Cargo 200

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Cargo 200
Cargo 200.png
Titolo originale Gruz 200
Lingua originale russo
Paese di produzione Russia
Anno 2007
Durata 89 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico, thriller
Regia Aleksej Oktjabrinovič Balabanov
Sceneggiatura Aleksej Oktjabrinovič Balabanov
Produttore Sergei Selyanov
Fotografia Aleksandr Simonov
Montaggio Tatyana Kuzmichyova
Interpreti e personaggi

Cargo 200 è un film del 2007, scritto e diretto da Aleksej Oktjabrinovič Balabanov. Il film, che si basa su una storia vera, è stato escluso sia dal Festival di Cannes sia dal Festival di Berlino, a causa del suo contenuto crudo e a tratti macabro con cui il regista ha voluto mostrare il lato negativo della società sovietica.

Il titolo del film fa riferimento al nome dei voli degli aerei militari che trasportavano in patria dall'Afghanistan, le salme dei soldati sovietici caduti, all'interno di bare di zinco, riposte a loro volta in casse di legno. 200 era il numero massimo di casse e quindi di salme trasportabili dall'aereo per viaggio.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Leninsk, 1984: il professor Artem, in visita al fratello Mikhail, lungo il tragitto di ritorno verso Leningrado, è costretto a fermarsi a causa di un guasto al motore della sua auto; si reca in cerca di aiuto in una casa isolata di campagna, in cui vive una famiglia di produttori di vodka. Dopo un'accesa discussione filosofica con il capofamiglia Aleksey, Artem riesce a farsi aggiustare l'auto e ripartire; poco dopo la sua partenza, arriva il giovane Valera (per rifornirsi di alcol) con la sua amica Angelika. Valera e Aleksey si ubriacano fino a cadere a terra svenuti, Angelika viene rinchiusa nella stalla e violentata da Zhurov, capitano della polizia con un conto in sospeso con Aleksey. Il giorno dopo Zhurov fa ritorno a casa dalla madre possessiva e malata di mente, portandosi con sé Angelika e presentandola come sua moglie. Nel frattempo la polizia, avvertita dallo stesso Zhurov, arresta Aleksey con l'accusa di aver ucciso il suo aiutante vietnamita. Intanto il padre di Angelika, segretario del partito comunista, denuncia la scomparsa di sua figlia; entrambe le indagini finiscono in mano allo stesso Zhurov, colpevole sia dell'omicidio del vietnamita, sia della sparizione di Angelika. Dall'alto della sua posizione, Zhurov giostra a suo piacimento la condotta dei due casi, arrivando a far giustiziare l'incolpevole Aleksey ed a violentare Angelika, segregata in casa sua e soggetta ad ogni sorta di umiliazione. Ma la resa dei conti arriva anche per lui; Antonina, moglie del defunto Aleksey, armatasi di fucile, penetra in casa del capitano e lo uccide, sotto gli occhi della scioccata Angelika.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Cast, regia e sceneggiatura[1][modifica | modifica sorgente]

« Tutto ciò che ho mostrato nel film è realmente accaduto, il tutto si basa su un fatto di cronaca avvenuto a metà degli anni ottanta, nel periodo in cui lavoravo come assistente alla regia »
(Aleksej Balabanov)

Il regista documentò il tutto e incominciò a scrivere la sceneggiatura del film già a partire dalla metà degli anni 90.

La scelta del cast si rivelò problematica: Yevgeni Mironov, la prima scelta per il ruolo del capitano Zhurov, rifiutò la parte; stessa cosa fecero Sergey Makovetskiy e Kirill Pirogov, i quali avevano già lavorato con Balabanov nei suoi precedenti film. Lo stesso Makovetskiy, dopo aver letto la sceneggiatura, arrivò addirittura ad augurare al regista il naufragio del progetto. Venne infine scelto Aleksei Poluyan, il quale originariamente doveva interpretare un altro ruolo nel film. L'attore però, al tempo malato di pancreatite, fu soggetto ad alcune crisi isteriche e diversi altri problemi durante le riprese che ne minarono la sua condizione fisica. L'attore è morto nel 2010.

Critica[modifica | modifica sorgente]

  • Il film più cupo e pessimista dopo il crollo dell'impero sovietico; film geniale, terribile come la morte. Film non per chi comprende ma per chi ricorda. Commento del dizionario Morandini che assegna al film tre stelle su cinque di giudizio.[2]
  • Calcando il cinismo e la disperazione che caratterizzano i comportamenti dei personaggi, Cargo 200 espone con lucida ma anche orrorifica essenzialità la mancanza del conflitto morale. Commento del dizionario Farinotti che assegna al film quattro stelle su cinque di giudizio [3]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Trivia for Cargo 200, imdb.com
  2. ^ [Il Morandini 2011, di Laura, Luisa e Morando Morandini, pag 242]
  3. ^ Pino Farinotti, Il Farinotti 2009, Newton Compton Editori 2008 - pag 361

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]