Carmageddon II

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Carmageddon II: Carpocalypse Now
Sviluppo Stainless Games
Pubblicazione Interplay
SCi Software
Data di pubblicazione 30 novembre 1998
Genere Simulatore di guida
Modalità di gioco giocatore singolo, multiplayer
Piattaforma Windows, Game Boy Color, Mac OS, Nintendo 64, PlayStation, Windows, Symbian
Supporto 1 CD-ROM, cartuccia
Requisiti di sistema CPU 200 MHz
16MB RAM
scheda video con almeno 2MB RAM
DirectX 6.0
CD-ROM 4x
200MB di spazio
Windows 95
Fascia di età 15+

Carmageddon II: Carpocalypse Now è il secondo capitolo ufficiale della serie Carmageddon pubblicata dalla Sales Curve Interactive ed è uscito nel 1998, ad un anno di distanza dal primo capitolo. L'alto tasso di violenza presente nel gioco finì con l'attirare su di esso lo stesso tipo di polemiche che già colpirono il suo predecessore, con conseguente censura sul colore del sangue e sostituzione dei pedoni con zombie in alcuni paesi, come già accaduto un anno prima.

Il gioco[modifica | modifica sorgente]

Dal punto di vista del gameplay il gioco si ripresenta quasi invariato dal suo predecessore: come esso, anche Carmageddon II presenta una modalità Single player e una modalità multiplayer via LAN e, come il predecessore, presenta la possibilità di portare a termine il gioco nei tre modi conosciuti:

  • completando tutti i giri dei percorsi (è necessario attraversare una serie di checkpoint sparsi per ogni livello/arena)
  • distruggendo tutti i concorrenti avversari
  • uccidendo tutti i pedoni di ogni livello/arena

Il ritmo di gioco è scandito da un orologio che esegue un conto alla rovescia e, investendo i pedoni o arrecando danno ai mezzi avversari permette di guadagnare sia tempo che punti; questi ultimi sono necessari per riparare la macchina e per comprare nuovi mezzi e potenziamenti. Lungo i livelli è possibile trovare barili con gli effetti più disparati (sia positivi che negativi) che spaziano dalla riparazione istantanea del mezzo ad uno stravolgimento temporaneo del modello fisico di gioco.

Le aggiunte e le modifiche[modifica | modifica sorgente]

Questo capitolo presenta alcune modifiche interessanti: prima di tutto, le gare non sono più da affrontare in sequenza come nel precedente episodio, bensì sono divise in 10 gruppi; ogni gruppo è composto da 3 gare affrontabili in qualsiasi ordine e completabili nei modi usuali (completamento dei giri, distruzione delle vetture o morte di tutti i pedoni) e ne presenta una quarta più difficile delle altre con una missione predefinita (similarmente ai boss di fine livello dei giochi d'azione). Non solo: le macchine, adesso, non solo si possono riparare, ma anche potenziare durante il gioco. Naturalmente questo ha un certo peso nell'economia del gioco. Inoltre, a differenza del primo capitolo, l'auto del giocatore può essere completamente distrutta, causando quindi l'eliminazione dalla gara. Le macchine adesso oltre a deformarsi perdono anche pezzi. Altra aggiunta interessante, la possibilità di aprire le portiere dell'auto. Si possono inoltre comprare a fine gara le auto avversarie andate distrutte.

Il gioco inoltre si presenta con un nuovo motore grafico finalmente al passo con i tempi (in cui è stato pubblicato), e dotato del supporto delle schede video acceleratrici in maniera nativa (e non attraverso una patch); un'intelligenza artificiale rivisitata sia negli avversari che nei pedoni e un nuovo comparto audio che può contare sulle musiche di background dei Sentience e, soprattutto, su quelle in-game del noto gruppo metal britannico Iron Maiden (nello specifico le canzoni presenti sono: Man on the Edge, Be Quick or Be Dead, Aces High e The Trooper).

Le conversioni[modifica | modifica sorgente]

L'enorme successo riscosso da questo capitolo della saga (probabilmente il best-seller della serie nonché quello più apprezzato), ha fatto sì che ne siano state realizzate delle conversioni per tutti i principali formati dell'epoca, ispirate sia a questo titolo che al precedente. Queste conversioni, data la mancanza della pubblicazione del primo capitolo, hanno perso il suffisso '2' della versione Pc e, con esso, anche il sottotitolo Carpocalypse Now, finendo con l'intitolarsi semplicemente Carmageddon. Mentre le versioni per PlayStation e Nintendo 64 propongono tracciati nuovi ma analoghi alla controparte Pc risultando praticamente identici (a parte gli ovvi compromessi grafici), la limitatezza dell'hardware del Game Boy Color ha fatto sì che il gioco ha dovuto cambiare impostazione e adottarne una "a volo d'uccello" come quella che caratterizzava i primissimi capitoli della serie di GTA. L'edizione mobile pubblicata qualche anno dopo ha seguito lo stesso identico stile.

Altri capitoli[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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