Carie (medicina)

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La carie è un processo patologico che consiste nell'erosione o nella distruzione di un tessuto duro (dente, osso, ecc.).

Tipi di carie[modifica | modifica sorgente]

Carie dentaria[modifica | modifica sorgente]

La carie dentaria colpisce diverse parti del dente, (smalto, dentina, cemento) a livello della corona o della radice. Nella maggior parte dei casi gli agenti eziologici sono batteri come lo Streptococcus mutans e il Lactobacillus, che producono acido lattico come prodotto di fermentazione che erode la parte dura del dente.[1]

Carenze di fluoro favoriscono la comparsa della carie nei denti permanenti (non nei "denti da latte") [2]. Sebbene il fluoro non è un costitutente naturale dello smalto, la fluoroapatite è una sostanza più resistente all'attacco acido, demineralizzante, della placca batterica.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Carie dentaria.

La carie in stadio iniziale, finché non demineralizza lo smalto che diventa più bianco, è asintomatica perché lo smalto è insensibile. L'aspetto iniziale è bianco-gessoso, translucido se la carie è attiva, nero o brunastro se è "carie secca" che l'organismo ha temporaneamente fermato (e necessita comunque di controllo perché potrebbe riattivarsi). Sintomi di carie dentaria sono la presenza di sensibilità al caldo e al freddo, dolore alla masticazione e di dolore alla percussione del dente. Gli strumenti diagnostici della carie sono:

  • la visita clinica de visu per valutare:
    • con visione diretta ad occhio "esperto", o con eventuale specchio, colore e riflesso dello smalto (aree di smalto discromiche o opache);
    • rugosità e lucentezza con uno specillo: se non rimane "incastrato" nella carie, possono essere solo delle decalcificazioni o delle macchie da tenere sotto controllo. Se penetra nella carie secca, e soprattutto se rimuove materiale brunastro, significa che la carie secca si è riattivata e bisogna curarla;
    • sensiblità al caldo e al freddo con prove termiche;
    • dolore con la percussione assiale e trasversale del dente.
  • Esami radiografici:
    • radiografia panoramica dei quattro settori dentari;
    • dove si hanno dei dubbi tra due denti, una o più radiografie endorali byte-wing (piccole lastrine) con centratore e con separatori da usarsi negli spazi interprossimali, che mostrano le corone e soprattutto i punti di contatto dei denti sia superiori che inferiori nei quali possono nascondersi carie non accessibili visivamente e clinicamente sotto il punto di contatto (uno dei tipi di carie più frequente anche in presenza di una sistematica igiene dentale, se non si usano il filo interdentale o gli appositi scovolini), mentre spesso non è dirimente per lesioni iniziali dei solchi;
    • sonda laser diagnostica, di recente introduzione, per valutare se le discromie/opacità. siano dovute a semplici pigmentazioni oppure se l'area di smalto sia demineralizzata;
    • transilluminazione
    • rivelatori di carie elettronici digitali, a risoluzione maggiore delle radiografie panoramica ed endorale.

Carie ossea[modifica | modifica sorgente]

La carie ossea colpisce le ossa e si manifesta come un'infiammazione cronica, con diminuzione della densità ossea o riassorbimento del tessuto osseo con suppurazione con conseguente disgregazione del tessuto. La necrosi e carie delle ossa sono in rapporto tra di loro esattamente come la gangrena e l'ulcerazione lo sono per quanto riguarda i tessuti molli.[senza fonte] Quando durante una visita medica viene effettuata una percussione dell'osso, il suono diverso permette di distinguere la necrosi dalla carie dell'osso, a causa della differenza nel grado di densità.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Wolfgang Weinert, Oral Hygiene Products" in Ullmann's Encyclopedia of Industrial Chemistry, 2005, DOI:10.1002/14356007.a18_209.
  2. ^ Fluoride supplements, dental caries and fluorosis A systematic review, Amid I. Ismail, MPH, MBA, DrPH and Hana Hasson, DDS, MS , in The Journal of the American Dental Associationadajournal.comThe Journal of the American Dental Association November 2008 vol. 139 no. 11 1457-1468
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