Carpino (Italia)

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Carpino
comune
Carpino – Stemma
Carpino – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Puglia – stemma Puglia
Provincia Foggia – stemma Foggia
Sindaco Rocco Manzo (lista civica) dal 29/05/2007
Territorio
Coordinate 41°45′0″N 15°50′30″E / 41.75°N 15.84167°E / 41.75; 15.84167 (Carpino)Coordinate: 41°45′0″N 15°50′30″E / 41.75°N 15.84167°E / 41.75; 15.84167 (Carpino)
Altitudine 147 m s.l.m.
Superficie 82,49 km²
Abitanti 4 380[1] (31-12-2010)
Densità 53,1 ab./km²
Comuni confinanti Cagnano Varano, Ischitella, Monte Sant'Angelo, Vico del Gargano
Altre informazioni
Cod. postale 71010
Prefisso 0884
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 071012
Cod. catastale B829
Targa FG
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti carpinesi=grandi ciddoni
Patrono san Cirillo
Giorno festivo 18 maggio - Festa di San Cirillo

16 agosto - Festa di San Rocco Ottobre - Festa della Madonna

Localizzazione
Carpino è posizionata in Italia
Carpino
Posizione del comune di Carpino nella provincia di Foggia
Posizione del comune di Carpino nella provincia di Foggia
Sito istituzionale

Carpino è un comune italiano di 4.403 abitanti della provincia di Foggia in Puglia. Fa parte del Parco Nazionale del Gargano e della Comunità Montana del Gargano.

È un noto centro per la produzione di olio extravergine di oliva - fa parte, infatti, delle Città dell'Olio - e delle fave di Carpino[2] ma soprattutto perché sede principale del Carpino Folk Festival, manifestazione dedicata alla riscoperta, conservazione e promozione della musica popolare italiana[3].

Indice

[modifica] Geografia

Carpino si trova nella parte settentrionale del promontorio del Gargano, tra la Foresta Umbra e il lago di Varano, verso cui degrada dopo un'escursione altimetrica di 843 m[4]. Confina con Cagnano Varano, Ischitella, Monte Sant'Angelo e Vico del Gargano e dista dal capoluogo circa 80 km[5].

Su una collinetta a 147 m s.l.m., il centro storico rappresenta un tipico esempio di architettura garganica e, più in generale, mediterranea[5], costituito da case che sembrano addossate l'una sull'altra e da un reticolato intricato di piccoli vicoli intervallati da scalinate (caratteristici dell'epoca Medievale), caratteristici poggioli detti Mugnale[6], originali balconi a ballatoio che servivano anche per trascorrere un po' di tempo all'aperto[7].

[modifica] Territorio

Il territorio è prevalentemente collinare e caratterizzato da colture di vario tipo e da pascoli. Al territorio carpinese appartiene un tratto del litorale del Lago di Varano

[modifica] Clima

Il clima, temperato per latitudine e longitudine, risente in minima parte dell'influenza del mare che mitiga i rigori invernali e le calure estive, nonché dell'influenza del vicino lago di Varano.

La temperatura media annua è di 16 °C. Il mese più freddo è gennaio (8 °C di media) ed i più caldi sono luglio e agosto (27º)[8].

Dal punto di vista legislativo il comune di Carpino ricade nella Fascia Climatica C in quanto i gradi giorno della città sono 1368, dunque limite massimo consentito per l'accensione dei riscaldamenti è di 10 ore giornaliere dal 15 novembre al 31 marzo[8].


Dati dal 1973 ad oggi,
Stazione: Foggia-Amendola
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 12 13 15 19 24 28 32 31 28 22 17 13 12,7 19,3 30,3 22,3 21,2
T. mediaC) 8 8 10 13 18 22 25 24 22 17 12 9 8,3 13,7 23,7 17 15,7
T. min. mediaC) 3 3 5 7 11 15 18 18 15 11 7 4 3,3 7,7 17 11 9,8
Precipitazioni (mm) 42 41 43 36 37 36 26 27 46 53 53 57 140 116 89 152 497
Umidità relativa (%) 80 77 74 71 69 65 61 64 68 74 79 81 79,3 71,3 63,3 73,7 71,9
Eliofania assoluta (ore al giorno) 4 5 5 7 8 9 11 10 8 6 5 4 4,3 6,7 10 6,3 6,8

[modifica] Storia

Le origini del nome

Così come quelle dell'insediamento, sono incerte le origini del toponimo. Sembrerebbe legato alla presenza di caprioli o alla presenza di luoghi di allevamento (in latino volgare Caprelis) nei dintorni di Carpino oppure alla presenza di una folta foresta di carpini che, un tempo, ricoprivano la collina di Pastromele su cui, in seguito, venne edificato il paese. Il toponimo avrebbe sarebbe stato dapprima Crapino, in seguito Caprino per poi diventare Carpino, così come scritto in un documento locale del 1628.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce storia del Gargano.

