Cappella Portinari

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Coordinate: 45°27′15″N 9°10′56″E / 45.454057, 9.182159

Vista della cappella Portinari dal sottocoro

La Cappella Portinari posta all'interno della Basilica di San Eustorgio a Milano, fondata nel 1462 e già conclusa nel 1468.

Commissionata da Pigello Portinari, presso Sant'Eustorgio come sepoltura privata e reliquario per la testa di san Pietro Martire ha forma quadrangola con piccolo abside quadrato, coperta da una cupola nascosta all'esterno da tiburio, caratteristica tipica dell'arte lombarda. All'esterno i volumi architettonici sono nascosti dalla decorazione, anche questa di matrice schiettamente lombarda, all'interno allo stesso modo i volumi sono nascosti dagli affreschi del Foppa, nei pennacchi: tondi con i dottori della chiesa, nelle pareti laterali: Storie di san Pietro Martire, nell'arco trionfale l'Annunciazione e in controfacciata l'Assunzione della Vergine. gli affreschi delle pareti, due per ogni lunetta sono realizzati con un unico punto di fuga posto fuori dalla figurazione, in modo da armonizzare le verie scene. È stata riaperta l'11 febbraio 2000 dopo i restauri cominciati nel 1989.

La singolarità dell’interno della costruzione, che fu considerata unica in tutto il Quattrocento italiano, sta nella parte decisiva che ebbe Foppa nella ideazione e nella regia della decorazione plastico-pittorica, preminente sui valori architettonici. Valori difficilmente divisibili dalla moltiplicazione scenografica degli spazi dipinti nelle storie sulle pareti, nei tondi e nei pennacchi della cupola, e scolpiti nei finti loggiati del tamburo. Dopo gli ultimi restauri del 1952, oggi la decorazione pittorica appare miracolosamente recuperata nonostante le fortunose vicende a cui venne sottoposta nel corso dei secoli. Nascosta sotto ben 7 strati di intonaco dai tempi della pestilenza del 1630 in poi, ridipinta, infelicemente restaurata, la cappella ha ora riassunto in parte il suo volto originario di soave croma luminosa.

Non si conosce il nome dell'architetto che la progettò: la tradizionale attribuzione a Michelozzo è oggi sostituita da una dubitativa a Filarete, ma con ogni probabilità è assegnabile a Guiniforte Solari da Carona, architetto delle absidi alla Certosa di Pavia e di San Pietro in Gessate a Milano. Dal XVIII secolo è collocato nella cappella il sepolcro marmoreo di San Pietro Martire, opera trecentesca di Giovanni di Balduccio, allievo di Giovanni Pisano.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali