Carl Gustaf m/45

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Carl Gustaf m/45
Carl Gustav M45-b.jpg
Tipo pistola mitragliatrice
Origine Svezia Svezia
Impiego
Utilizzatori vedi utilizzatori
Conflitti Guerra del Vietnam, Crisi del Congo, Conflitto Nordirlandese, Conflitto arabo-israeliano
Produzione
Progettista Gunnar Johnsson
Data progettazione 1944
Costruttore Carl Gustafs Stads Gevärsfaktori (Svezia)
Maadi Factories (Egitto)
Date di produzione 1945-1964 (Svezia)
1965-1970 (Egitto)
Entrata in servizio 1945
Ritiro dal servizio 2007
Numero prodotto circa 300.000
Varianti vedi varianti
Descrizione
Peso 3,3 kg (scarica)
Lunghezza 550-808 mm
Lunghezza canna 212 mm
Calibro 9 mm
Munizioni 9 × 19 mm Parabellum
Azionamento massa battente
Cadenza di tiro 602 colpi al minuto
Tiro utile 250 m
Alimentazione Caricatore amovibile da 36 colpi
Organi di mira mire metalliche

WorldGuns.ru[1]

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La Kulsprutepistol m/45 (abbreviato in Kpist m/45), meglio conosciuta come Carl Gustav m/45 o Swedish K, è un mitra svedese calibro 9 mm progettato da Gunnar Johnsson, adottato nel 1945 (da cui la designazione m/45) e prodotto dalla Carl Gustafs Stads Gevärsfaktori di Eskilstuna. L’arma rimase in servizio attivo fino alla metà degli anni ’90, quando fu rapidamente soppiantata da armi più evolute, come Ak 4 e Ak 5 (varianti dell'Heckler & Koch G3 tedesco). L’ultimo utilizzatore ufficiale dell’arma, l’Hemvärnet (la forza di protezione interna svedese) ha definitivamente sostituito l’arma nel 2007.

L’m/45 venne sviluppato nel biennio 1944-45, con un progetto che si ispirava e migliorava molti elementi di armi già esistenti e ampiamente usate: in particolare, si studiò approfonditamente la tecnica per lo stampaggio del metallo impiegata dai tedeschi per il loro MP 40 e dai russi per il PPSh-41 e la famiglia PPS. Due prototipi furono sottoposti a test nel 1944, uno prodotto dalla Carl Gustafs Stads Gevärfaktori e l’altro dalla Husqvarna Vapenfabrik AB, ma solo il modello della Gustav venne approvato e sottoposto a ulteriori studi e miglioramenti. Il primo lotto di produzione entrò in servizio nel 1945 con la denominazione Kpist m/45. Nonostante le evidenti somiglianze, l’arma danese Hovea M/49 non ha legami con la famiglia m/45: deriva infatti dal contendente sconfitto nella competizione svedese.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Soldato armato di m/45 durante l’addestramento.

La versione originale dell’arma non prevedeva modalità semiautomatica. Il peso è di 3,3 kg (scarica) e 4,2 kg (carica, con caricatore da 36 colpi). La lunghezza va dai 550 mm a calcio chiuso agli 808 mm a calcio aperto. Il rateo di fuoco piuttosto basso (550-600 colpi al minuto) e il debole rinculo generato dal meccanismo di riarmo rendono l’arma estremamente controllabile anche in fuoco continuato. Grazie al rateo di fuoco relativamente basso, è facile sparare colpi singoli, semplicemente rilasciando il grilletto subito dopo lo sparo. La precisione dell’arma è ottima fino ai 200 m, dopodiché si ha un calo molto rapido delle prestazioni.

Gli accessori forniti includono anche una speciale canna di bassissimo calibro per l’utilizzo di colpi a salve. Quando si utilizzano colpi di questo tipo, è però necessario montare uno speciale adattatore alla volata della canna per permettere all’arma di conservare abbastanza energia per il ciclo di riarmo. Altri accessori sono il visore notturno (solo per uso bellico), un collettore per i bossoli (accessorio prettamente sportivo, che permette la raccolta e il riciclo delle munizioni), un copriotturatore rosso brillante che mette in sicura l’arma prevenendo spari accidentali, e un meccanismo per la ricarica rapida dei caricatori, sebbene le limitate quantità inizialmente disponibili hanno reso questo accessorio molto raro. Il kit di pulizia e la cinghia in pelle sono compresi nel pacchetto, assieme a due diversi lubrificanti per le meccaniche dell’arma.

Il caricatore da 36 colpi dell’arma è leggermente più largo sul davanti che sul retro, condizione che permette ai colpi di essere estratti e inseriti in camera anche in mezzo a polvere o in climi molto rigidi. Proprio questa forma rende il caricatore estremamente affidabile, dato che i caricatori bifilari sono più propensi all’inceppamento in condizioni estreme. Lo stesso identico caricatore venne usato, dopo la guerra, nel mitra finlandese Suomi KP-31, in versione migliorata e denominata m/55.

L’idea di base del caricatore dell’m/45 fu impiegata anche per i caricatori delle armi ceche Cz. 23 e Cz. 25

L’arma non presenta un selettore per la sicura. L’arma era messa in sicura facendo scorrere la leva di armamento in un recesso laterale lungo la guida. Questa caratteristica presentava lo svantaggio di non essere di rapida rimozione: il soldato doveva infatti lasciare la presa sull’arma per azionare il meccanismo, un po’ come se stesse operando un fucile ad otturatore girevole-scorrevole. Quando scarica, la leva di armamento è in posizione totalmente avanzata, ruotata in maniera da entrare in un foro ricavato nel castello inferiore dell’arma.