Sebbene nel suo territorio siano stati rinvenuti numerosi oggetti in pietra scheggiata risalenti all'epoca preistorica e si possano ritrovare tracce di insediamenti di epoca romana, molto probabilmente le origini di Carpino risalgono al XI secolo, quando parte degli abitanti dell'antica Uria, dopo la catastrofe che li afflisse, si rifugiarono in diverse parti del Gargano, tra cui i boschi di carpini che circondavano al tempo il Lago di Varano e che costituivano sicuramente dei luoghi più salubri dove abitare[7].

Carpino viene menzionata per la prima volta in un documento del giugno 1144, in occasione di una donazione in favore dell'Abbazia di San Leonardo di Siponto. In conseguenza dell'estensione del dominio Normanno tra il 1150 ed il 1160 sul versante settentrionale garganico, venne costruita la cinta muraria e l'imponente castello che dominava il centro storico e che venne successivamente ampliato e potenziato nella sua funzione difensiva dagli Svevi[7].

Agli Svevi, seguirono nel possesso del feudo di Carpino i Della Marra che dopo 50 anni furono spodestati dai D'Aragone per la loro disobbedienza all'erede Giovanpaolo. Venne così assegnato ai Di Sangro di Torremaggiore per un decennio, per poi essere assegnato a Troiano mormille[7]. Nel 1526 il Sacro Consiglio ordinò la vendita di Cagnano e Carpino per soddisfare i creditori del feudatario Fabrizio Mormille[7]. Il feudo venne acquistato dai Loffredo, a cui succedettero i Nava, fino ad arrivare ai Brancaccio, così come scritto su una lapide murata all'interno dell'ex chiesa del Purgatorio[7].

Negli anni Trenta del Novecento s'avvantaggiò della bonifica dell'area lacustre a valle, che fornì un rinnovato impulso allo sviluppo agricolo accanto alla pastorizia e alla lavorazione della lana.

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Architetture religiose

[modifica] Chiesa di San Cirillo

Chiesa di San Cirillo Chiesa di San Cirillo
Chiesa di San Cirillo
Portale romanico

Ignoti sono la data di erezione e il nome di chi ne ha disposto la costruzione[7]. La prima notizia risale al 1310 da Rationes Decimarum Italicae[9]. Lo stile del piccolo portale dell'entrata attualmente secondaria, ma allora principale, sicuramente romanico-pugliese, è certa testimonianza dell'esistenza di tale chiesa nel XIV secolo[7]. A quel tempo la chiesa aveva la funzione di oratorio[7]. Nel 1770 venne ristrutturata, acquisendo quello stile barocco che ancor oggi la contraddistingue, per quanto permangano alcuni elementi riconducibili ad altri stili antecedenti come l'antico portale principale (oggi laterale) in stile romanico[7].

Al suo interno la volta è decorata con la grande tela dipinta a tempera raffigurante la Santissima Trinità con, ai lati, i medaglioni di San Rocco pellegrino e San Cirillo d'Alessandria, vescovo e dottore della Chiesa, patroni di Carpino[7].

Proprio a quest'ultimo è intitolata la chiesa, ma non ci sono documentazione che ne chiariscano i dettagli o che spieghino per esempio la dipendenza da questa chiesa della chiesetta di San Pietro in Cuppis[7].

[modifica] Chiesa madre di San Nicola di Mira

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Chiesa di San Nicola di Mira (Carpino).
Chiesa di San Nicola di Mira

La chiesa di San Nicola di Mira è la chiesa madre della città di Carpino. Posta nella parte più alta della collina carpinese, è situata nell'antico quartiere denominato La Terr[10]. Le prime notizie risalgono al 1678, anno di consacrazione in onore di San Nicola di Mira, con la donazione delle reliquie dei santi martiri Dionisio e Lelio[11].

All'edificio, situato appena fuori il tracciato delle antiche mura, si accede tramite una scalinata a doppia rama[12]. Lo stile richiama in molti elementi il barocco pugliese.

