Carrozza Due Piani

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Carrozza Due Piani
Carrozza
Carrozze e semipilota Due Piani in livrea originaria. Fotografata presso la stazione di Udine, giugno 1997
Carrozze e semipilota Due Piani in livrea originaria. Fotografata presso la stazione di Udine, giugno 1997
Anni di progettazione 1978
Anni di costruzione 1980-1991
Anni di esercizio 1981 - oggi
Quantità prodotta 382 rimorchiate e 78 semipilota prodotte in 4 serie
Costruttore Officine Casaralta
Dimensioni 24.280 x 2.846 x 4.320 mm
Capacità 161 pax sulle rimorchiate, 143 sulle semipilota
Quota del piano di calpestio piano inferiore: 385 mm; piano superiore: 2.306 mm; estremità: 1.275 mm; vestiboli: 990 mm
Interperno 17.800 mm
Passo dei carrelli 2.400 mm
Massa vuoto 42 ton
Velocità massima omologata 140 km/h

Le Carrozze Due Piani Tipo 1979 sono carrozze ferroviarie a due piani pensate per aumentare il numero di passeggeri trasportabili da un singolo treno: la differenza in termini di posti a sedere tra una Due Piani e una carrozza Vicinale Piano Ribassato è del 60% in più, su veicoli di lunghezza simile e di peso identico.

Sono state prodotte anche carrozze semipilota Due Piani.

Negli anni settanta, con l'affermazione del pendolarismo di massa verso le grandi città le Ferrovie dello Stato si sono trovate a dover potenziare in poco tempo la capacità dei propri servizi.

Le Due Piani, prodotte dalle Officine Casaralta di Bologna, pur non essendo mezzi molto avanzati tecnologicamente né particolarmente innovativi (il doubledecker, o carrozza a due piani, nasce già alla fine del 1800 in Prussia e viene sviluppato in Francia negli anni venti), si sono dimostrate essere una soluzione efficiente e rapida ad una serie di gravi problemi che le Ferrovie dello Stato stavano affrontando in quel periodo.

Innanzi tutto erano carrozze molto leggere, grazie alla cassa in acciaio speciale al rame e all'utilizzo massiccio di legno e laminati plastici, tant'è che pesavano meno di alcune carrozze monopiano ancor oggi in circolazione. L'alta capacità permetteva di creare convogli più capienti e più corti, meglio adatti all'utilizzo su stazioni corte come quelle suburbane. La costruzione spartana e gli arredi interni molto semplici rendevano la manutenzione molto rapida anche in caso di vandalismi, frequenti in aree cittadine. Le porte di dimensioni notevoli, 1800 mm contro i 1400 di una normale monopiano, pur in assenza di vestiboli ribassati permettevano un incarrozzamento agevole e molto veloce anche in condizione di sovraffollamento.

Una Due Piani in livrea XMPR. Sono evidenti le porte allargate per rendere più rapido l'incarrozzamento.

L'unica vera evoluzione tecnologica di questi mezzi è l'adozione di sospensioni pneumatiche invece delle tradizionali sospensioni a molle, montati su carrelli speciali ribassati e a passo corto, costruiti appositamente e chiamati "Fiat 2P". Queste vetture sono in fase di ristrutturazione con il montaggio di sedili singoli in sostituzione degli originali divanetti in tessuto e l'installazione dell'aria condizionata, la velocità d'esercizio è di 140 km/h.

Una semipilota in livrea XMPR.

Pur essendo state costruite tutte con dotazioni di sola seconda classe, nei primi anni 2000 si è provveduto al riadattamento di alcuni esemplari con aree di prima classe: una scelta a detta di molti poco felice, visto che sui treni regionali la prima classe è poco sfruttata e le carrozze in questione sono poco adatte a treni a lunga percorrenza. Queste carrozze sono tuttora esistenti, per quanto declassate, e sono usate in composizione con altre Due Piani normali.

Sono stati prodotti anche esemplari semipilota per convogli a trazione elettrica TE, dalla caratteristica testata bombata, parte delle quali, nel tempo, avevano ricevuto livree pubblicitarie mediante pellicolature perdendo l'originale livrea bianco greggio-arancio-viola. A partire dagli anni '90 le Due Piani portate in manutenzione sono state tutte ri-pellicolate con la livrea unificata XMPR.

Altre società ferroviarie [modifica]

Le carrozze Due Piani sono in servizio anche presso le Ferrovie del Sud Est specialmente nei treni pendolari delle ore di punta. Sono in servizio anche alcune carrozze semi-pilota. Nelle Sud Est queste carrozze hanno conservato la loro livrea arancio-grigio-viola originale.

Nel 1980 le Ferrovie Nord Milano acquistarono dalle Officine Casaralta di Bologna un certo numero di carrozze Due Piani per i servizi sulle loro linee, mantenendone l'originale livrea bianco-giallo oro della francese SNCF (variando solo il logo e la marcatura), i cui esemplari hanno eseguito alcune corse prova sulla rete sociale. Le vetture a doppio piano costituivano il primo segno di rinnovamento del parco mezzi della società ferroviaria lombarda. A causa dell'insufficiente prestazione dei locomotori sociali E.600 ed E.610, le FNM dovettero noleggiare alcuni locomotori E.626 dalle allora FS per trainare i pesanti treni composti da 5 vetture doppio piano e un carro chiuso serie G FNM, contenente apparecchiature necessarie alla trasformazione della tensione da alta (3000V) a media (380V), per il funzionamento delle utenze elettriche delle vetture.

Negli anni 90 le FNM ordinarono 6 locomotori classificati E.620-01/06, versione "ridotta" a 4 assi/4 motori delle E.633 "Tigre" delle FS (da qui il nome "Tigrotto"). Tali macchine, essendo predisposte per il funzionamento in telecomando, vennero messe in composizione a vetture a due piani con vettura semipilota, dando origine a composizioni bloccate reversibili. Essendo atte ad erogare corrente in alta tensione alle vetture mediante REC, non erano più ecessari i carri tipo G generatori/trasformatori. Le doppio piano venivano anche messe in composizione alle nuove elettromotrici EB 750 analoghe alle ALe 724 FS. Tali composizioni circolano attualmente, con elettromotrice EB 750, 1 o 2 rimorchiate intermedie e semipilota due piani, in singola o doppia composizione (fino a 8 pezzi). Le locomotive E.620 sono state progressivamente accantonate e radiate.

Anche le vetture a due piani FNM ricevettero la livrea bianco-verde-blu secondo l'ultimo schema adottato da FNM nel corso degli anni 90. Tali vetture sono ancora in servizio sulla rete sociale FNM e nel Passante ferroviario di Milano, con il logo "Ferrovie Lombarde"

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