Varianti[modifica | modifica wikitesto]

  • m/45 e m/45S: I primi modelli dell’arma erano progettati per poter accogliere anche i caricatori da 50 colpi del precedente m/37-39, e solo in seguito la semplificazione dell’arma condusse ad un modello che accettasse solo I nuovi caricatori da 36 colpi[2]. L’arma presentava una finitura metallica brunita.
  • m/45B: variante che presenta buchi di raffreddamento più piccolo sul paracanna e un gancio per mantenere in posizione la leva di chiusura dell’otturatore[2]. I primi modelli presentavano la stessa finitura metallica, mentre i modelli più recenti (la maggioranza) sono di colore verde militare.
  • m45C: modello per le forze dell’ONU, senza aggancio per baionetta. Durante la crisi del Congo degli anni ’60, l’arma venne impiegata in maniera estensiva dalle forze svedese in azione.[2]
  • m/45BE e m/45BET: i modelli per la polizia erano semplicemente versioni militari modificate con un selettore di fuoco. La variante m/45BET fu in seguito modificata ulteriormente per poter sparare unicamente in modalità semiautomatica. Negli anni ’70, la variante BET venne equipaggiata con un nuovo tipo di calcio (denominato m/75) con un poggia guancia rimovibile che permetteva ai soldati di usare l’arma anche indossando l’elmetto Huvudskydd m/69.

Produzione e uso[modifica | modifica wikitesto]

Il Carl Gustav m/45 fu rimpiazzato nelle forze armate svedesi durante gli anni ’90 dai due fucili Ak 4 e Ak 5. Il 2 aprile 2005 la pistola mitragliatrice m/45 venne ufficialmente dichiarata obsoleta quando venne definitivamente abbandonata anche dalle forze dell’Hemvärnet (Guardia nazionale), gli ultimi utilizzatori dell’arma in Svezia[3].

Altri paesi hanno usato l’arma nel corso degli anni, e in alcuni paesi si è addirittura avviata una produzione su licenza.

Produzione in Egitto[modifica | modifica wikitesto]

In Egitto, l’arma veniva prodotta su licenza come Port Said e Akaba. I macchinari necessari alla produzione vennero venduti dalla Svezia stessa a metà degli anni ’50. Il Port Said è una copia diretta dell’m/45, mentre l’Akaba ne è una semplificazione. Quest’ultima presenta infatti una canna più corta, senza copertura, e il calcio pieghevole è sostituito da uno retrattile in filo metallico (simile a quello dell’M3 americano o del MAT-49 francese). Le mire semplificate vennero spostate una più avanti e l’altra più indietro, procedimento che permette di incrementare leggermente la precisione.

Operazioni statunitensi nel sud-est asiatico[modifica | modifica wikitesto]

Durante la guerra del Vietnam, i Navy SEAL usarono in gran numero il Carl Gustaf m/45. La caratteristica che più colpì i SEAL era la capacità dell’arma di sparare quasi immediatamente appena uscita dall’acqua. L’arma era conosciuta con i soprannomi di Swedish-K o K-Rifle[4]. La marina fu così entusiasta dell’arma che quando la Svezia bloccò l’esportazione verso gli Stati Uniti nel 1966 (come protesta per l'intervento americano in Vietnam) alla Smith & Wesson venne assegnato il compito di realizzare copie dell’arma. Il modello americano, denominato S&W M76 arrivò però troppo tardi, quando le operazioni americane nel sud-est asiatico erano ormai quasi concluse. Molti dei modelli usati dalle agenzie governative americano non presentavano marchi (o venivano abrasi) proprio per facilitarne l’uso in operazioni clandestine[5]. Durante gli anni ’80, la MK Arms cominciò la produzione del modello MK-760, copia dello S&W M76.

Una variante impiegava addirittura un silenziatore inizialmente pensato per il mitra M3 americano, ma lo scarso uso, il peso eccessivo e la relativa inefficacia, fecero sì che presto si tornasse ad usare il silenziatore svedese originale.

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://world.guns.ru/smg/swed/carl-gustaf-m45-e.html
  2. ^ a b c The submachine guns of Sweden. Retrieved 17 March 2008.
  3. ^ [sv:Kulsprutepistol m/45]
  4. ^ Paul Bishop, Karl Gustav M/45 "Swedish K", MACV-SOG Living History Group. URL consultato il 10 settembre 2013.
  5. ^ World Guns' Smith & Wesson SW76
  6. ^ a b c Richard D. Jones e Leland S. Ness (a cura di), Jane's Infantry Weapons 2009/2010, 35th, Coulsdon, Jane's Information Group, 27 gennaio 2009, ISBN 978-0-7106-2869-5.
  7. ^ a b http://world.guns.ru/smg/swed/carl-gustaf-m45-e.html
  8. ^ Ian Hogg, Jane's Guns Recognition Guide, Haper Collins, 2002, p. 223, ISBN 0-00-712760-X.
  9. ^ T.L. Bosiljevac, SEALs: UDT/SEAL operations in Vietnam, Ballantine Books, 1991, p. 114, ISBN 0-8041-0722-X.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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