Cappuccetto Rosso

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Cappuccetto Rosso in un'immagine di Gustave Doré

Cappuccetto Rosso è una fiaba popolare europea di cui esistono numerose varianti; è stata trascritta, tra gli altri, da Charles Perrault (col titolo Le Petit Chaperon Rouge) e dai fratelli Grimm (Rotkäppchen). Pur essendo generalmente considerata adatta a essere raccontata ai bambini, contiene riferimenti non troppo celati ad argomenti come violenza e cannibalismo. La storia è incentrata sul contrasto fra il mondo luminoso sicuro del villaggio e quello oscuro e insidioso della foresta, un'antitesi tipicamente medievale.

Indice

[modifica] Trama

Cappuccetto Rosso è una bambina che deve portare un cestino di bevande e cibo alla nonna ammalata. La mamma le raccomanda di non attraversare il bosco e di tenersi sulla strada, consiglio che Cappuccetto Rosso non segue. Nel bosco la bambina incontra un lupo cattivo che la distrae e la inganna facendosi rivelare dove abita la nonna; mentre Cappuccetto Rosso è in cammino, il lupo si reca dalla nonna prima di lei, entra in casa e la divora. Non ancor sazio di quello che ha mangiato si traveste con gli abiti della nonna per aspettare Cappuccetto rosso e divorare anche lei. All'arrivo della sventurata protagonista, il lupo si fa trovare a letto, russando e con questo inganno riesce a divorare anche la bambina. Un boscaiolo che torna a casa stanco dal lavoro sente russare e, conoscendo la nonna, si spaventa perché non la aveva mai sentita russare in quel modo. Allora decide di entrare in casa e risolve la situazione; l'uomo taglia la pancia della bestia: Cappuccetto Rosso e la nonna ne escono sane e salve. Da quel giorno Cappuccetto Rosso decide di ascoltare sempre la mamma e di non passare mai più dal bosco.

[modifica] Origini e varianti

La storia di Cappuccetto Rosso può essere fatta risalire alla tradizione orale di diverse regioni europee. Si sa che la fiaba era narrata già nel XIV secolo in Francia. "La finta nonna" è il titolo di una antica versione italiana della fiaba, in cui Cappuccetto Rosso riesce a sconfiggere il lupo basandosi esclusivamente sulla propria astuzia. Alcuni sostengono che questa versione sia più vicina all'originale, e che il personaggio del taglialegna sia stato aggiunto successivamente per suggerire l'idea maschilista che nonna e nipote non potessero salvarsi senza l'aiuto di un uomo.

In ogni caso, la versione scritta più antica della fiaba è Le Petit Chaperon Rouge, apparsa nella raccolta di fiabe I racconti di Mamma Oca di Charles Perrault nel 1697. La versione di Perrault è più sinistra di quella successiva (e meglio nota) dei Grimm. In questa versione Cappuccetto Rosso è "una ragazza attraente e di buona famiglia" che finisce mangiata dal lupo insieme alla nonna, senza alcun lieto fine. Al termine del racconto, Perrault fornisce una spiegazione esplicita della morale, dalla quale non è difficile estrarre l'evidente contenuto sessuale:

« Da questa storia si impara che i bambini, e specialmente le giovanette carine, cortesi e di buona famiglia, fanno molto male a dare ascolto agli sconosciuti; e non è cosa strana se poi il Lupo ottiene la sua cena. Dico Lupo, perché non tutti i lupi sono della stessa sorta; ce n'è un tipo dall'apparenza encomiabile, che non è rumoroso, né odioso, né arrabbiato, ma mite, servizievole e gentile, che segue le giovani ragazze per strada e fino a casa loro. Guai! a chi non sa che questi lupi gentili sono, fra tali creature, le più pericolose! »
(Le Petit Chaperon Rouge, Charles Perrault, 1697)

La versione di Perrault della fiaba, incluse le conclusioni morali, fu raccontata quasi identica da Collodi, nella sua raccolta di fiabe I racconti delle fate.

