Carolina Matilde di Hannover

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Carolina Matilde di Hannover
Dronning Caroline Mathilde.jpg
Regina consorte di Danimarca e Norvegia
Stemma
In carica 8 novembre 1766 – 10 maggio 1775
Altri titoli Principessa reale di Gran Bretagna
Nascita Leicester House, Londra, 11 luglio 1751
Morte Celle, Germania, 10 maggio 1775
Luogo di sepoltura Celle, Germania
Casa reale Casato degli Oldenburg
Casato di Hannover
Padre Federico, Principe del Galles
Madre Augusta di Sassonia-Gotha-Altenburg
Consorte Cristiano VII di Danimarca
Figli Federico VI di Danimarca
Luisa Augusta, Duchessa di Augustenborg

Carolina Matilde di Gran Bretagna (Londra, 11 luglio 1751Celle, 10 maggio 1775) fu la regina consorte di Danimarca e Norvegia dal 1766 al 1772 come moglie di Re Cristiano VII.

Famiglia e infanzia[modifica | modifica sorgente]

Fra le braccia di sua madre la Principessa di Galles circondata dai suoi fratelli e sorelle, ritratto di George Knapton

Carolina Matilde era la più giovane dei figli di Federico, Principe del Galles, e della Principessa Augusta di Sassonia-Gotha-Altenburg. Suo padre morì improvvisamente circa tre mesi prima della sua nascita. Nacque a Leicester House a Londra, e le fu dato il titolo e l'appellativo di S.A.R Principessa Carolina Matilde,[1] come figlia del Principe di Galles, però, dal momento della sua nascita, il titolo di Principe di Galles era passato a suo fratello Giorgio. Entrambi i suoi nomi erano utilizzati per volere di sua zia, la Principessa Carolina, ancora in vita. La principessa fu battezzata dieci giorni dopo, nella stessa casa, dal Vescovo di Norwich, Thomas Hayter. I suoi padrini furono il fratello Giorgio, sua zia paterna Carolina e sua sorella Augusta.[2] Fu allevata dalla sua severa madre lontano dalla corte inglese e veniva definita come naturale e informale; le piaceva la vita all'aria aperta e l'equitazione. Parlava italiano, francese e tedesco ed aveva una bella voce.

Matrimonio con Cristiano[modifica | modifica sorgente]

All'età di quindici anni, Carolina Matilde lasciò la sua famiglia per potersi recare in Danimarca e sposare il cugino, Cristiano VII di Danimarca. Le nozze ebbero luogo l'8 novembre 1766 al Palazzo di Christiansborg a Copenaghen. Suo fratello maggiore, da allora re Giorgio III, era in ansia per il matrimonio, anche se egli non era pienamente consapevole del fatto che lo sposo era mentalmente instabile.

Carolina Matilde ebbe due figli, entrambi ufficialmente riconosciuti come prole di Cristiano VII:

Regina[modifica | modifica sorgente]

La sedicenne Regina accanto a sua sorella, la Principessa Luisa di Gran Bretagna, di Francis Cotes
Incisione di Carolina Matilde che dà alla luce il futuro Federico VI di Danimarca

Carolina Matilde fu descritta come vivace e affascinante. Anche se non denominata una bellezza, era considerata attraente; Si diceva che il suo aspetto era in grado di attirare l'attenzione degli uomini senza la critica delle donne. Tuttavia, la sua personalità naturale e spontanea, non era popolare presso la corte danese. Fu molto legata alla sua prima dama di compagnia, Louise von Plessen, che considerava gli amici del re immorali e agiva per isolare Caroline Matilda dal marito. Ciò non fu difficile in quanto suo marito non le piaceva , ci furono voci che fosse omosessuale.

Il re danese fu convinto a consumare il matrimonio per il bene della successione, e dopo la nascita di un figlio, rivolse il suo interesse alla cortigiana Støvlet-Cathrine, con il quale trascorreva il suo tempo nei bordelli di Copenaghen. Carolina Matilde era scontenta del suo matrimonio, trascurata e disprezzata dal re. Quando la Plessen fu esiliata dalla corte nel 1768, perse la sua confidente più intima, rimanendo così ancor più isolata.

Nel maggio 1768, Cristiano VII intraprese un lungo viaggio attraverso l'Europa, soggiornando nelle città di Altona, Parigi e Londra. Durante la sua assenza, Carolina Matilde suscitò attenzione quando cominciò a passeggiare per Copenaghen, cosa ritenuta scandalosa, poiché le donne regali e nobili danesi di solito si spostavano in carrozza attraverso la città. Carolina Matilde trascorse l'estate nel castello di Frederiksborg per poi fare ritorno a Copenaghen nell'autunno.

