Cappuccetto Rosso
Cappuccetto Rosso è una delle fiabe europee più popolari al mondo, di cui esistono numerose varianti; è stata trascritta, tra gli altri, da Charles Perrault (col titolo Le Petit Chaperon Rouge) e dai fratelli Grimm (Rotkäppchen). Pur essendo generalmente considerata adatta a essere raccontata ai bambini, contiene riferimenti non troppo celati ad argomenti come violenza e cannibalismo (in alcune versioni della fiaba, infatti, Cappuccetto Rosso mangia a sua insaputa la carne della nonna). La storia è incentrata sul contrasto fra il mondo luminoso sicuro del villaggio e quello oscuro e insidioso della foresta, un'antitesi tipicamente medievale.
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[modifica] Trama
C'era una volta una bambina che viveva in una bella casetta vicino al bosco ed indossava sempre una mantellina con il cappuccio di colore rosso, così tutti i vicini la chiamavano Cappuccetto Rosso.
Un giorno la mamma le disse di portare un cestino di focaccine alla nonna che abitava al di là del bosco e le raccomando più volte di stare attenta e non fermarsi a parlare con nessuno, perché era molto pericoloso. Cappuccetto Rosso usci di casa con il cestino in mano, e cantando e saltellando si inoltrò nel bosco. Dopo qualche minuto di cammino, quando gli alberi diventavano sempre più fitti e la luce faticava a farsi spazio fra i rami, Cappuccetto Rosso vide un ombra, pensava si trattasse di un altro albero, invece era un lupo spaventoso, che interruppe il suo cammino e le chiese dove stava andando, la piccola rispose che andava dalla nonna, e il lupo la incalzò proponendole una gara, la bambina, senza ascoltare le parole della mamma, decise di accettare e si avviarono.
Il lupo scelse la strada più breve e arrivò prima alla casetta della nonna, e facendo la vocina come se fosse la nipotina si fece aprire, entrò e in un sol boccone la mangiò. Poi indossò la sua camicia da notte, la cuffietta, gli occhiali, prese un libro e si infilò sotto le coperte ad aspettare Cappuccetto Rosso. Quando questa arrivò, guardò con meraviglia la sua nonnina, che le sembrava avere le mani grandi, le orecchie grandi e anche la bocca, e fu con la bocca che il lupo facendo un balzo la inghiottì. Fatto il suo buon pasto il lupo doveva tornare nel bosco, ma era talmente pieno che decise di fermarsi a fare un pisolino.
Nel frattempo proprio vicino alla casetta passava un cacciatore che fu attirato dal forte russare del lupo e decise di entrare, appena lo vide dormire sul letto, con il pancione e la bocca aperta, s'immaginò tutto. Subito prese delle forbici e iniziò a tagliare la pancia del lupo, prima uscì Cappuccetto Rosso e dopo la nonna che indispettita per l'accaduto propose di farla pagare al "lupaccio". Fu così che il cacciatore prese delle grosse pietre le infilò dentro la pancia del lupo e la ricucì. Il lupo dormiva così profondamente che non si accorse di nulla, quando, però, al suo risveglio, si alzò per andare a bere un po’ d'acqua, con il peso delle pietre, cadde a terra con un gran tonfo.
Il lupo fu così catturato e imparò la lezione, mentre il cacciatore, la nonna e Cappuccetto Rosso festeggiarono e poi la bambina tornò dalla mamma, promettendole di non disubbidire più, anche lei ha imparato la sua lezione: ascoltare quello che dice la mamma!.
[modifica] Origini e varianti
La storia di Cappuccetto Rosso può essere fatta risalire alla tradizione orale di diverse regioni europee. Si sa che la fiaba era narrata già nel XIV secolo in Francia. "La finta nonna" è il titolo di una antica versione italiana della fiaba, in cui Cappuccetto Rosso riesce a sconfiggere il lupo (o meglio un orco femmina in questa versione) basandosi esclusivamente sulla propria astuzia. Alcuni sostengono che questa versione sia più vicina all'originale, e che il personaggio del taglialegna sia stato aggiunto successivamente per suggerire l'idea maschilista che nonna e nipote non potessero salvarsi senza l'aiuto di un uomo.
