Caress of Steel

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Caress of Steel
Artista Rush
Tipo album Studio
Pubblicazione settembre 1975
Durata 44 min : 51 s
Dischi 1
Tracce 5
Genere Hard rock
Rock progressivo
Etichetta Mercury Records
Produttore Rush e Terry Brown
Note Tour promozionale collegato: Caress of Steel Tour
Certificazioni
Dischi d'oro 1
Rush - cronologia
Album precedente
(1975)
Album successivo
(1976)
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
All Music Guide[1] 2/5 stelle

Caress of Steel è il terzo album in studio dei Rush, pubblicato il 24 settembre 1975 e registrato e mixato presso i Toronto Sound Studios di Toronto. Certificato disco d'oro dalla RIAA il 1º dicembre 1993.

Il disco[modifica | modifica sorgente]

L'album è considerato pregevole soprattutto per la presenza del primo brano epico della band, The Fountain of Lamneth, della lunghezza di quasi 20 minuti, che riempiva tutto il lato B dell'edizione originale in vinile. Considerato quello che avrebbe dovuto essere l'album del successo per i Rush, vendette effettivamente meno del lavoro precedente, e venne considerato una delusione dalla loro compagnia produttrice[2]. Tuttavia, nonostante ai tempi l'album ottenne riscontri piuttosto negativi (tant'è che gli stessi Rush non lo fanno rientrare fra le loro perle), oggi è stato ampiamente rivalutato. L'album viene recensito in maniera molto positiva sui principali siti rock, dove ne vengono spesso decantate le strutture e gli arrangiamenti; molti fan lo considerano sicuramente l'album più sottovalutato della loro carriera, considerandolo addirittura un capolavoro e sorprendendosi di come ai tempi fu clamorosamente stroncato [3][4]. L'album seguente, pubblicato l'anno successivo, 2112, avrebbe lastricato la strada del successo commerciale dei Rush con la sua epica suite di 20 minuti.

L'album mette in luce l'avvicinamento del gruppo agli standard del rock progressivo: Brani molto lunghi, divisi in parti, lunghi assoli molto tecnici e lunghe parti strumentali sono tutte caratteristiche presenti nel disco.

L'album si apre con un brano che riporta le influenze dei Led Zeppelin ancora molto riconoscibili nel sound del gruppo, Bastille Day, che parla della presa della Bastiglia durante la rivoluzione francese, benché le suddette influenze siano percepibili su tutte e tre le tracce più corte del disco, comprese quindi le successive I Think I'm Going Bald e Lakeside Park. Bastille Day verrà ripresa 30 anni più tardi ed inserita nella Overture strumentale del live R30.

Un Necromancer (un negromante) è colui che pratica la necromanzia, una forma di divinazione che prevede l'evocazione di Spiriti operativi per avere informazioni sul futuro. La canzone apre con forti influenze dal Signore degli anelli: Frodo, Samvise Gamgee e Gollum sono i "three travelers", i tre viaggiatori, e Sauron è il negromante; la trama della canzone si discosta da quella del libro nella parte III, con il ritorno di By-Tor di Fly by Night, stavolta come eroe e non come antagonista. La terza parte della suite, Return of the Prince, fu pubblicato come singolo in alcuni Paesi.

L'ultima canzone contenuta nel disco, The Fountain of Lamneth, anticipa epopee come 2112 e la serie di Cygnus X-1, ed è solo 34 secondi più corta di 2112. Il testo racconta una storia completa, che parla di un uomo in cerca della fontana di Lamneth, che si suppone essere la fonte della giovinezza, e ripercorre i passi del suo viaggio, illustrandoli, in fin dei conti, come situazioni negative che ostacolano il suo progresso.

Caress of Steel è il primo lavoro dei Rush nel quale la parte grafica è curata da Hugh Syme, cosa che succederà anche per tutte le produzioni future. Originariamente, la copertina dell'album avrebbe dovuto essere in una tonalità color argento, per dare al tutto un'apparenza "steel", d'acciaio; a causa di un errore di stampa, venne realizzata color rame.[5]

Tracce[modifica | modifica sorgente]

  1. Bastille Day - 4:37
  2. I Think I'm Going Bald – 3:37
  3. Lakeside Park – 4:08
  4. The Necromancer – 12:30
    • I. Into Darkness – 4:12
    • II. Under the Shadow – 4:25
    • III. Return of the Prince – 3:52
  5. The Fountain of Lamneth – 20:03
    • I. In the Valley – 4:18
    • II. Didacts and Narpets – 1:00
    • III. No One at the Bridge – 4:19
    • IV. Panacea – 3:14
    • V. Bacchus Plateau – 3:16
    • VI. The Fountain – 3:49

Tutti i brani scritti da Geddy Lee, Alex Lifeson e Neil Peart

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Classifiche[modifica | modifica sorgente]

Album - Billboard (Nord America)

Anno Classifica Posizione
1975 The Billboard 200 148[2]

Principali edizioni e formati[modifica | modifica sorgente]

Caress of Steel è stato pubblicato nel corso degli anni in varie edizioni, ristampe e formati; queste le principali[6]:

  • 1975, Mercury Records, formato: LP, MC
  • 1987, Mercury Records, formato: CD
  • 1997, Mercury Records, formato: CD, rimasterizzato
  • 1978, Mercury Records, all'interno del cofanetto Archives, formato: LP, MC
  • 2011, Mercury Records, all'interno del cofanetto Sector 1, formato: CD, rimasterizzato

Singoli[modifica | modifica sorgente]

Bastille Day / Lakeside Park[7]
The Necromancer: Return of the Prince / I Think I'm Going Bald[8]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Rush | Discography | AllMusic
  2. ^ a b Jon Collins, Rush, Tsunami Edizioni, 2009, pag 62. ISBN 978-88-96131-03-9
  3. ^ Caress Of Steel - Rush - Recensione di the green manalishi
  4. ^ Recensione - Caress Of Steel - Rush - TrueMetal.it
  5. ^ Jeffrey Morgan,From Brainwaves to Tidal Waves: The Story Behind Rush's Album Covers, Metal Music Special Issue, 1983
  6. ^ http://www.discogs.com/Rush-Caress-Of-Steel/master/7427
  7. ^ Rush - Bastille Day - Encyclopaedia Metallum: The Metal Archives
  8. ^ Rush - Return of the Prince - Encyclopaedia Metallum: The Metal Archives

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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