Relazioni e declino[modifica | modifica sorgente]

Il medico Johann Friedrich Struensee, dipinto di Hans Hansen, 1824

Il Re tornò a Copenaghen il 12 gennaio del 1769, portando con sé Johann Friedrich Struensee come medico reale, che in seguito sarebbe anche diventato un ministro della sua corte. Il Re aveva conosciuto Struensee ad Altona, al principio del suo viaggio. Struensee poteva apparentemente gestire l'instabilità di Cristiano, con gran sollievo per i suoi consulenti, e il re sviluppò una particolare fiducia in lui.

Struensee incoraggiava il re a migliorare il suo rapporto con Carolina Matilde, e Cristiano VII dimostrò la sua attenzione per lei sotto forma di una festa di compleanno di tre giorni il 22 luglio 1769. La regina era ben consapevole che c'era Struensee dietro questi progressi, e da qui si generò il suo interesse per l'affascinante medico sino a crescere nel gennaio 1770 quando a Strunsee fu assegnata una camera da letto all'interno del palazzo reale, e nella primavera di quell'anno egli era il suo amante. Una vaccinazione di successo del piccolo principe ereditario in maggio aumentò ulteriormente la sua influenza.

Nel 1770, il Re si isolò ulteriormente e la sua malattia mentale sempre più evidente; Carolina Matilde, fino ad ora ignorata a corte, divenne il centro dell'attenzione fungendo da punto di riferimento per quello che fu chiamato il "Dronningens Parti" (in italiano: "Il partito della regina"). Ella acquistò una nuova fiducia e si mostrò in pubblico a cavallo vestita da uomo.

Sostenuto da questa nuova posizione di potere informale a corte della regina, Struensee governò attraverso il re. Il 15 settembre 1770 il Re licenziò Bernstorff, e due giorni dopo Struensee diventò maître des requêtes (consigliere privato), consolidando il suo potere e avviando il periodo di 16 mesi generalmente indicato come l'"Epoca di Struensee". Quando, nel corso dell'anno, il re cadde in uno stato di torpore mentale, l'autorità di Struensee divenne fondamentale, ed egli detenne il potere assoluto per dieci mesi, tra il 20 marzo 1771 ed il 16 gennaio 1772.

Durante questo periodo egli emanò non meno di 1.069 ordini di gabinetto, o più di tre al giorno. Per questa ragione, è stato criticato per avere un imprudente "mania" per la riforma. Altre critiche a Struensee derivarono dal fatto di non rispettare le usanze native di danesi e norvegesi, vedendole come pregiudizi e volendo la loro eliminazione a favore di principi astratti.

Né erano meno offensivi i rapporti di Struensee con la regina per una nazione che aveva una venerazione tradizionale per la Casata Reale di Oldenburg, mentre la condotta di Carolina Matilde in pubblico portò al disprezzo per la corona. Il suo modo di dimostrare apertamente la sua nuova felicità, e cavalcare in pubblico vestita da uomo, era visto come sconvolgente. Al compleanno del re, nel 1771 ella fondò l'ordine chiamato "Mathilde-Ordenen".

Il 17 giugno 1771 la corte reale si stabilì nella residenza estiva del Palazzo di Hirschholm nell'attuale municipalità di Hørsholm. Qui, ha vissuto felicemente con il suo bambino e il suo amante e fu dipinta nello stile della nuova moderna vita di campagna, questa estate è descritta come un idillio. Il 7 luglio 1771, Carolina Matilde partorì il suo secondo figlio, la Principessa Luisa Augusta, il cui padre era certamente Struensee. Anche ciò fu considerato scandaloso; la bambina fu definita "la petite Struensee", anche se ufficialmente fu accettata come principessa.

Il divorzio e l'esilio[modifica | modifica sorgente]

Nel 1772 il Re fu indotto da una congiura di palazzo, guidata dalla regina vedova, la seconda moglie del padre Giuliana Maria di Brunswick-Lüneburg, a emettere un ordine di arresto per la moglie e il suo amante, i quali vennero di fatto arrestati il 17 gennaio.

Il matrimonio di Carolina Matilda e Cristiano venne sciolto nell'aprile 1772.

In seguito alla confessione dei due amanti, Struensee venne messo a morte e giustiziato il 28 aprile 1772 e Carolina Matilde venne ripudiata. Lasciò la Danimarca il 28 maggio per recarsi a Celle, nei pressi di Hannover. Non rivide mai più i suoi figli.

Morte[modifica | modifica sorgente]

Carolina Matilde non perse mai la speranza di potere ritornare un giorno in Danimarca per vedere il marito, che nel frattempo era stato messo da parte e sostituito dal fratellastro Federico come reggente. A causa del suo comportamento spregiudicato, il fratello Giorgio III non le permise di tornare in Inghilterra, cosa che lei desiderava ardentemente.

