Carl Michael Bellman

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Carl Michael Bellman

Carl Michael Bellman (Stoccolma, 4 febbraio 1740Stoccolma, 11 febbraio 1795) è stato un poeta e compositore svedese, figura centrale delle canzoni tradizionali e della letteratura del suo paese e scandinava.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nacque in una famiglia borghese ed ebbe modo di frequentare l'Università di Uppsala.

Per il resto della sua esistenza abitò per lo più a Stoccolma, svolgendo l'incarico di piccolo funzionario regolarmente pressato da debiti, nonostante l'aiuto e la protezione dei regnanti Gustavo III di Svezia e Gustavo IV Adolfo di Svezia.

Si sposò ed ebbe quattro figli ma la sua salute si mostrò piuttosto cagionevole, a causa di una tubercolosi oltre che alla dedizione all'alcool e ad altri vizi.[1]

Due sono le raccolte che lo resero famoso: le (Fredmans sånger) ("Le canzomi di Fredman") ultimate nel 1772, pubblicate nel 1790 e le Fredmans epistlar ("Epistole di Fredman").

Bellman viene ritenuto uno dei più significativi poeti scandinavi e uno dei più originali del XVIII secolo in Europa, dato che le sue opere rappresentarono uno spartiacque fra gli ultimi sprazzi barocchi ed arcadici e nuovi stili, forme, aspirazioni letterarie.

L'autore attribuì a Fredman, un orologiaio realmente esistito e morto a causa del vizio di bere bevande alcoliche, le strofe che ci introducono nel mondo turbolento di marinai, prostitute, musici di taverna, nel quale non mancano scene forti e piccanti, quali baccanali, risse, danze, scene sensuali e descrizioni di paesaggi. Lo stile complessivo delle strofe di Bellman appare incisivo e melodioso capace di includere espressività svariate, dall'espressionismo al verismo, e al rococò. Non mancano spunti tratti dalla mitologia greca e romana. Nelle sue opere convivono elementi sia popolari sia raffinati ed eleganti

Tra i suoi personaggi emblematici si ricordano la sacerdotessa del tempio di Bacco e il caporale onnipresente in ogni festa e bevuta, tutti quanti alla prese con l'angoscia della morte, una delle tematiche ricorrenti dell'autore assieme all'amore, alla felicità dell'inebriamento, al qui e ora.

Le poesie di Bellman vennero musicate dall'autore stesso, che utilizzò temi folk in voga, frammenti di opere e di temi di compositori del suo tempo, tra i quali Gluck e Haydn.

Traduzioni[modifica | modifica sorgente]

La maschera della morte di Bellman

Le canzoni di Bellman sono state registrate da artisti svedesi contemporanei, sia cantanti folk sia musicisti rock. Inoltre sono spesso utilizzate come musica corale e canti per feste popolari all'insegna del bere.

Bellman è stato tradotto in lingua inglese svariate volte, inclusa la versione più nota firmata da Paul Britten Austin, e inoltre sono state pubblicate varie traduzioni in lingua tedesca. Hans Christian Andersen fu il primo a tradurre Bellman nella lingua danese.

Non sono mancate le traduzioni di Bellman in lingua francese, in italiano, in finnico, in russo e in Yiddish.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Le muse"De Agostini, Novara, Vol.II, pag.171

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • G.Ljunggren, Bellman och Fredmans epistlar, Stoccolma, 1867
  • N.Afzelius, Myt och bild i Bellmans dikt, Copenaghen, 1947

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