Capelli lunghi

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Un ragazzo dai capelli lunghi su una spiaggia in Melanesia.

Per capelli lunghi si intende qualunque tipo di acconciatura in cui i capelli vengono mantenuti relativamente lunghi. La lunghezza per cui si può parlare di "capelli lunghi" può variare da cultura a cultura, e persino all'interno della stessa cultura. Per esempio in alcune culture a parità di lunghezza, gli stessi capelli vengono considerati lunghi per un uomo ma corti per una donna.

Gli scienziati hanno individuato nei capelli lunghi un importante ruolo nella selezione naturale di alcune specie nel regno animale, in quanto sintomo di buona salute.[1] La psicoanalisi freudiana inoltre vedeva i capelli lunghi come rappresentazione del rilascio dell'io, come soppressione del Super-Io.[2]

Culturalmente, i capelli lunghi negli uomini, sono un segnale della separazione del soggetto dalle strutture e dalle regole,[3] benché esistono alcune eccezioni, come nel caso degli abitanti della Thailandia.[4] In alcuni stili di vita, considerati particolarmente rigidi, e principalmente di stampo religioso esistono specifiche norme sulla lunghezza dei capelli. Per esempio, in un passaggio del nuovo testamento, i cristiani considerano i capelli lunghi inappropriati per gli uomini, mentre li incoraggiano nelle donne.[5] I monaci buddisti rasano completamente la propria testa come segno di appartenenza all'ordine.[2] Anche al di fuori delle strutture religiose, i capelli lunghi spesso associano l'idea di modelli di vita al di fuori di ciò che è comunemente accettato. [6] Durante le rivoluzioni culturali negli anni sessanta e settanta in America e nel mondo occidentale, i capelli lunghi divennero uno dei simboli più riconoscibili dell'opposizione alle regole e alle istituzioni.[7] Anche in questo senso però esistono delle eccezioni, come ad esempio i nazirei dell'ebraismo (Sansone su tutti). [8] Le attuali culture non occidentali, come quella islamica o quella cinese generalmente considerano i capelli lunghi come una tollerabile influenza occidentale.[9][10] Invece i talebani afghani puniscono gli uomini che portano acconciature lunghe.[11]

Fra le donne, normalmente vale il discorso opposto, e quindi i capelli lunghi sono culturalmente e socialmente accettati, mentre i capelli corti sono una forma di ribellione alle regole. I capelli lunghi anzi rappresentano una connotazione della femminilità molto diffusa nelle culture occidentali. Il femminismo e i movimenti per i diritti della donna hanno a lungo dibattuto se sostenere l'idea dei capelli lunghi come una caratteristica esclusivamente femminile, o chiedere i capelli corti come opposizione ad uno stereotipo.[3] Le culture asiatiche percepiscono l'idea dei capelli lunghi e disordinati nelle donne, come segnale di intenzioni sessuali, dato che normalmente i loro capelli vengono tenuti legati.[12]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Watson, James. Darwin: the Indelible Stamp; the Evolution of an Idea. Philadelphia: Running Press, 2005. pg. 1042 ISBN 0762421363
  2. ^ a b Leach, E. R. "Magical Hair." The Journal of the Royal Anthropological Institute of Great Britain and Ireland. (July 1958) 88.2 pgs. 147-164
  3. ^ a b Synnott, Anthony. "Shame and Glory: A Sociology of Hair." The British Journal of Sociology 1987-09 38.3 pgs. 381-413
  4. ^ Reid, Anthony. Southeast Asia in the Age of Commerce, 1450-1680. New Haven: Yale University Press, 1988. pgs. 80-84. ISBN 0300047509
  5. ^ KJV 1 Corinthian 11. 14-15
  6. ^ Bartlett, Robert. "Symbolic Meanings of Hair in the Middle Ages." Transactions of the Royal Historical Society (1994) Vol. 4 pgs. 43-60
  7. ^ Bronski, Michael. The Pleasure Principle. City: Stonewall Inn Editions, 2000. pgs. 95-96. ISBN 0312252870
  8. ^ Judges 13-16
  9. ^ Joseph, Suad and Afsaneh Najmabadi. Encyclopedia of Women & Islamic Cultures: Family, Body, Sexuality and Health, Volume 3. Boston: Brill Academic Publishers, 2005. pg. 35 ISBN 9004128190
  10. ^ Law, Kam-yee. [2003] (2003). The Chinese Cultural Revolution Reconsidered: beyond purge and Holocaust. ISBN 0333738357
  11. ^ Rashid, Ahmed. Taliban. City: I B Tauris & Co Ltd, 2002. pg. 219. ISBN 1860648304
  12. ^ Maynard, Margaret. Dress and Globalisation. Manchester: Manchester University Press, 2004. pg. 104. ISBN 0719063892

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