Cappella Peruzzi

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Coordinate: 43°46′5″N 11°15′48.24″E / 43.76806°N 11.2634°E / 43.76806; 11.2634

Resurrezione di Drusiana
Ascensione di san Giovanni Evangelista
Cappella Peruzzi

La Cappella Peruzzi è la seconda cappella a destra del coro nella Basilica di Santa Croce a Firenze.

Indice

[modifica] Storia

Fu commissionata dalla ricca famiglia di banchieri e mercanti dei Peruzzi a Giotto, che la affrescò in una fase avanzata della sua carriera, verso il 1318, una quindicina d'anni dopo il suo capolavoro alla Cappella degli Scrovegni di Padova. La cappella venne imbiancata nel 1714 e riscoperta verso la metà dell'Ottocento, quando venne restaurata con pesanti integrazioni di Antonio Marini, oggi rimosse e conservate in ambienti attigui alla sagrestia della stessa chiesa.

Nella stessa chiesa, circa dieci anni dopo Giotto affrescò anche la Cappella Bardi: in totale le cappelle affrescate da Giotto erano quattro, ma solo queste due ci sono pervenute.

[modifica] Elenco delle scene

Vi sono rappresentate Scene della vita di San Giovanni Evangelista e di San Giovanni Battista (sei scene sulle pareti laterali e quattro pennacchi).

Nell'archivolto sono raffigurati otto busti di Profeti, mentre i pennacchi della volta presentano i quattro simboli degli Evangelisti.

La parete destra mostra le Storie di San Giovanni Evagelista, che si leggono dall'alto al basso:

  • Visione nell'Isola di Patmos,
  • Resurrezione di Drusiana,
  • Ascensione di San Giovanni.

La parete sinistra ha le Storie di San Giovanni Battista:

  • Zaccaria riceve l'annuncia dall'Angelo,
  • Nascita del Battista e imposizione del nome
  • Banchetto di Erode con Salomè che presenta la testa del Battista a Erodiade.

Sulla parete della finestra restano tracce di elementi decorativi.

[modifica] Stile

Lo stato di conservazione attuale delle pitture è fortemente compromesso da diversi fattori succedutisi nel tempo (non tra ultimi l'ampio ricorso della pittura a secco invece che ad affresco), ma non impedisce di vedere la qualità delle figure rese plasticamente da un attento uso del chiaroscuro e caratterizzate dallo studio approfondito dei problemi di resa e rappresentazione spaziale.

In questi affreschi si nota un'evoluzione dello stile di Giotto, con panneggi ampi e debordanti come mai visto prima che esaltano la monumentalità delle figure. Le architetture sono inoltre disposte in maniera più espressiva, con vivi spigoli che forzano alcune caratteristiche delle scene; dilatandosi in prospettiva che continuano oltre le cornici delle scene fornendo un'istantanea dello stile urbanistico del tempo di Giotto. Questa scelta è anche funzionale alla ristrettezza della cappella, che così viene dilatata dallo spazio dipinto.

All'interno di queste quinte prospettiche, si sviluppano le storie sacre composte in maniera calibrata nel numero e nel movimento dei personaggi.

[modifica] Retaggio

La sapienza compositiva di Giotto divenne motivo di ispirazione per artisti successivi come ad esempio Masaccio negli affreschi della Cappella Brancacci nella chiesa del Carmine (che copiò per esempio i vecchioni nella scena della Resurrezione di Drusiana) e Michelangelo che ben due secoli dopo la studiò attentamente disegnando diverse figure, a testimoniare la grande considerazione che questo ciclo ebbe anche nel Rinascimento

[modifica] Il polittico Peruzzi

Dalla stessa cappella proviene il Polittico Peruzzi che fu smembrato e disperso in diverse collezioni fino al ricongiungimento nell'attuale collocazione presso il Museum of Art di Raleight (North Carolina) che rappresenta la Madonna con figure di Santi tra cui i due Giovanni e San Francesco.

Lo stile figurativo è simile a quello della cappella anche se i Santi sono inseriti in un contesto neutro e povero di elementi decorativi ma, comunque, molto saldi nella loro volumetria.

[modifica] Altre immagini

[modifica] Bibliografia

  • Guida d'Italia, Firenze e provincia ("Guida Rossa"), Edizioni Touring Club Italiano, Milano 2007.

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