1975 moderne carrozze a due piani concepite per servizio suburbano e regionale, progettate dalla CIMT Lorraine, denominate VO-2N (Voiture Omnibus à deux niveaux, successivamente chiamate anche VB-2N: Voiture de Banlieue à deux niveaux). Si decise quindi di produrre su licenza tali carrozze, sulla base di questo progetto nato su specifica francese, con poche modifiche esterne ed interne. Le FS commissionarono la produzione alle Officine Casaralta di Bologna, dalle quali le carrozze presero il loro soprannome e come vengono talvolta nominate gergalmente, Casaralta. Vennero inizialmente classificate nB o nA; la prima livrea utilizzata era caratterizzata dal fondo grigio beige con fasce arancio e viola.

Come tipologia di carrozza, la carrozza a due piani, nella sua prima configurazione senza copertura del piano superiore, fu costruita a partire dalla fine del 1800 in Prussia. In Francia furono utilizzate a partire dagli anni venti.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Le carrozze doppio piano sono state ideate per aumentare il numero di passeggeri trasportabili da un singolo treno: la differenza in termini di posti a sedere tra una Doppio Piano ed una carrozza Vicinale Piano Ribassato è del 60% in più, su veicoli di lunghezza simile e di peso identico.[senza fonte]

Costituite da una cassa in acciaio speciale con rame, venivano allestite con utilizzo massiccio di legno e laminati plastici, risultando molto leggere tanto da pesare meno di altre carrozze monopiano. La grande capacità di carico passeggeri consentiva di assemblare convogli di capienza maggiore rispetto a carrozze monopiano, come le già citate Corbellini e Centoporte ed anche rispetto alle carrozze a pianale ribassato. Le Doppio Piano consentivano inoltre un utilizzo ottimale in stazioni con marciapiedi corti come quelle appunto suburbane e cittadine.[senza fonte] La struttura e gli arredi interni essenziali consentivano operazioni di manutenzione e, eventualmente, la riparazione di vandalismi, diffusi in ambito suburbano, agevole e veloce, diminuendo i tempi di fermo della vettura.[senza fonte] Le ampie porte scorrevoli, di facile apertura, con dimensioni maggiori di quelle delle carrozze normali (1 800 mm di larghezza invece dei 1 400 di una carrozza monopiano), consentivano un incarrozzamento facile e veloce anche in occasione di notevole affollamento di passeggeri (tipica condizione dei treni suburbani nelle ore di punta); non erano presenti vestiboli ma solo zone di transito in corrispondenza delle porte, con scale per la salita al piano superiore e per la discesa al piano inferiore. Il piano superiore era dotato di finestrini con parziale apertura verso il basso mediante manovella, tendina parasole scorrevole e barre di protezione longitudinali; i finestrini del piano inferiore erano scorrevoli verso il basso sempre con tendina parasole.

Carrozza a due piani in livrea XMPR

L'unica vera evoluzione tecnologica di questi mezzi è l'adozione di sospensioni pneumatiche invece delle tradizionali sospensioni a molle, montati su carrelli speciali ribassati ed a passo corto, costruiti appositamente e chiamati "Fiat 2P".[senza fonte]

Queste vetture sono in fase di ristrutturazione con il montaggio di sedili singoli in sostituzione degli originali divanetti in tessuto e l'installazione dell'aria condizionata, la velocità d'esercizio è di 140 km/h.[A quale periodo temporale ci si riferisce?]

Una semipilota in livrea XMPR.

Pur essendo state costruite tutte con dotazioni di sola seconda classe, nei primi anni 2000 si è provveduto al riadattamento di alcuni esemplari con aree di prima classe: una scelta a detta di molti poco felice, visto che sui treni regionali la prima classe è poco sfruttata e le carrozze in questione sono poco adatte a treni a lunga percorrenza.[senza fonte] Queste carrozze sono tuttora esistenti, per quanto declassate, e sono usate in composizione con altre Doppio Piano normali.[senza fonte]

Sono stati prodotti anche esemplari semipilota per convogli a trazione elettrica TE, dalla caratteristica testata bombata, parte delle quali, nel tempo, avevano ricevuto livree pubblicitarie mediante pellicolature perdendo l'originale livrea bianco-grigio-arancione-viola. A partire dagli anni novanta le Doppio Piano portate in manutenzione sono state tutte ri-pellicolate con la livrea unificata XMPR.

Servizio con altre imprese ferroviarie[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie del Sud-Est[modifica | modifica wikitesto]

Carrozze delle FSE

Nel 1998 le officine Casaralta fornirono alle Ferrovie del Sud Est otto carrozze a due piani dello stesso tipo fornito alle FS e alle FNM, due delle quali semi-pilota, in livrea arancio-grigio-viola. Sulle linee FSE le carrozze sono andate a formare due treni navetta in servizio sulla linea Bari-Martina Franca, trainati dalle locomotive DE.122 o BB.150. Al 2014 risultano in servizio sei carrozze: due rimorchiate non pilota sono accantonate per fornire pezzi di ricambio.

