Carlo Gozzi

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Carlo Gozzi

Carlo Gozzi (Venezia, 13 dicembre 1720Venezia, 4 aprile 1806) è stato un drammaturgo e scrittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Sesto degli undici figli del Conte Jacopo Antonio Gozzi ed Angiola Tiepolo, nacque in una famiglia di lontana origine bergamasca che, giunta a Venezia nel XVI secolo, vi aveva fatto fortuna acquistando proprietà sia in città che nell'entroterra (tra cui una villa a Visinale, in Friuli). Nel Seicento i Gozzi avevano pure ottenuto il titolo comitale, ma la loro prosperità venne meno all'inizio del Settecento[1].

Questa situazione influenzò la formazione di Carlo, come ricordò lui stesso nelle Memorie inutili: mentre ai fratelli maggiori, Gasparo e Francesco, veniva impartita un'istruzione regolare presso collegi pubblici, lui ebbe solo delle occasionali lezioni da mediocri sacerdoti. Dovette quindi approfondire gli studi da autodidatta, spronato dal desiderio di imitare Gasparo che proprio in quegli anni stava emergendo come letterato; studiò particolarmente gli autori della letteratura toscana del Tre-Cinquecento, come i novellieri Sacchetti e Firenzuola e gli irregolari Pulci, Burchiello e Berni[1].

Nel 1740 si arruolò nell'esercito e visse per quattro anni in Dalmazia. Al ritorno riprese gli studi letterari e si fece ben presto una reputazione come il membro più brillante della società Granelleschi, cui venne ammesso grazie ad alcuni pezzi satirici. Questa società, devota alla convivialità e allo spirito, aveva anche obiettivi letterari seri e preservava con zelo la letteratura toscana da influenze straniere[1].

Lo spostamento dell'antica commedia italiana ai drammi di Pietro Chiari ed ai lavori di Carlo Goldoni, modellati su esempi francesi, minacciarono di sconfiggere gli sforzi della società; nel 1757 Gozzi la salvò pubblicando un poema satirico, La tartana degli influssi per l'anno 1756, e nel 1761 la commedia L'amore per le tre melarance o Analisi riflessiva della fiaba, una parodia dello stile degli altri due poeti, basata sulle fiabe. Per metterla in scena ottenne i servizi della compagnia teatrale di Antonio Sacchi. Grazie alle loro abilità satiriche, la commedia ebbe un successo straordinario.

I componenti della compagnia Sacchi furono colpiti dall'effetto prodotto sul pubblico dall'introduzione del soprannaturale o elemento mitico, che prima avevano semplicemente utilizzato come un mezzo per i loro obiettivi satirici.

Gozzi produsse in seguito una serie di pezzi drammatici basati sulle favole: inizialmente queste opere divennero popolari, ma dopo lo smembramento della compagnia Sacchi caddero nel dimenticatoio. Furono molto apprezzate anche da Goethe, Schlegel, Madame de Staël e Sismondi. Uno di questi testi drammatici, Turandot, fu tradotto da Schiller.

Nei suoi ultimi anni, Gozzi iniziò a produrre tragedie in cui introdusse ampiamente elementi comici: le sue opere risultarono, perciò, troppo innovative per l'epoca. A mano a mano che le sue innovazioni si rivelavano inaccettabili ai critici, Gozzi cominciò a volgere la sua attenzione ai drammi spagnoli, da cui ottenne modelli per varie rappresentazioni, che ebbero, però, un successo minore rispetto ai suoi primi drammi, pur valorizzando le doti artistiche dell'attrice Teodora Ricci, amante di Gozzi.

Anche il fratello di Carlo Gozzi, Gasparo Gozzi, fu uno scrittore.

I suoi lavori furono pubblicati sotto la sua supervisione a Venezia la prima volta in 8 volumi (Colombani, 1772-1774), la seconda in 14 volumi (Zanardi, 1801-1803).

Opere principali[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Alberto Beniscelli, Carlo Gozzi in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 58, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2002. URL consultato il 18 febbraio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Memorie inutili (a cura di Giuseppe Prezzolini). Laterza, Bari 1910
  • Opere del Co: Carlo Gozzi. Colombani, Venezia/Firenze 1772[-1774].
  • Opere edite ed inedite del Co. Carlo Gozzi. Zanardi, Venezia 1801[-1803].
  • Opere. Teatro e polemiche teatrali (a cura di G. Petronio). Rizzoli, Milano 1962
  • Scritti di Carlo Gozzi a cura di E.Bonora Torino,Einaudi 1977

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Le Fiabe teatrali di Carlo Gozzi su Internet Archive: Primo volume; Secondo volume.
  • Giovanni Ziccardi, «GOZZI, Carlo» la voce nella Enciclopedia Italiana, Volume 17, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1933.

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