[modifica] Chiesa di Santa Croce

La prima notizia risale alla "Mappa sullo stato della Chiesa parrocchiale" del 1818, in cui è detta rurale. Fu costruita da un benestante di Carpino, Paolo Santoro; che però non ultimò l'annessa casa per l'eremita, la cui costruzione si arresto alle mura perimetrali. Fino al 1943 si celebrava la messa ogni venerdì e particolarmente il 3 maggio, giorno della Santa Croce. Un fulmine, nel dicembre 1943 ne demolì il tetto e danneggiò l'intero fabbricato. Si tentò nel 1944 di ripararla, ma l'incomprensione dell'arciprete del tempo fece desistere da ogni attività il comitato che si era appositamente costituito. Il crocifisso che adornava il tempio fu trasferito nella chiesa madre. negli anni 80-90 fu ristrutturata e usata occasionalmente per cresime, comunioni.

Di recente in Memorie istoriche della chiesa e convento di S. Maria in Araceli di Roma si trovano notizie antecedenti la data del 1818. Romano Casimiro parla di: padre F. Gabriellantonio da S. Giovanni Rotondo a cui venne assegnato il pulpito di Carpino nel 1717... ...morì un anno dopo nel 1718... in odore di santita' a Carpino e nel racconto dei suoi giorni a Carpino si racconta:"Incominciò per tanto il p. Gabbaiellantonìo a predicare più coll'esempio che colle parole: e per verità il tenor, che menò sino agli ultimi periodi dei giorni suoi, fu un mezzo efficacissimo per instillare negli animi delle sue pecorelle l'abborrimento del vizio, e l'amore della virtù. Ogni notte soleva portarsi alla chiesa di S. Croce, lontana 200 passi in circa da Carpino; e quivi lungamente si tratteneva in sante meditazioni alle quali succedevano asprissime discipline contestate anche dopo la morte sua dal pavimento asperso di sangue".

[modifica] Chiesa di Sant'Anna

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Chiesa di sant'Anna (Carpino).
Chiesa di Sant'Anna

Per le sue origini, di borgo agricolo, fu costruita la chiesa di Sant’Anna di modo da consentire gli abitanti impegnati nella coltivazione dei campi di assistere alla messa mattutina. Nominata per la prima volta in un documento del 1736, e annoverata tra le chiese rurali, in origine fu affidata alla custodia di un eremita, per il quale era stata realizzata una abitazione annessa alla chiesa, presto abbandonata, e che risultava già parzialmente distrutta agli inizi del Novecento. In seguito al primo crollo della copertura, l’edificio fu sottoposto a diversi interventi di restauro, che ne hanno, per fortuna, conservato l’aspetto originario. La semplice facciata in pietra bianca è ancora visibile; sulla parte alta del muro posteriore, un arco campanario sorregge una campana. Sull’unico altare in stile barocco, con colonne decorate da tralci di vite a spirale, campeggiava un bel quadro di fattura settecentesca raffigurante la Madonna col bambino e Sant'Anna, sottratto purtroppo nel 1969. Tale evento, unito alla distanza dal centro abitato, ha contribuito al suo progressivo abbandono, per cui, dopo un ulteriore crollo della copertura, appare allo stato di rudere.

[modifica] Ex Chiesa di Santa Maria de' Martiri (forse anche dei Martinelli)

Citata già del 1130 in un documento del 1307 riportato da Timoteo Mainardi, la chiesa di Santa Maria de' Martiri risulta diroccata nel 1728 mentre nel 1680, come si evince dalla Cronologia de' Vescovi ed Arcivescovi Sipontini di Pompeo Sarnelli, era ancora usata per il culto. Questo vuol dire che l'edificio, o per lo meno una consistente parte di esso ha almeno 900 anni, dunque è una delle strutture più antiche di Carpino insieme al Castello ed alla torre di Largo Vico. La Chiesa è stata inglobata in un garage, ma, fortunatamente ne sono state mantenute le forme originali (probabilmente anche la volta); sicuramente ci sono stati cambiamenti, come la costruzione del camino, la distruzione del portale d'ingresso, il rifacimento del tetto e della facciata che ha perso totalmente le sue caratteristiche originarie. La base della struttura potrebbe essere quella originale ma servirebbero pareri di esperti per rafforzare questa ipotesi. Come la Chiesa di Sant'Anna, anche questa era una piccola struttura rurale funzionale ai contadini che potevano pregare senza tornare in paese.