Nel XIX secolo, due versioni tedesche della fiaba furono raccontate ai fratelli Grimm da Jeanette Hassenpflug (17911860) e Marie Hassenpflug (17881856). I Grimm trasformarono una delle due versioni nella storia principale, e la seconda in un seguito. La prima, col titolo Rotkäppchen, fu inclusa nella prima edizione della loro raccolta Kinder- und Hausmärchen (1812). In questa versione la ragazza e sua nonna venivano salvate da un cacciatore interessato alla pelle del lupo. Nella seconda storia, Cappuccetto Rosso e sua nonna, grazie all'esperienza acquisita con il primo lupo, riuscivano a catturarne e ucciderne un altro.

I Grimm continuarono a rivedere la storia nelle edizioni successive; quella meglio nota è la revisione finale, del 1857, con il taglialegna che sostituisce il cacciatore.

Cappuccetto Rosso, nelle sue varianti, può essere messa in relazione con altre fiabe e miti analoghi. Il tema delle vittime estratte sane e salve dalla pancia del lupo, in particolare, si trova quasi identico nella fiaba russa Pierino e il lupo, ed è una variante di un'idea almeno antica quanto il Libro di Giona. Un concetto analogo è riproposto in Pinocchio, dove il burattino di legno trova il padre Geppetto nella pancia della balena.

[modifica] Analisi e interpretazioni

Fra le fiabe classiche, Cappuccetto Rosso è una di quelle che si prestano di più a un'analisi del sottotesto, ovvero dei messaggi impliciti o nascosti. Già Bruno Bettelheim ha evidenziato come la fiaba si presti a una interpretazione freudiana. Se è evidente la presenza di contenuti sessuali nella storia (si veda il passo di Perrault citato sopra), le interpretazioni discordano sostanzialmente solo su quello che potrebbe essere inteso come significato principale (ovviamente, è soprattutto verosimile che numerosi significati si siano sommati durante l'evoluzione storica della fiaba). La maggior parte delle proposte enfatizza uno di due temi:

  • La prostituzione. La fiaba potrebbe essere intesa come un'esortazione a non esercitare il "mestiere". Quella della "giovane donna nel bosco" è uno stereotipo che in molte tradizioni viene metaforicamente associato alla prostituzione; nella Francia del XVII secolo, tra l'altro, la "mantellina rossa" era un segnale esplicito in questo senso.[senza fonte]
  • La maturità sessuale. In questa interpretazione, la mantella rossa rappresenta le mestruazioni e l'ingresso nella pubertà, che conduce la bambina nella "profonda e oscura foresta" della femminilità; il lupo, l'uomo (visto come predatore sessuale da cui guardarsi).[senza fonte]

[modifica] Parodie

Una delle più celebri reinterpretazioni moderne di Cappuccetto Rosso è Red Hot Riding Hood, cartone animato diretto da Tex Avery; la protagonista in questo caso è una provocante cantante di night club. Nel 1994, Red Hot Riding Hood è stato votato fra i 50 cartoni animati più importanti della storia dell'animazione da un giuria di 1000 esperti del settore.[1]

Una parodia più recente della fiaba è il film di animazione Cappuccetto Rosso e gli insoliti sospetti, in cui la trama ruota intorno a dei furti avvenuti nel bosco, e in cui i personaggi (cappuccetto rosso e nonna comprese) sono (riprendendo il classico I soliti sospetti) tutti sospetti.

Nella letteratura, il comico Giobbe Covatta ha scritto una parodia della fiaba nel suo libro Pancreas - Trapianto del libro cuore, prendendo la fiaba come esempio per come vengono scritte le fiabe.

[modifica] Altri progetti

[modifica] Note

  1. ^ Jerry Beck, The 50 Greatest Cartoons: As Selected by 1,000 Animation Professionals

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali