Carnevale Storico Persicetano

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La classica immagine del Carnevale Persicetano con Bertoldo sull'asino

Il Carnevale Storico Persicetano ha luogo nella città di San Giovanni in Persiceto in provincia di Bologna ed è considerato uno dei più importanti carnevali d'Italia. Va però ben distinto dal Carnevale di Decima che ha invece luogo a San Matteo della Decima, frazione di San Giovanni in Persiceto.

Come tutte le più grandi e famose manifestazioni carnevalesche, anche nel Carnevale Persicetano ci sono sfilate di carri allegorici, gruppi mascherati e costumi coloratissimi. Ma la caratteristica che distingue queste due manifestazioni carnevalesche dalle altre è l'esecuzione dello Spillo, o meglio “al Spéll”, termine dialettale che, nel contesto del Carnevale Persicetano, va ad indicare gli effetti speciali mediante i quali il carro subisce una metamorfosi, una vera e propria trasformazione, che dischiude e rende manifesto il suo significato allegorico nascosto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La storia di questo carnevale è molto antica: la prima edizione ufficiale risale al 1874, quando fu fondata la Società di Bertoldo, ma secoli prima se ne trovano le tracce in scritti di studiosi di storia locale. Scriveva il Forni nella sua storia di Persiceto in corrispondenza dell'anno 1893: “In una sol cosa i Persicetani, nonostante le profonde dissensioni politiche, si trovavano d'accordo e cioè nel divertirsi e nel far divertire in tempo di carnevale. Una società, fondata già da molti anni, intitolata a Bertoldo e che si aggregò l'altra già del ribelle suo figlio Bertoldino, riunì soci di ogni classe e di ogni partito ed indisse corsi mascherati, feste popolari, veglie danzanti, lotterie di beneficenza e divertimenti popolari per modo che mentre negli altri paesi il carnevale era da gran tempo morto e sepolto, a Persiceto riviveva con tanto brio come e più che ai bei tempi antichi”. Nel corso degli anni si sono avute due pause dovute alle guerre e una sospensione da 1956 al 1969.

Bertoldo, Bertoldino e la Marcolfa[modifica | modifica wikitesto]

La stella del Carnevale Persicetano è rappresentata dal personaggio che qui ha avuto i natali, ovviamente un personaggio frutto della fantasia popolare: Bertoldo (Bartôld). Accompagnato dal di lui figlio, Bertoldino (Bartuldéin) e la madre di questo Marcolfa (La Margôlfa).

Queste figure immaginarie, ma come spesso avviene, non del tutto inventate, nacquero dalla fantasia dello scrittore bolognese Giulio Cesare Croce (1550-1609) e col passare degli anni e dei secoli divennero sempre più care al popolo persicetano. Nel 1606 Croce scrive la sua opera più conosciuta: “Le Sottilissime Astuzie di Bertoldo”, in cui il villano Bertoldo, giunto alla corte del Re Alboino, lo stupisce e diverte per la sagacia ed astuzia con cui riesce ad uscire dai guai in cui, per la sua natura burlesca, inevitabilmente si invischia ( ma la stessa tendenza a procurarsi guai doveva averla anche il suo creatore, se è vero che l’unico documento su Giulio Cesare Croce che ci è giunto riguarda un processo intentatogli dal cognato nel 1590: in famiglia c’era una prostituta notoria; il Croce si lasciò scappar detto che ce n’era più d’una…). Bertoldo è la quintessenza dell’arguzia, della scaltrezza, dello sberleffo irriverente, del linguaggio essenziale, diretto, immediato, fatto di cose concrete e quotidiane. Per questo ed altre cose ancora, Bertoldo è da sempre l’ispiratore del Carnevale Persicetano. Bertoldo è entrato nell’immaginario collettivo come il contadino “scarpe grosse e cervello fino”, definizione che non fa giustizia alla complessità del personaggio, che porta in sé tutta la vitalità della gente dei suoi luoghi, condita sì dall’ironia e dallo sberleffo irriverente, ma anche dalla corporalità e dalla visceralità che gli permettono di sentire e capire le cose ad istinto, e che ne fanno la maschera ideale per un carnevale di passioni come quello Persicetano.

Inutile dire che proprio Bertoldo, assieme a Bertoldino e la Marcolfa, accompagnano i carri carnevaleschi per tutto il corso delle sfilate.

Le Società Carnevalesche[modifica | modifica wikitesto]

Non è semplice riuscire a riassumere brevemente i gruppi e le associazioni che gravitano attorno al Carnevale Persicetano, tantomeno la loro storia che sempre più è legata all'ormai annoso problema dei capannoni messi a disposizione per la costruzione dei carri.

Di seguito si riporta in ordine alfabetico l'elenco dei gruppi partecipanti alle ultime edizioni:

Carri di 1ª categoria[modifica | modifica wikitesto]

  • Accademia della Satira
  • Afidi Nella Scarpa
  • Angeli
  • Bròt E Cativ
  • Figli Della Baldoria
  • I Clandestini
  • I Corsari
  • I Gufi
  • Jolly & Maschere
  • Maistòf
  • Mazzagatti
  • Ocagiuliva
  • Treno

Mascherate di gruppo[modifica | modifica wikitesto]

  • Akkatà
  • Al Zawairi
  • La Cariola
  • Maschere
  • Rape E Fagioli

Maschere isolate[modifica | modifica wikitesto]

  • Ocaron
  • Santòn

La manifestazione[modifica | modifica wikitesto]

Anche oggi nel più che centenario carnevale persicetano, “come e più che ai bei tempi antichi”, i carri allegorici sfilano per le vie del centro preceduti dal re del carnevale Bertoldo, con Bertoldino, la moglie Marcolfa e la loro corte. Sono carri progettati e realizzati, nel corso di due o tre mesi di serate (alacri e conviviali), da folti gruppi di amici riuniti in una decina o poco più di società carnevalesche. Il Carnevale Persicetano si tiene in due domeniche di Carnevale: nella prima domenica ogni carro esegue il proprio Spillo, mentre nella seconda si ha la Premiazione del Carro Vincitore. La manifestazione si svolge lungo un percorso circolare ricavato nelle vie del centro di San Giovanni in Persiceto e che attraversa la piazza centrale del paese. Qui, tra le facciate della Basilica Collegiata e del Municipio, avvengono sia la Rappresentazione dello Spillo che la Premiazione.

Lo Spillo[modifica | modifica wikitesto]

Lo Spillo, in dialetto “al Spéll”, significa letteralmente “zampillo” o “schizzo”, ma assume anche il significato di trasfigurazione. L'antico vocabolario del dialetto bolognese della Coronedi Berti alla voce “Spéll”, accanto all'accezione di “zampillo, schizzo”, ne annovera anche una apposita di “trasfigurazione. Il trasfigurare, il far mutare effige e figura; e lo diciamo di que' giuochi che si fanno ne' spettacoli”.

I carri si presentano in piazza camuffati e qui ad uno ad uno si trasformano quasi completamente, “dischiudendosi” e svelando così la propria allegoria. Per mezzo di ingegnosi meccanismi nascosti, appaiono forme nuove, nuovi e più brillanti colori e maschere e personaggi che recitano una breve pantomima, il tutto accompagnato da una studiata colonna sonora. Il carro si fa così palcoscenico, la piazza diventa teatro e la sfilata si muta in rappresentazione. Dalla “scatola chiusa” del carro, come dal cilindro di un grande mago, può uscire di tutto: angeli e diavoli, navi semoventi e animali strabilianti, fiori bellissimi e frutti giganteschi, grandi raffigurazioni di personaggi famosi, esplosioni, fumi di ogni colore... E anche da fuori del carro possono arrivare stuoli di maschere a gremire la piazza o carrelli e arnesi dalle fogge più inconsuete; a completare il carro e a dar corpo alla narrazione. Ed è in questa magia che sta il fascino principale del Carnevale Persicetano: è impagabile il momento in cui, letta la breve relazione introduttiva, il presentatore pronuncia la fatidica frase "il carro può eseguire lo Spillo”. È come quando, bambini, si stanno per aprire i pacchi dei regali. E ogni carro è un nuovo pacco che si scarta. Il pomeriggio si riempie di sorprese e le emozioni si fanno applausi.

Una volta completato lo Spillo sulla piazza scende dai carri una dolce pioggia di confetti, caramelle, cioccolatini e ogni altro ben di Dio: anche palloncini e piccoli pupazzetti per i più piccini.

La Premiazione[modifica | modifica wikitesto]

Conclusa la prima domenica dei corsi mascherati nella quale hanno sfilato con la loro creatura ed eseguito lo Spillo, i “carnevalai persicetani” vivono una settimana d'ansia nel costante dubbio che il pubblico, ma primariamente la giuria, abbia compreso il significato del carro.

Il Gonfalone Bertoldo e Bertoldino: lo stendardo più bianco è l'ambito premio per le società carnevalesche.

Naturalmente si sa già se qualcosa non abbia funzionato durante lo spillo, se un meccanismo si sia inceppato, se una struttura si sia aperta troppo presto o troppo lentamente. E si son visti pezzi d'uomini lacrimare su foltissimi baffi per queste cose!