[modifica] Chiese antiche scomparse

Dalla documentazione delle visite pastorali si evince che in passato esistevano anche le seguenti chiese:

  • Chiesa del Purgatorio
  • Chiesa di Sant'Antonio Abate
  • Chiesa di San Giorgio (oggi diroccata)
  • Chiesa di Santa Maria Coronata dagli Angeli (coincidente forse con quella di Santa Maria delle Grazie)
  • Chiesa di San Bernardino
  • Chiesa di Santa Lucia
  • Chiesa di San Vito
  • Chiesa di San Pietro
  • Chiesa di Sant'Elia
  • Chiesa di San Bartolomeo
  • Chiesa di San Salvatore

Inoltre esistono ancora oggi toponimi quali Sant'Elmo e Santa Barbara in alcune contrade che circondano il paese ma la presenza in passato di chiese intitolate a tali santi non è supportata da documentazione.

[modifica] Architetture Militari

Il castello normanno di Carpino Il castello normanno di Carpino
Il castello normanno di Carpino
Le grotte di Minutillo
  • Castello - sebbene trasformato ed adattato a private abitazioni, appare come una solida e imponente costruzione. La sua torre è formata da una base piramidale quadrangolare, sovrastata da una costruzione cilindrica. Fra le due parti si nota una differente epoca di costruzione. Erano i Normanni ad innalzare dapprima torri isolate su una base piramidale (a forma dei doujons patri) a difesa delle terre conquistate. Poi successivamente accanto sorsero i Castelli.

[modifica] Aree Naturali

  • Il complesso delle Grotte di Minutillo situato sul versante est della collina di Pastromele veniva usato in passato anche come tufara. Rimane tuttora non completamente esplorato e comprende più di 20 aperture lungo tutto il versante est di notevole interesse naturalistico.
  • Carpino è dal 1977 Riserva naturale biogenetica Statale - una faggeta condivisa col territorio comunale della confinante Ischitella.

[modifica] Siti Archeologici

  • Scavi archeologici compiuti per trovare tracce della mitica città di Uria, nel 1953 hanno portato alla luce le terme e la necropoli altomedievale della villa romana di Avicenna, di età repubblicana[13] Gli scavi sono stati poi interrotti. I centinaia di reperti ritrovati si trovano sparsi in vari musei d'Italia tra i quali Foggia e Pisa.

[modifica] Altro

[modifica] Piazza del Popolo

Piazza di Carpino

Le notizie più antiche risalgono al 1 ottobre 1867, quando fu deliberata la sistemazione dell'allora Piazza S. Cirillo (poi Piazza del Popolo e che durante il fascismo, dall'8 maggio 1927 fino al recente dopoguerra, fu chiamata Piazza della Rivoluzione) e delle strade che allacciano alla chiesa Madre per renderle carrozzabili.

È questa la piazza dove il popolo si raduna nelle circostanze liete e d'eccezione, e dove ci si reca per apprendere le novità paesane, per vedere persone con le quali parlare e definire interessi.

È la più ampia piazza del paese e vi domina una particolare asimmetria che la rende scenografica. Fu lastricata con pietra locale in seguito a deliberazione del 16 settembre 1886 che volle tale sistema di pavimento, invece di quello a breccioni usato per le altre vie.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Cultura

[modifica] Cinema

I film che hanno per sfondo e ambientazione la località di Carpino:

[modifica] Musica

Carpino è un paese molto noto nell'ambito dell'etnomusicologia perché la musica tradizionale popolare, di origini antichissime, si è conservata fino ad oggi, grazie soprattutto all'opera dei suonatori di chitarra battente che l'hanno tramandata di generazione in generazione.

A tal proposito, sin dagli anni cinquanta si sono susseguite numerose ricerche etnomusicologiche ad opera di Alan Lomax, Diego Carpitella, Roberto Leydi, Roberto De Simone, tanto per citare i più noti.