Nel 1774, divenne il centro di un complotto con l'intento di fare di lei la reggente di Danimarca per il principe ereditario.

Morì di scarlattina, nel Castello di Celle, l'11 maggio 1775 a soli ventitré anni.

Titoli e trattamento[modifica | modifica sorgente]

  • 11 luglio 1751 – 8 novembre 1766: Sua Altezza Reale Principessa Carolina Matilde di Galles[1]
  • 8 novembre 1766 – 6 aprile 1772: Sua Maestà la Regina di Danimarca e Norvegia, dei Venedi e Goti, Duchessa di Schleswig, Holstein, Stormarn e Dithmarschen, Contessa di Oldenburg e di Delmenhorst
  • 6 aprile 1772-10 maggio 1775 Sua Altezza Reale Principessa Carolina Matilde di Galles. Titolare Regina di Danimarca

Media[modifica | modifica sorgente]

Her royal monogram

Narrativa[modifica | modifica sorgente]

  • Robert Neumann – The Favourite of the Queen (Der Favorit der Königin) (1935)
  • Edgar Maass – The Queen's Physician (1948)
  • GV Blackstone - Caroline Matilda (1955) William Heinemann (London)
  • Norah Lofts – The Lost Queen (1969)
  • Per Olov Enquist – The Visit of the Royal Physician (Livläkarens besök) (1999)
  • Bodil Steensen-Leth - Prinsesse af blodet (Princess of the Blood)

Film[modifica | modifica sorgente]

Musica[modifica | modifica sorgente]

Ascendenza[modifica | modifica sorgente]

Carolina Matilde di Gran Bretagna Padre:
Federico, Principe del Galles
Nonno paterno:
Giorgio II d'Inghilterra
Bisnonno paterno:
Giorgio I d'Inghilterra
Trisnonno paterno:
Ernesto Augusto di Brunswick-Lüneburg
Trisnonna paterna:
Sofia del Palatinato
Bisnonna paterna:
Sofia Dorotea di Celle
Trisnonno paterno:
Giorgio Guglielmo di Brunswick-Lüneburg
Trisnonna paterna:
Éléonore d'Esmier d'Olbreuse
Nonna paterna:
Carolina di Brandeburgo-Ansbach
Bisnonno paterno:
Giovanni Federico di Brandeburgo-Ansbach
Trisnonno paterno:
Alberto II di Brandeburgo-Ansbach
Trisnonna paterna:
Margherita Sofia di Oettingen-Oettingen
Bisnonna paterna:
Giovanna Elisabetta di Baden-Durlach
Trisnonno paterno:
Federico VI di Baden-Durlach
Trisnonna paterna:
Cristina Maddalena del Palatinato-Zweibrücken-Kleeburg
Madre:
Augusta di Sassonia-Gotha-Altenburg
Nonno materno:
Federico II di Sassonia-Gotha-Altenburg
Bisnonno materno:
Federico I di Sassonia-Gotha-Altenburg
Trisnonno materno:
Ernesto I di Sassonia-Coburgo-Altenburg
Trisnonna materna:
Elisabetta Sofia di Sassonia-Altenburg
Bisnonna materna:
Maddalena Sibilla di Sassonia-Weissenfels
Trisnonno materno:
Augusto di Sassonia-Weissenfels
Trisnonna materna:
Anna Maria di Meclemburgo-Schwerin
Nonna materna:
Maddalena Augusta di Anhalt-Zerbst
Bisnonno materno:
Carlo Guglielmo di Anhalt-Zerbst
Trisnonno materno:
Giovanni di Anhalt-Zerbst
Trisnonna materna:
Sofia Augusta di Holstein-Gottorp
Bisnonna materna:
Sofia di Sassonia-Weissenfels
Trisnonno materno:
Augusto di Sassonia-Weissenfels
Trisnonna materna:
Anna Maria di Meclemburgo-Schwerin

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b The announcement of her betrothal in The London Gazette refer to her as "Princess Caroline Matilda"
  2. ^ Yvonne's Royalty Home Page: Royal Christenings

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Amdisen, Asser. Til nytte og fornøjelse Johann Friedrich Struensee (1737-1772). Denmark: Akademisk Forlag, 2002. ISBN 87-500-3730-7.
  • Bregnsbo, Michael. Caroline Mathilde: magt og skæbne: en biografi. Denmark: Aschehoug, 2007. ISBN 978-87-11-11856-6
  • Tilliyard, Stella. A Royal Affair: George III and his Scandalous Siblings. London: Chatto & Windus, 2006. ISBN 978-0-7011-7306-7

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Regina consorte di Danimarca e Norvegia Successore
Giuliana Maria di Brunswick-Lüneburg 1766–1775 Maria Sofia d'Assia-Kassel