La giuria è composta da tre membri, uno per ogni materia di competenza:

  • Pittura & Scultura
  • Architettura & Costruzione
  • Soggetto & Svolgimento

I voti sono in trentesimi, come all'università. Ma prima dei voti viene il giudizio. E la lettura dei giudizi espressi dalla giuria per ciascun carro è il secondo grande spettacolo, dopo lo Spillo, del Carnevale Persicetano! Assistere a questo spettacolo nella seconda domenica permette di capire lo spirito che anima questo storico carnevale. I carri entrano in piazza uno alla volta, si fermano al centro e la società si schiera tutt'attorno al gran completo. Il presentatore apre la busta, per un attimo la sua abituale logorrea si placa e un breve silenzio denso di aspettative cala sulla piazza. A questo punto inizia l'attesa litania con la lettura dei giudizi nelle tre materie e dei rispettivi punteggi. Il seguito di urla, boati o fischi che accompagna tale lettura è la diretta conseguenza della tensione emotiva di ciascuna società, che in caso di vittoria scoppierà ovviamente in una grande festa fino a notte inoltrata. Da notare che al termine di ciascuna lettura viene consegnato alla società carnevalesca uno Stendardo (o Gonfalone) colorato con il numero della posizione conquistata in classifica. Ogni Stendardo ha un proprio colore: più alta la posizione in classifica, più chiaro il colore dello stendardo. La società vincitrice porterà quindi nella propria Sede uno stendardo bianchissimo, mentre la società classificata per ultima lo riceverà di colore nero.

Albo d'Oro dei Carri (dal 2000)[modifica | modifica wikitesto]

  • Anno 2000 Peiperviù - I Gufi

Punteggi: pittura & scultura: 30 punti; architettura & costruzione: 29 punti; soggetto & svolgimento: 30 punti. Totale: 89 punti.

  • Anno 2001 Il mio villaggio disincartato - Mazzagatti

Punteggi: pittura & scultura: 30 punti; architettura & costruzione: 30 punti; soggetto & svolgimento: 29 punti. Totale: 89 punti.

  • Anno 2002 Eurostory - Accademia della satira

Punteggi: pittura & scultura: 30 punti; architettura & costruzione: 29 punti; soggetto & svolgimento: 30 punti. Totale: 89 punti.

  • Anno 2003 Invito a cena con delitto - I Gufi

Punteggi: pittura & scultura: 30 punti; architettura & costruzione: 29 punti; soggetto & svolgimento: 29 punti. Totale: 88 punti.

  • Anno 2004 3 per 2, prendi 3 paghi 2... - Jolly & Maschere

Punteggi: pittura & scultura: 30 punti; architettura & costruzione: 29 punti; soggetto & svolgimento: 30 punti. Totale: 89 punti.

  • Anno 2005 Il seme della discordia - Brot & Cativ

Punteggi: pittura & scultura: 28 punti; architettura & costruzione: 27 punti; soggetto & svolgimento: 28 punti. Totale: 83 punti.

  • Anno 2006 Io sono, una soluzione all'italiana - Accademia della Satira

Punteggi: pittura & scultura: 29 punti; architettura & costruzione: 29 punti; soggetto & svolgimento: 27 punti. Totale: 85 punti.

  • Anno 2007 Un'opera da tre soldi - Ocagiuliva

Punteggi: pittura & scultura: 24 punti; architettura & costruzione: 30 punti; soggetto & svolgimento: 26 punti. Totale: 80 punti.

  • Anno 2008 Dagli altari alla polvere in un batter d'ali - Jolly & Maschere

Punteggi: pittura & scultura: 30 punti; architettura & costruzione: 30 punti; soggetto & svolgimento: 30 punti. Totale: 90 punti.

  • Anno 2009 15 minuti... - I Gufi

Punteggi: pittura & scultura: 28 punti; architettura & costruzione: 30 punti; soggetto & svolgimento: 28 punti. Totale: 86 punti.

  • Anno 2010 Ciò che fece il dottor F.: storia abbastanza horror del moderno Prometeo e della follia che lo generò. - Ocagiuliva

Punteggi: pittura & scultura: 30 punti; architettura & costruzione: 30 punti; soggetto & svolgimento: 30 punti. Totale: 90 punti.

  • Anno 2011 Tira Gira - Brot & Cativ

Punteggi: pittura & scultura: 30 punti; architettura & costruzione: 30 punti; soggetto & svolgimento: 28 punti. Totale: 88 punti.

  • Anno 2012 L'uomo dei sogni - Ocagiuliva

Punteggi: pittura & scultura: 30 punti; architettura & costruzione: 30 punti; soggetto & svolgimento: 29 punti. Totale: 89 punti.

  • Anno 2013 Un ca__o di carnevale - I Gufi

Punteggi: pittura & scultura: 30 punti; architettura & costruzione: 29 punti; soggetto & svolgimento: 30 punti. Totale: 89 punti.

  • Anno 2014 Il facoltoso mago di Zo', ovvero un sentiero dorato molto in salita - Brot & Cativ

Punteggi: pittura & scultura: 30 punti; architettura & costruzione: 30 punti; soggetto & svolgimento: 30 punti. Totale: 90 punti.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]