Andrea Sacco e Antonio Piccininno

Oggi, dei suonatori provenienti dalla tradizione, ne è rimasto in attività solo uno, Rocco Cozzola, figlio di un costruttore di chitarre battenti e costruttore egli stesso, essendo scomparso, nel corso del 2006, Andrea Sacco, il più noto suonatore carpinese, e in anni precedenti Rocco Di Mauro, Gaetano Basanisi, Giuseppe Conforte, Angela Gentile, Antonio Di Cosmo, Rocco Valente ed altri depositari della musica tradizionale carpinese. Nel frattempo i giovani stessi di Carpino iniziarono ad interessarsi della loro tradizione rivolgendosi agli anziani straordinari maestri. Intorno a Sacco Andrea, scomparso a marzo del 2006 all'età di 95 anni, il più grande interprete di tarantella, al Maestro Antonio Maccarone scomparso a luglio 2009, al Maestro Antonio Piccininno, 94 anni , attivo e partecipe si raduna dal 1997 un gruppo di giovani musicisti e cantori diretti da Nicola Gentile (chitarra battente e tammorra). Un'"ensemble generazionale" che dà vita ad uno straordinario concerto di musica etnica di valore internazionale e che testimonia il portentoso salto di generazioni che questa musica riesce a compiere. Una musica ancestrale che si offre al nuovo millennio come forma purissima e dinamica.

Gli stili musicali prevalenti tra i suonatori di Carpino vengono individuati con i nomi delle località limitrofe: Montanara, Rodianella, Viestesana.

[modifica] Cucina

[modifica] Prodotti tipici

Bevande alcoliche, distillati, liquori
Latte di Mandorla, Limoncello, Liquore di Alloro, Liquore di Melograno, Amaro del Gargano, Liquore di Fico d’India.
Carni fresche
Musciscka.
Formaggi
Caciocavallo Podolico e Garganico Dop, Canestrato Pugliese Dop (Canestrato Foggiano o Pecorino Dauno), Burrata, Cacio, Caciocavallo, Giuncata, Manteca, Mozzarella o fiordilatte, Pecorino, Ricotta, Ricotta Forte, Scamorza, Vaccino, Pecorino Foggiano, Caciocavallo Podalico Dauno.
Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati
Asparagi sott’olio, Capperi sott’aceto, Carciofini sott’olio, Cotognata, Cotto di Fico, Fave, Fichi Secchi, Funghi spontanei secchi al sole, Funghi spontanei sott’olio, Lampascioni sott’olio, Marmellata di arancio e limone, Marmellata di Fichi, Melanzane secche al sole, Melanzane sott’olio, Olive schiacciate o cazzate, Olive in Salamoia, Olive verdi, Peperoni secchi al Sole, Peperoni sott’olio, Pomodori secchi al sole, Pomodori verdi e maturi secchi sott’olio, Salsa di pomodoro, Vincotto, Zucchine secche al sole, Zucchine sott’olio, Concentrato secco di pomodoro, mostarda di uva e mele cotogne, olio extravergine aromatizzato.
Paste fresche e prodotti della panetteria, pasticceria, confetteria
Cartellate, Cavatelli, Dolci di Pasta di Mandorle (Pasta reale), Lagane, Orecchiette, Pane di Grano Duro, Ravioli con ricotta, Taralli, Calzoncelli, Cavatelli, Fusilli, Grano dei Morti, Mandorle atterrate, Mostaccioli, Pasta di grano bruciato, Pizza di Grano d’India, Scaldatelli, Semola Battuta, Troccoli.
Vini
Aleatico di Puglia DOC, Daunia Igt, Puglia Igt.
Olio
olio extravergine Dauno DOP.

[modifica] Culinaria

La cucina carpinese - semplice, gustosa e colorata - rispecchia proprio le genuinità e la ricchezza della dieta mediterranea. Le preparazioni tipiche sono tante, indistinte, provengono soprattutto da usanze contadine, povere, naturali. Data la sua particolare collocazione geografica a Carpino si trovano tutte le verdure di stagione, dalla cima di rapa al cavolo verde, al cardo, ai peperoni, alle melanzane, ai carciofi, tutti i legumi, dai fagioli alle lenticchie alle cicerchie e alle fave, e tutti i prodotti del mare e del lago, e del bosco. (Ricette su wikiboks)

[modifica] Personalità legate a Carpino

[modifica] Eventi

Foto di Angelo Tundis

Maggio - Festa delle Ginestre

  • La Sagra dell’Olio e delle Fave (agosto)
  • Frasca, Fanoia e Olio novello (dicembre)

[modifica] Carpino Folk Festival

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Carpino Folk Festival.

