Carlo Angela

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Carlo Angela

Carlo Angela (Olcenengo, 9 gennaio 1875Torino, 3 giugno 1949) è stato un politico e antifascista italiano. Il 29 agosto 2001 gli fu conferita alla memoria la Medaglia dei Giusti tra le nazioni per aver aiutato disinteressatamente molti ebrei durante la Shoah[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Carlo Angela si laureò in medicina nel 1899 all'Università di Torino. A Parigi frequentò i corsi di neuropsichiatria di Babinski. Durante la Grande Guerra fu ufficiale medico della Croce Rossa Italiana presso l'Ospedale Territoriale "Vittorio Emanuele III" di Torino.

Entrò in politica dopo la prima guerra mondiale, aderendo al movimento Democrazia Sociale, un movimento politico nato dalle ceneri del Partito Radicale Storico. All'interno del partito vi erano molte contraddizioni: insieme con parlamentari di sinistra ve n'erano altri che divennero ministri nel primo governo Mussolini, formato dopo la marcia su Roma.

Angela abbandonò allora il partito e si alleò con i socialisti riformisti di Ivanoe Bonomi, con i quali si presentò alle elezioni del 6 aprile 1924, senza essere eletto. Dopo l'assassinio di Giacomo Matteotti, nel giugno del 1924, Carlo Angela accusò esplicitamente i fascisti sul settimanale "Tempi Nuovi" «per il nefando delitto che ha macchiato indelebilmente l'onore nazionale»[senza fonte].

Dopo alcuni anni passati come medico condotto del piccolo paese di Bognanco, nell'Ossolano, durante il periodo della dittatura fascista Angela rinunciò ad incarichi politici e si trasferì a San Maurizio Canavese, con l'incarico di direttore sanitario della casa di cura per malattie mentali "Villa Turina Amione". Fu qui che durante l'occupazione tedesca e la Repubblica Sociale Italiana Angela offrì rifugio a numerosi antifascisti ed ebrei, falsificando le cartelle cliniche per giustificarne il ricovero. Nella sua opera di soccorso agli ebrei Angela fu aiutato dal suo vice Brun, da madre Tecla e dagli infermieri Fiore De Stefanis, Carlo e Sante Simionato. Sospettato dalla polizia fascista, Angela fu convocato e interrogato a Torino e rischiò anche la fucilazione durante una rappresaglia.

Durante la Liberazione, Carlo Angela fu nominato sindaco di San Maurizio Canavese. In seguito si presentò alle prime elezioni democratiche dopo oltre vent'anni, nella stessa lista di Norberto Bobbio, Massimo Mila e Ada Gobetti Marchesini.

Divenne anche presidente dell'ospedale Molinette di Torino. È il padre del giornalista e scrittore televisivo Piero Angela.

Morì nel 1949.

La medaglia di "Giusto tra le nazioni"[modifica | modifica wikitesto]

Le condizioni indispensabili per riconoscere un «giusto» sono tre: aver salvato ebrei, averli salvati sotto la minaccia di un grave pericolo per la propria vita, non aver mai percepito alcun compenso.

Le azioni compiute da Angela rimasero sconosciute per oltre mezzo secolo, a causa della discrezione della sua famiglia, e vennero alla luce soltanto nel 1995, quando Anna Segre decise di pubblicare il diario del padre Renzo, scritto durante il periodo in cui era scampato ai campi di sterminio, con la moglie Nella, nella clinica "Villa Turina Amione".[2]

Sulla base delle prove e delle testimonianze raccolte e che gli sono state presentate, il 29 agosto 2001 una commissione israeliana ha conferito al professor Angela la Medaglia dei Giusti tra le nazioni e ha inserito il suo nome nel Giardino dei giusti presso il museo Yad Vashem di Gerusalemme:[1] la cerimonia di premiazione è avvenuta a San Maurizio Canavese il 25 aprile 2002. Il consigliere dell'ambasciata d'Israele a Roma Tibor Schlosser, a nome di tutta la comunità ebraica mondiale, ha consegnato il riconoscimento a Sandra e Piero, i figli di Carlo Angela.

Dal 3 giugno 2000, una strada porta il nome di Carlo Angela a San Maurizio Canavese ed una targa è stata apposta all'ingresso della clinica di fronte al Palazzo Comunale.

L'impegno in Massoneria[modifica | modifica wikitesto]

Venne iniziato in Massoneria nel 1905, e raggiunse il 33º grado del Rito Scozzese Antico ed Accettato. Dopo la fine della Seconda guerra mondiale divenne Maestro Venerabile della Loggia Propaganda all'Oriente di Torino (di cui fu poi Maestro Venerabile Onorario fino alla morte) e Presidente del Collegio dei Maestri Venerabili della stessa città. L'8 giugno 1949, cinque giorni dopo la sua morte, si svolse il rito massonico funebre presso il tempio della Loggia Propaganda[3].

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Renzo Segre, Venti mesi (Palermo: Sellerio, 1995)
  • Israel Gutman, Bracha Rivlin e Liliana Picciotto, I giusti d'Italia: i non ebrei che salvarono gli ebrei, 1943-45 (Mondadori: Milano 2006), pp.18-19.
  • Pier Francesco Liguori, Percorsi della memoria - Storia della Croce Rossa a Torino - Parte I:1864-1956 (Editrice Morra, 1999), pp.51-52
  • Ugo G. e Silvia Pacifici Noja, Il cacciatore di giusti: storie di non ebrei che salvarono i figli di Israele dalla Shoah , Cantalupa Torinese, Effatà, 2010

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Righteous Among the Nations from Italy Honored by Yad Vashem by 1 January 2012
  2. ^ Segre Renzo (1995), Venti mesi, Sellerio, Palermo
  3. ^ "Carlo Angela", in "L'Acacia Massonica", Anno III, n.7, settembre 1949, p. 196.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]