Carlo Emery

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Carlo Emery

Carlo Emery (Napoli, 25 ottobre 1848Bologna, 11 maggio 1925) è stato un entomologo italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato da genitori svizzeri naturalizzati italiani, laureato in medicina e specializzatosi nel 1872 in zoologia, Carlo Emery si dedicò alle scienze naturali. Divenne professore di Zoologia all'Università di Cagliari nel 1878; nel 1881 ottenne la cattedra di zoologia all'Università di Bologna, incarico che ricoprì fino al pensionamento.

Poliglotta (parlava correntemente, oltre all'italiano, il francese, l'inglese, il tedesco e lo spagnolo e capiva numerose altre lingue fra cui il russo), disegnatore di talento (illustrava da sé i suoi lavori), è stato autore di numerose pubblicazioni fra cui un manuale di zoologia[1], e numerose monografie quali per es. sull'anatomia delle vipere[2] sulla visione dei pesci[3], ma soprattutto sulle formiche. Emery infatti è stato uno specialista nel campo degli Imetnotteri sebbene i suoi primi lavori abbiano riguardato i Coleotteri.

Emery ha pubblicato più di 300 lavori di entomologia fra il 1869 e il 1926, interessandosi soprattutto sugli aspetti tassonomici, morfologici e biogeografici degli imenotteri, soprattutto delle formiche, descrivendo 130 generi, 1057 specie, 265 sottospecie di Formicidae. Fu l'autore della parte dedicata alle formiche dei Genera Insectorum di Wytsman[4]. Emery è stato inoltre l'autore di un singolare libretto umoristico: dei componimenti in ottonari "alla Incarriga" da imparare a memoria ("Son facili da imparare: si possono cantare sull'inno turatiano dei lavoratori") per superare l'esame di zoologia[5].

Nel 1906, mentre soggiornava in Svizzera, fu vittima di numerosi attacchi di ictus dopo i quali restò paralizzato dal lato destro del corpo. Imparò allora a scrivere ed a disegnare con la mano sinistra.

La sua collezione di Imenotteri si trova nel Museo di storia naturale Giacomo Doria di Genova; quella di Coleotteri nel Museo civico di zoologia di Roma.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Carlo Emery, Compendio di zoologia (I ed. Bologna: Zanichelli, 1899; II ed. riveduta e accresciuta Bologna: N. Zanichelli, 1904; III ed. 3. ed. riveduta e accresciuta, Bologna: N. Zanichelli, 1911; IV ed. curata ed accresciuta Alessandro Ghigi, Bologna, Cappelli, 1920).
  2. ^ Carlo Emery, Studii anatomici sulla Vipera Redii. Milano, G. Bernardoni, 1873.
  3. ^ Carlo Emery, La cornea dei pesci ossei, contribuzione alla morfologia dell'occhio dei vertebrati. Palermo, Stab. Tip. Lao, 1878.
  4. ^ Carlo Emery, Hymenoptera: fam. Formicidae, subfam. Myrmicinae. Genera Avium n. 174, Bruxelles, V. Verteneuil e L. Desmet, 1911.
  5. ^ Un esempio: "D'otto gambe provveduti, / Hanno gli Acari tondetti / Apparenza di ragnetti; / Neonati, hanno sei piè."
    (Carlo Emery, Zoologia popolare, ovvero La bestiale commedia: nuove dispense di zoologia per le sessioni straordinarie d'esami disposte in 100 strofe facili e amene, per cura di Coco (il Pappagallo); precedute da una lettera del prof. Carlo Emery all'autore. Bologna, Zanichelli, 1905).

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • M. Alippi Cappelletti, «EMERY, Carlo». In : Dizionario Biografico degli Italiani, Roma : Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Vol. XXXIV, 1988
  • William Morton Wheeler (1925). Obituary. Carlo Emery, Entomological News, 36 : 318-320. ISSN: 0013-872X (on-line)
  • Anonym 1925: [Emery, C.] Entomologist's Monthly Magazine (3) 61:209
  • Conci, C. 1975: Repertorio delle biografie e bibliografie degli scrittori e cultori italiani di entomologia. Mem. Soc. Ent. Ital. 48 1969(4) 904-905

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