Capitano (maschera)

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Il capitano spagnolo - Incisione del XVII secolo

Il capitano è una delle più antiche maschere della commedia dell'arte.

La sua genesi risale al Pirgopolinice del Miles gloriosus di Plauto e al Trasone dell'Eunuco di Terenzio.

Rinato in altre forme nel teatro italiano del 1500, impersonificava a volte il soldato di nobili sentimenti ed estroso o il vanaglorioso spaccone che si vantava di titoli non posseduti e di imprese mai compiute: in entrambi i casi malcelava in realtà il terrore di dover affrontare una battaglia o un duello, contrariamente a quanto invece affermava di continuo a parole.

Con la dominazione spagnola dell'Italia e dopo la discesa di Carlo V, il capitano assunse sempre più i connotati del soldato spagnolo, acquisendo dizione e modi di dire prettamente iberici. Viene quindi portato in scena più volte contrapposto ai Mori o come zimbello di una farneticante vanagloria attribuita al soldato spagnolo, notoriamente malvisto dagli italiani che ne deprecavano la prepotenza e l'arroganza.

Il vestito ricorda le divise dei soldati spagnoli dell'epoca, arricchito però da ninnoli e nastri e molto variopinta. Ha un grosso naso e vistosi baffoni: un elemento comune alle successive variazioni della maschera rimarrà il grande spadone che trascina rumorosamente ed in maniera impacciata al suo fianco. A volte porta un elmo con uno stemma raffigurante un porcospino a memoria dell'assedio di Trebisonda nel quale la sua corazza viene trafitta dalle frecce del nemico tanto da farlo sembrare un porcospino.

Celebri capitani del palco furono Francesco Andreini con Capitan Spaventa e Silvio Fiorillo con Capitan Matamoros, che tratteggiarono due personaggi con la stessa derivazione ma estremamente differenti tra di loro. Mentre Capitan Matamoros è borioso, spaccone e sostanzialmente ridicolo (in ordine cronologico è successivo alla maschera di Andreini), Capitan Spaventa è la controparte seria e sognatrice di nobile animo e alti sentimenti, quasi un sognatore.

Ispirate alla maschera sono numerosi varianti come Capitan Giangurgolo, Capitan Corazza, Capitan Cardone, Rinoceronte, Terremoto, Spezzaferro, Spaccamonti, Capitan Rodomonte. Sempre al capitano sono riconducibili poi numerose derivazioni della maschera adottate dal carnevale napoletano o più in generale dalla letteratura, come Capitan Fracassa.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Andreini, Le brauure del Capitano Spauento di Francesco Andreini da Pistoia Comico Geloso diuise in molti ragionamenti in forma di dialogo. - In Venetia, appresso Giacomo Antonio Somasco, 1607
  • Aniello Soldano, Fantastiche, et ridicolose etimologie recitate in Comedia da Aniello Soldano detto Spacca Strummolo napolitano, &c. - In Bologna, per Vittorio Benacci, 1610
  • Fausto de Michele: Quello che il "Don Chisciotte" deve alla maschera del Capitano della Commedia dell'Arte, Italienisch -Zeitschrift für italienische Sprache und Literatur, Number 61, Mai, Oldenburg 2009
  • Fausto de Michele, Guerrieri ridicoli e guerre vere nel teatro comico del ´500 e del ´600 ( Italia, Spagna e paesi di lingua tedesca), Alma Edizioni, Firenze 1998
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