Al fine di stimolare la gente di Carpino a riappropriarsi della propria identità ed a riconoscere le proprie radici in una cultura ormai quasi scomparsa ma certamente degna di essere rivalutata Rocco Draicchio nel 1996 concepisce l'idea del Carpino Folk Festival, il festival della musica popolare e delle sue contaminazioni, che da allora si svolge regolarmente tutti gli anni nella prima decade di agosto sotto la direzione artistica di Luciano Castelluccia.

[modifica] Economia

Ulivi di Carpino

L'attività economica principale è l'agricoltura, in particolare la coltivazione delle olive e degli ortaggi. Carpino, "Citta dell'Olio", produce circa 25.000 quintali di olio, fra i più pregiati e rinomati d'Italia.[senza fonte] Rinomata anche la coltivazione delle fave la cui varietà autoctona (più piccola e leggermente più dolce) gode del presidio del Parco Nazionale del Gargano.

L'allevamento, un tempo molto sviluppato, ora è essenzialmente costituito da ovini, si cerca di incrementare l'allevamento dei bovini. Particolare è l'allevamento delle vacche Podoliche, una razza di origine ucraina introdotta con l'invasione dei Barbari, che forniscono un latte dalle superbe qualità organolettiche.

Di notevole valore i manufatti lavorati all'antico telaio che vengono ancora usati dalle donne del paese riproducendo i disegni caratteristici ed i colori usati sin dai tempi dei saraceni, certamente si tesseva già nella villa romana di Avicenna. Nel 1866 esistevano a Carpino più di 200 telai.

Attirati dalla bellezza del suo centro storico e dal clima più secco e fresco rispetto alla costa, anche i turisti hanno scoperto la grazia di questo centro contadino. Il centro storico di Carpino ha la forma di un piccolo presepe di pietra. Le case sembrano quasi incollate l'una all'altra; le strade sono piccoli vicoli intervallati da scalinate. Trovandosi su un'altura a nord del promontorio del Gargano, dal centro storico di Carpino si scorgono le alture del Parco Nazionale del Gargano, la Foresta Umbra e, sull'altro versante, la costa adriatica e l'istmo del lago di Varano.

La valorizzazione, dalla seconda metà degli anni Novanta, delle tradizioni popolari e musicali, ha portato la città alla ribalta nazionale. Il suo turismo culturale è in grado di diversificare e specializzare l'offerta turistica complessiva di questa area della Puglia e dell'Italia.

Oggi Carpino, apprezzato per le sue tradizioni, i suoi suoni e la sua cultura, costituisce una delle capitali della musica popolare e tradizionale italiana.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Rocco Manzo (lista civica) dal 29/05/2007

Veduta del lago di Varano

[modifica] Gemellaggi

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Touring Club Italiano. Guida Touring, Le città dell'olio, p. 212. Touring Club Italiano, 2001. URL consultato il 31-07-2010.
  3. ^ Michelin, Puglia, la guida verde, MFPM, 2009. URL consultato il 31-07-2010.
  4. ^ Sul Gargano. Carpino
  5. ^ a b Comuni Italiani.it. Carpino: clima e dati geografici. URL consultato il 31-07-2010.
  6. ^ Dialetti Italiani. . URL consultato il 31-07-2010.
  7. ^ a b c d e f g h i j k l Comune di Carpino. Carpino: la storia. URL consultato il 31-07-2010.
  8. ^ a b Dati "Ilmeteo.it"
  9. ^ n. 64: "Frater Franciscus procurator ecclesiae S. Tirilli de Casali Caprili tar. II gr. VIII". È palese che l'errore di trascrizione della t.
  10. ^ Celestino Jervolino. Chiesa madre di Carpino, Cenni Storico. URL consultato il 10/09/2010.
  11. ^ Roberto Gismondi; Massimo Alfonso Russo, Il profilo turistico dei comuni del Parco nazionale del Gargano, Franco Angeli, 2007, pag.66.
  12. ^ Roberto Gismondi; Massimo Alfonso Russo, Il profilo turistico dei comuni del Parco nazionale del Gargano, Franco Angeli, 2007, pag.66. URL consultato il 11/09/2010.
  13. ^ Cosimo D'Angela; Amelia D'Amicis, Gli scavi del 1953 nel Piano di Carpino (Foggia): le terme e la necropoli, 1988, 1988, pag.11. URL consultato il 31.

[modifica] Bibliografia

  • Giuseppe Laganella; Teresa Maria Rauzino, Ischitella e il Varano, Touring Club Italiano, 2003. URL consultato il 31-07-2010.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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