In ogni caso, la versione scritta più antica della fiaba è Le Petit Chaperon Rouge, apparsa nella raccolta di fiabe I racconti di mamma l'oca di Charles Perrault nel 1697. La versione di Perrault è più sinistra di quella successiva (e meglio nota) dei Grimm. In questa versione Cappuccetto Rosso è "una ragazza attraente e di buona famiglia" che finisce mangiata dal lupo insieme alla nonna, senza alcun lieto fine. Al termine del racconto, Perrault fornisce una spiegazione esplicita della morale, dalla quale non è difficile estrarre l'evidente contenuto sessuale:
| « Da questa storia si impara che i bambini, e specialmente le giovanette carine, cortesi e di buona famiglia, fanno molto male a dare ascolto agli sconosciuti; e non è cosa strana se poi il Lupo ottiene la sua cena. Dico Lupo, perché non tutti i lupi sono della stessa sorta; ce n'è un tipo dall'apparenza encomiabile, che non è rumoroso, né odioso, né arrabbiato, ma mite, servizievole e gentile, che segue le giovani ragazze per strada e fino a casa loro. Guai! a chi non sa che questi lupi gentili sono, fra tali creature, le più pericolose! » | |
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(Le Petit Chaperon Rouge, Charles Perrault, 1697)
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La versione di Perrault della fiaba, incluse le conclusioni morali, fu raccontata quasi identica da Collodi, nella sua raccolta di fiabe I racconti delle fate.
Nel XIX secolo, due versioni tedesche della fiaba furono raccontate ai fratelli Grimm da Jeanette Hassenpflug (1791–1860) e Marie Hassenpflug (1788–1856). I Grimm trasformarono una delle due versioni nella storia principale, e la seconda in un seguito. La prima, col titolo Rotkäppchen, fu inclusa nella prima edizione della loro raccolta Kinder- und Hausmärchen (1812). In questa versione la ragazza e sua nonna venivano salvate da un cacciatore interessato alla pelle del lupo. Nella seconda storia, Cappuccetto Rosso e sua nonna, grazie all'esperienza acquisita con il primo lupo, riuscivano a catturarne e ucciderne un altro.
I Grimm continuarono a rivedere la storia nelle edizioni successive; quella meglio nota è la revisione finale, del 1857, con il taglialegna che sostituisce il cacciatore.
Cappuccetto Rosso, nelle sue varianti, può essere messa in relazione con altre fiabe e miti analoghi. Il tema delle vittime estratte sane e salve dalla pancia del lupo, in particolare, si trova quasi identico nella fiaba russa Pierino e il lupo, ed è una variante di un'idea almeno antica quanto il Libro di Giona. Un concetto analogo è riproposto in Pinocchio, dove il burattino di legno trova il padre Geppetto nella pancia del pescecane.
[modifica] Analisi e interpretazioni
Fra le fiabe classiche, Cappuccetto Rosso è una di quelle che si prestano di più a un'analisi del sottotesto, ovvero dei messaggi impliciti o nascosti. Già Bruno Bettelheim ha evidenziato come la fiaba si presti a una interpretazione freudiana. Se è evidente la presenza di contenuti sessuali nella storia (si veda il passo di Perrault citato sopra), le interpretazioni discordano sostanzialmente solo su quello che potrebbe essere inteso come significato principale (ovviamente, è soprattutto verosimile che numerosi significati si siano sommati durante l'evoluzione storica della fiaba). La maggior parte delle proposte enfatizza uno di due temi:
- La prostituzione. La fiaba potrebbe essere intesa come un'esortazione a non esercitare il "mestiere". Quella della "giovane donna nel bosco" è uno stereotipo che in molte tradizioni viene metaforicamente associato alla prostituzione; nella Francia del XVII secolo, tra l'altro, la "mantellina rossa" era un segnale esplicito in questo senso.
