Ferdinando d'Asburgo (1609-1641)

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Cardinale
Berretta cardinalizia.png
Ferdinando d'Asburgo
 
della Chiesa cattolica
Immagine di Ferdinando d'Asburgo
Ritratto del cardinal-infante Ferdinando d'Asburgo ad opera di Gaspar de Crayer.
titolo
Stemma di Ferdinando d'Asburgo
'''''
Nato 16 maggio 1609, Monastero dell'Escorial
Ordinato
sacerdote
Consacrato
vescovo
Consacrato
arcivescovo
Consacrato
patriarca
Elevato
arcivescovo
Elevato
patriarca
Ruoli ricoperti
Proclamato
cardinale
29 luglio 1619 da papa Paolo V
Deceduto 9 novembre 1641, Bruxelles
 

Il cardinal-infante Ferdinando d'Asburgo, noto anche come Fernando o Ferdinando d'Austria (Monastero dell'Escorial, 16 maggio 1609Bruxelles, 9 novembre 1641), fu governatore dei Paesi Bassi spagnoli, cardinale della Chiesa cattolica, infante di Spagna, arcivescovo di Toledo (1619-1641) e comandante dell'esercito asburgico durante la guerra dei trent'anni (1618-1648).

Indice

[modifica] Biografia

[modifica] Giovinezza

Diego Velázquez, Il cardinal-infante Ferdinando a caccia, 1632-1636, olio su tela, Madrid, Museo del Prado.

Figlio cadetto del re Filippo III di Spagna e della moglie Margherita d'Austria, sorella dell'imperatore Ferdinando II, venne avviato giovanissimo alla carriera ecclesiastica e già nel 1619 fu creato arcivescovo di Toledo, quindi cardinale nel concistoro del 29 luglio dello stesso anno da papa Paolo V: il titolo di "cardinal-infante" era una combinazione del suo status di cardinale e di principe (infante secondo l'uso della corona castigliana) di Spagna. Ferdinando, le cui inclinazioni personali lo portavano più alla carriera delle armi, non venne mai ordinato prete, fatto abbastanza comune all'epoca per i membri delle case reali e dell'aristocrazia.

[modifica] Verso i Paesi Bassi

Nel 1630, la zia del cardinal-infante Isabella Clara Eugenia di Spagna decise di nominarlo suo successore come governatore dei Paesi Bassi spagnoli. Durante il viaggio Ferdinando venne accompagnato da un consistente esercito (la Spagna era ancora in guerra contro le Province Unite): la traversata via mare era resa impossibile dalla superiorità delle navi olandesi su quelle spagnole, perciò il cardinale si recò a Genova nel 1633 per congiungersi a un'armata proveniente da Milano (territorio spagnolo) che lo avrebbe scortato attraverso la Lombardia, il Tirolo, la Svevia, quindi lungo il Reno fino ai Paesi Bassi. Ferdinando pensò inoltre di rendere più sicuro il tragitto con una striscia di guarnigioni, e di intervenire a supporto dell'esercito del re d'Ungheria Ferdinando, suo cugino, figlio dell'imperatore, alla guida delle armate asburgiche contro gli Svedesi nella guerra dei trent'anni. Ritardato da una malattia, il cardinale inviò intanto metà delle sue armate al comando di Gómez Suárez de Figueroa, duca di Feria: queste truppe però furono sconfitte in un combattimento contro gli Svedesi guidati da Bernardo di Sassonia-Weimar e Gustaf Horn. Gli Spagnoli richiesero allora altri 4.000 cavalieri al generale imperiale Albrecht von Wallenstein, ma Wallenstein non poté soddisfare la richiesta. Il cardinal-infante riuscì a riprendere il viaggio solo nel 1634, raccogliendo in Baviera i resti dell'armata di Gómez Suárez, morto in gennaio.

[modifica] La battaglia di Nördlingen

Monarchia spagnola
Casa d'Asburgo
Royal Coat of Arms of Spain (1580-1668).svg

Carlo I
Filippo II
Filippo III
Filippo IV
Carlo II

Nel frattempo, Ferdinando d'Ungheria sconfisse l'esercito svedese a Ratisbona nel luglio 1634; cercò quindi di ricongiungersi alle armate del cugino. Le forze svedesi di Bernardo di Sassonia-Weimar e di Gustaf Horn tentarono disperatamente di impedire questa manovra, ma non riuscirono a ingaggiare battaglia con Ferdinando d'Ungheria.

Il cardinal-infante attraversò il Danubio nell'agosto 1634, in settembre le due armate riuscirono a ricongiungersi, e si accamparono a sud di Nördlingen, in Svevia. All'epoca Nördlingen era protetta da una piccola guarnigione svedese; ben presto, anche le armate di Bernardo di Sassonia-Weimar e Gustaf Horn raggiunsero Nördlingen, preparando gli eventi per la decisiva battaglia di Nördlingen. I due cugini si prepararono quindi allo scontro, ignorando i consigli dei più esperti generali come Matthias Gallas; Bernardo e Horn fecero lo stesso, ma fra i due sorsero tensioni e rivalità. Inoltre, essi sottovalutarono le forze nemiche, numericamente superiori, a causa di rapporti imprecisi che non tennero conto del fatto che gli uomini del defunto duca di Feria si erano riuniti al cardinal-infante e che quindi stimarono erroneamente le forze nemiche a soli 7.000 fanti, e non 21.000, contro 16.000 fanti svedesi. La battaglia si concluse con una grande vittoria per i due Asburgo: Gustaf Horn fu catturato, l'esercito svedese distrutto e il resto che riuscì a riparare a Heilbronn era solo un'ombra di quanto era stato. La vittoria fu merito soprattutto dell'eccellente fanteria spagnola, i temuti tercios viejos, comandati da Fuenclara, Idiáquez e Toralto, che surclassarono gli Svedesi, nonostante i miglioramenti attuati da Maurizio d'Orange e del defunto Gustavo II Adolfo di Svezia.

[modifica] Governatore dei Paesi Bassi spagnoli

Il re d'Ungheria cercò di convincere il cugino a rimanere per consolidare la loro posizione in Germania, ma il cardinal-infante Ferdinando proseguì con le sue truppe quasi subito dopo la fine della battaglia verso Bruxelles. Alla fine del 1634 entrò nella città accolto come un trionfatore. Vista l'impopolarità del clero cattolico a Bruxelles, egli mise in secondo piano il suo status di cardinale per enfatizzare invece le sue cariche e la gloria mondani. Ferdinando era un abile politico e diplomatico, e in breve tempo riformò il governo e l'esercito: soprattutto, riuscì a conquistare l'appoggio dei Fiamminghi contro la Francia.

Tuttavia, i suoi poteri erano segretamente limitati, e il comandante del suo esercito aveva ordine di ubbidire, se necessario, alle istruzioni che provenivano dalla Spagna e in particolare a quelle del primo ministro conte-duca di Olivares, non a quelle di Ferdinando. Nel 1635 i Francesi attaccarono Namur, con l'intenzione di unirsi agli Olandesi presso Maastricht: ma gli Olandesi esitarono e i Francesi furono costretti alla ritirata. Ferdinando poté così riprendere Diest, Goch, Gennep, Limburgo e Schenk.

Nel 1636 Ferdinando eliminò gli ultimi protestanti dalle Fiandre spagnole e proseguì la sua espansione militare impadronendosi di Hirsen, Châtelet e La Capelle, e rafforzando il Lussemburgo impiegando truppe croate.

[modifica] La fine

Il 10 ottobre 1637, però, la città di Breda fu nuovamente espugnata dopo dieci mesi di assedio da Federico Enrico d'Orange dopo essere rimasta sotto il dominio spagnolo per 12 anni. Nonostante i ripetuti tentativi, il cardinal-infante non riuscì a riconquistare questa fortezza di grande importanza strategica, indebolendo quindi la sua posizione non solo nei confronti degli Olandesi, ma anche dei suoi nemici a corte a Madrid. Ferdinando perse inoltre Chapelles, Landrey e Damvilliers contro i Francesi, e non solo non fu in grado di espugnare Maubeuge ma fu costretto a cedere molto terreno ai suoi avversari nel provarvi. Le conquiste di Anversa, Chastillon e Geldern negli anni seguenti non compensarono la perdita dell'importante città di Arras nel 1640.

Più pericolosi dei suoi nemici sul campo erano, tuttavia, i suoi avversari nella corte di Madrid. Allo scopo di rovinare la sua reputazione essi fecero circolare ad arte voci secondo cui egli progettava di staccarsi dalla corona spagnola e diventare sovrano di un regno autonomo dei Paesi Bassi con l'aiuto del re francese, e che a Parigi fossero in atto trattative per farlo sposare con la figlia del duca di Orléans, fratello di Luigi XIII.

Nel frattempo, la Spagna attraversava momenti difficili sul piano militare e finanziario: il Portogallo era in rivolta e al cardinal-infante, impegnato nella guerra, venne chiesto di fornire truppe per reprimere la sommossa.

Ferdinando si ammalò mentre era in battaglia nel 1641 e morì il 9 novembre di quell'anno a Bruxelles all'età di 32 anni. I referti medici parlarono di un'ulcera allo stomaco, ma le dicerie a corte erano che fosse stato avvelenato. Ferdinando aveva avuto una figlia illegittima, Marie Anne de la Croix, nata a Bruxelles nel 1641 e morta a Madrid nel 1715, che divenne suora.

La salma del cardinale venne trasportata in Spagna nel 1643 e, secondo le sue ultime volontà, vennero recitati per lui 12.000 messe da requiem.

Le dispute su chi dovesse succedergli come governatore generale dei Paesi Bassi incrinarono l'alleanza fra l'imperatore a Vienna (il vecchio compagno d'armi del cardinale, Ferdinando III) e la Spagna. L'imperatore spingeva per suo fratello, l'arciduca Leopoldo Guglielmo, Madrid invece preferiva don Giovanni d'Austria, figlio illegittimo del re Filippo IV e della famosa attrice María Calderón. La nomina dell'impopolare bastardo venne ritardata e di conseguenza la Spagna perse il controllo di una vasta parte dei Paesi Bassi a causa dell'incapacità del governatore ad interim Francisco de Mello, marchese di Terceira.

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Predecessore: Arcivescovo di Toledo Successore: Arcbishoppallium.png
Bernardo Sandoval Rojas 1619-1641 Sede Vacante (1641-1645)
dal 1645 Gaspar de Borja y Velasco
Predecessore: Viceré di Catalogna Successore:
Enrique de Aragón Folc de Cardona y Córdoba 1632-1633 Enrique de Aragón Folc de Cardona y Córdoba
Predecessore: Governatore del ducato di Milano Successore:
Gomez Suarez de Figueroa y Córdoba 1633-1634 Gil de Albornoz
Predecessore: Governatore dei Paesi Bassi spagnoli Successore:
Isabella Clara Eugenia di Spagna 1634-1641 Francisco de Mello
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