Ferrovie Nord Milano[modifica | modifica wikitesto]

Una composizione di carrozze FNM (in testa la EAB.850-10) in sosta a Saronno

Con l'acquisizione (1974) delle "Nord" da parte della Regione Lombardia[1] si rese necessario rinnovare il parco rotabili e gli impianti, ritenuti ormai vetusti[2]. A tal fine la Regione affidò alle società Metropolitana Milanese e Italconsult l'incarico di redigere un piano per la ristrutturazione delle FNM[1].

Il piano fu presentato nel 1975[3], e nei tre anni successivi si discusse sulla tipologia di materiale rotabile da ordinare: fu solo nell'autunno 1978 che si optò per suddividere le ordinazioni tra il Consorzio GAI, la SOCIMI e le Officine di Casaralta. Il materiale consisteva in 12 elettromotrici, 28 rimorchiate a un piano e 24 carrozze a due piani[4] simili a quelle utilizzate sulle linee della banlieue di Parigi[5]. La consegna delle rimorchiate era prevista nel 1980, quella delle elettromotrici l'anno successivo[4].

Nel 1980 le Ferrovie Nord Milano ordinarono alle Officine Casaralta di Bologna la costruzione di un certo numero di carrozze Doppio Piano per i servizi sulle loro linee,[Non è specificato che queste vetture precedettero quelle FS e non ne è indicata la quantità] mantenendone l'originale livrea bianco-giallo oro[non chiaro] della francese SNCF (variando solo il logo e la marcatura), i cui esemplari hanno eseguito alcune corse prova sulla rete sociale. Le vetture a doppio piano costituivano il primo segno di rinnovamento del parco mezzi della società ferroviaria lombarda. A causa dell'insufficiente prestazione dei locomotori sociali E.600 ed E.610, le FNM dovettero noleggiare alcuni locomotori E.626 dalle allora FS per trainare i pesanti treni composti da cinque vetture doppio piano ed un carro chiuso serie G FNM, contenente apparecchiature necessarie alla trasformazione della tensione da alta (3 000 V) a media (380 V), per il funzionamento delle utenze elettriche delle vetture.[senza fonte]

Nel 1987 venne consegnata alle FNM una seconda serie di diciotto carrozze[6].

Negli anni '90 le FNM ordinarono sei locomotori classificati E.620-01/06, versione "ridotta" a 4 assi/4 motori delle E.633 "Tigre" delle FS (da qui il nome "Tigrotto"). Tali macchine, essendo predisposte per il funzionamento in telecomando, vennero messe in composizione a vetture a due piani con vettura semipilota, dando origine a composizioni bloccate reversibili. Essendo atte ad erogare corrente in alta tensione alle vetture mediante REC, non erano più necessari i carri tipo G generatori/trasformatori.[senza fonte]

Le doppio piano venivano anche messe in composizione alle nuove elettromotrici EB.750 analoghe alle ALe 724 FS. Tali composizioni circolano attualmente, con elettromotrice EB.750, 1 o 2 rimorchiate intermedie e semipilota due piani, in singola o doppia composizione (fino a 8 pezzi). Le locomotive E.620 sono state progressivamente accantonate e radiate.[A quale periodo ci si riferisce?]

Anche le vetture a due piani FNM ricevettero la livrea bianco-verde-blu secondo l'ultimo schema adottato da FNM nel corso degli anni '90. Tali vetture sono ancora in servizio sulla rete sociale FNM e nel Passante ferroviario di Milano, con il logo "Ferrovie Lombarde"

A differenza delle carrozze FS, le carrozze pilota appartenenti a FNM (ex-LeNord, ora confluite nel parco Trenord) sono dotate di gancio automatico Scharfenberg in luogo del gancio a vite e tenditore, per rendere più agevole l'accoppiamento tra composizioni bloccate trainate dalle elettromotrici EA.750.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Cornolò (1979), op. cit., p. 179
  2. ^ Cornolò (1979), op. cit., p. 178
  3. ^ Cornolò (1979), op. cit., p. 181
  4. ^ a b Cornolò (1979), op. cit., p. 183
  5. ^ Mario Righetti, Tra due anni sulle ferrovie Nord i treni a due piani come a Parigi, Corriere della Sera, 10 agosto 1978, pubblicato in Cornolò (1979), op. cit., p. 182; l'articolo riporta un'ordinazione di 25 carrozze.
  6. ^ Notizie flash, in "I Treni Oggi" n. 71 (maggio 1987)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Cornolò, Cento anni di storia... delle Ferrovie Nord Milano, Globo Edizioni, Trento, 1979, pp. 177-183
  • Giovanni Cornolò, In servizio le «due piani» sulle FNM, in "I Treni Oggi" n. 1 (settembre 1980)
  • Azienda autonoma delle Ferrovie dello Stato, Relazione annuale - 1981, 1982.
  • Pietro Marra, Rotaie a Sud Est. Ferrovie da Bari al Capo di Leuca. Da Bastogi, ai Bombrini, ai nostri giorni., PGM, Bagnacavallo (RA), 2014, ISBN 978-88-909824-0-8, pp. 304-306

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