- La maturità sessuale. In questa interpretazione, la mantella rossa rappresenta le mestruazioni e l'ingresso nella pubertà, che conduce la bambina nella "profonda e oscura foresta" della femminilità; il lupo, l'uomo (visto come predatore sessuale da cui guardarsi).
Antropofagia. Altre interpretazioni si focalizzano sull'elemento antropofago: la fiaba ha origine nel contesto di un'Europa periodicamente flagellata da terribili carestie durante le quali si segnalarono diversi casi di cannibalismo (siano d’esempio il caso della carestia francese del X secolo e della Grande carestia del 1315-1317). Il fatto che nelle versioni più antiche della fiaba la figura antropofaga fosse interpretata da un'orchessa, un elemento mostruoso ma antropomorfo e di sesso femminile, anziché da un lupo (un animale di sesso maschile, la cui antropofagia, pur connotata negativamente, rientra nell’ordine naturale delle cose) danno supporto a queste interpretazioni ed al fatto che la fiaba, nella sua forma orale, si sia evoluta nel corso del tempo, per andare a rispondere a diverse esigenze formative.
[modifica] Adattamenti cinematografici
- Le petit chaperon rouge, 1901, film di Georges Méliès.
- Cappuccetto Rosso (La Caperucita Roya), 1960, film messicano di Roberto Rodriguez con Marìa Gracia nel ruolo della protagonista.
- Di Cappuccetto Rosso (Про Красную Шапочку), 1977, film musicale Sovietico di Leonid Neciaev con Yana Poplavskaya.
- Cappuccetto Rosso (Shelley Duvall's Faerie Tale Theatre), 1983, episodio di Graeme Clifford con Mary Steenburgen e Malcolm McDowell.
- In compagnia dei lupi (The Company of Wolves), 1984, film di Neil Jordan tratto dai racconti neri ispirati alla fiaba raccolti nell'antologia La camera di sangue di Angela Carter.
- Cappuccetto Rosso (Red Riding Hood), 1988, film di Adam Brooks con Isabella Rossellini e Craig T. Nelson.
- Cappuccetto Rosso (Red Riding Hood), 2004, film di Randal Kleiser con Morgan Thompson e Henry Cavill.
- Cappuccetto rosso sangue, film del 2011 di Catherine Hardwicke.
[modifica] Videogiochi
- The Path, videogioco horror del 2006 sviluppato da Tale of Tales, ispirato a diverse versioni della favola.
[modifica] Parodie
Una delle più celebri reinterpretazioni moderne di Cappuccetto Rosso è Red Hot Riding Hood, cartone animato diretto da Tex Avery; la protagonista in questo caso è una provocante cantante di night club. Nel 1994, Red Hot Riding Hood è stato votato fra i 50 cartoni animati più importanti della storia dell'animazione da un giuria di 1000 esperti del settore.[1]
Una parodia più recente della fiaba è il film di animazione Cappuccetto Rosso e gli insoliti sospetti, in cui la trama ruota intorno a dei furti avvenuti nel bosco, e in cui i personaggi (cappuccetto rosso e nonna comprese) sono (riprendendo il classico I soliti sospetti) tutti sospettati dei crimini.
Nella letteratura, il comico Giobbe Covatta ha scritto una parodia della fiaba nel suo libro Pancreas - Trapianto del libro cuore, prendendo la fiaba come esempio per come vengono scritte le fiabe.
[modifica] Note
- ^ Jerry Beck, The 50 Greatest Cartoons: As Selected by 1,000 Animation Professionals
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Cappuccetto Rosso
Wikisource contiene il testo completo di Cappuccetto Rosso, versione di Charles Perrault.
[modifica] Collegamenti esterni
- La finta nonna
- (EN)SurLaLune: testo della fiaba
- (EN)versione dei fratelli Grimm
- (EN)Saggio sulla storia della fiaba
- (IT)versione dei f.lli Grimm, con annotazioni.
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