Dialetto canzese
Riconoscendo l'arbitrarietà delle definizioni, si è deciso di usare nella nomenclatura delle voci il termine lingua per quelle riconosciute come tali nella codifica ISO 639-1, ISO 639-2 o ISO 639-3. Per gli altri idiomi viene usato il termine dialetto.
| dialetto canzese (Canzés) | |
|---|---|
| Parlato in | Italia |
| Regioni | Lombardia Provincia di Como Canzo |
| Persone | ~2.000 |
| Classifica | Non in top 100 |
| Filogenesi | Indoeuropee Italiche Romanze Galloromanze Galloitaliche Lombardo Lombardo occidentale Brianzolo Canzese |
| Statuto ufficiale | |
| Nazioni | - |
| Regolato da | nessuna regolazione ufficiale |
| Codici di classificazione | |
| ISO 639-2 | roa |
| SIL | LMO (EN) |
Il Canzese è una variante del dialetto brianzolo (dialetto del lombardo occidentale) parlata nel comune di Canzo in provincia di Como.
Indice |
[modifica] Caratteristiche storico-culturali
Il dialetto canzese è parlato da circa 2.000 persone del paese. Simili ad esso sono gli altri dialetti della Brianza e del Comasco, ma ha somiglianze anche con il dialetto milanese a causa di un forte legame storico con la città e la diocesi di Milano[1]. La particolare apertura e peculiarità del dialetto canzese rispetto agli altri dialetti brianzoli è dovuta anche al fatto che sia l'ultimo paese della Brianza.
[modifica] Caratteristiche linguistiche
Il dialetto canzese è parlato da circa 2.000 persone del paese. Simili ad esso sono gli altri dialetti della Brianza e del Comasco[2]., ma ha somiglianze con il dialetto milanese a causa di un forte legame storico con la città di Milano. Dal punto di vista fonetico è evidente, ad esempio, la particolare predominanza della vocale a (l'articolo determinativo maschile è al —el è milanesismo di alto registro—, rispetto al brianzolo comune ul e al milanese el; "nero" è négar e non negher). Appartiene all'Insubre (codice "lmo-ins"), che a sua volta è considerato parte della famiglia di lingue Lombarda (codice ISO 639-3 "lmo").
Nel canzese, invece della nasalizzazione vocalica del milanese, si presenta la nasale velare (ad esempio [kăŋ] anziché [kã] per "cane"); sempre in confronto al milanese, i suoni consonantici tenuti sono vietati in parola, ad eccezione della zeta sorda intervocalica; è assente il suono intermedio z~s (si conserva la z originaria); le consonanti finali sono sempre inequivocabilmente sorde (ad esempio giaalt anziché giald); la v è sempre di suono molto debole; si presentano inoltre, rare volte, suoni intermedi a~è, a~o, i~ü, é~i, ó~u; molto spesso, le sillabe chiuse da elle e rette dalla vocale a cambiano quest'ultima in ò, che atonica si riduce a u; sono notevoli i fenomeni di assimilazione o adattamento, dati dall'incontro di due parole. Il lessico è in parte comune agli altri dialetti brianzoli e in parte originale; rispetto ad essi ha una più ampia varietà di registri, da quelli più legati alla vita contadina a quelli più sofisticati; rispetto al milanese moderno, conserva maggiormente il lessico arcaico ed è meno contaminato dall'italiano.
Nella sua piccola letteratura scritta, quasi totalmente poetica, sbocciata negli anni settanta, si fa prevalentemente uso di una grafia semplice e aderente alla pronuncia, che utilizza ö, ü e j, non usa l'accento circonflesso e raddoppia sistematicamente le vocali lunghe. Non si ignora l'eredità letteraria milanese e neanche quella brianzola e comasca.
La letteratura orale è composta da proverbi, poesie, filastrocche, leggende, preghiere. Un ruolo importante del canzese, come altre lingue locali, è ad esempio nei toponimi e negli appellativi dei paesi.
Anche all'interno del paese vi sono delle varianti, a seconda della classe sociale e della zona, per influenze nel primo caso dal milanese e dal brianzolo comune, nel secondo dai dialetti dei paesi limitrofi. Si può poi dire che ogni famiglia allargata abbia un'inflessione e un lessico leggermente diversi in quanto, fino a metà del Novecento, ognuna di esse era alquanto unita e isolata nella realtà della curt.
[modifica] Lessico
Il lessico è in parte comune agli altri dialetti brianzoli e in parte originale; rispetto ad essi ha una più ampia varietà di registri, da quelli più legati alla vita contadina a quelli più sofisticati; rispetto al milanese moderno, conserva maggiormente il lessico arcaico ed è meno contaminato dall'italiano.
[modifica] La scrittura e la letteratura
Nella sua piccola letteratura scritta, quasi totalmente poetica, sbocciata negli anni settanta, si fa prevalentemente uso di una grafia semplice e aderente alla pronuncia, che utilizza ö, ü e j, non usa l'accento circonflesso e raddoppia sistematicamente le vocali lunghe. Non si ignora l'eredità letteraria milanese e neanche quella brianzola e comasca.
La letteratura orale è composta da proverbi, poesie, filastrocche, leggende, preghiere. Un ruolo importante del canzese, come altre lingue locali, è ad esempio nei toponimi e negli appellativi dei paesi.
Anche all'interno del paese vi sono delle varianti, a seconda della classe sociale e della zona, per influenze nel primo caso dal milanese e dal brianzolo comune, nel secondo dai dialetti dei paesi limitrofi. Si può poi dire che ogni famiglia allargata abbia un'inflessione e un lessico leggermente diversi in quanto, fino a metà del Novecento, ognuna di esse era alquanto unita e isolata nella realtà della curt.
[modifica] Esempi
Ecco un brano di letteratura poetica scritta che palesa le norme ortografiche prevalentemente utilizzate ed è, nel contempo, un esempio di grande virtuosismo lessicale, in quanto prende a piene mani dal gergo dei boscaioli.
| Template:Dialetto canzese
« I radìis, la bruchina, al töri, i föj, i broch,
la gèma, 'l fiuur, la pel quan la lassa 'l sambiòch; vangàch in giir, desà, insidì e 'l so curtel, la casciada, al can, la brusaröla, un bel castel; al pedegagn, al cantìir, la manüela, 'l fioch, trepà la sciuca, sbrucà e trà a toch; i tap, la bura, al bigèl e 'l sguasùn, la sügüür, la filipa, la folc e 'l resegun; la taca, 'l grup, i recàsc e la fassina, al caspi, la méda, purtaj sü in cassina; al tiir da corda, l'ua, 'l büsulott e i rampitt, al cürlu, i piantun, al cubiètt, i caenitt. Stimà un busch in pée, cercàn vün da tö, tra là e fa nà i legn dopu vej purtaa fö. Dìsan che i radìs ànn da sentì l'Ave Maria: forzi anca in quel gh'è un poo da magìa. » |
(IT)
« Le radici, la cima, il tronco non ancora abbattuto, le foglie, i rami,
la gemma, il fiore, la corteccia quando rilascia la linfa; vangarci intorno, potare, innestare e il suo coltello, la ricrescita, il tarlo, il rinsecchimento, una bella ramificazione; la base, l'altofusto, il ramo impugnabile, la chioma, estirpare la radice superficiale, diramare e fare a pezzi; le schegge, il tronco abbattuto, il pezzo d'un metro e la sua sezione longitudinale, la scure, il gancio porta-coltello, il coltello stesso da legna e la sega a due manici; il tassello, la nodosità, i polloni e la fascina, la catasta piccola e quella grande, portarle alla cascina; il palorcio, la pista, il bussolotto per ingrassare la corda, i ganci, la meta, i sostegni, la corda doppia, i cunei. Estimare la produttività di un bosco, cercarne uno da sfruttare, ammucchiare e trasportare la legna dopo averla portata fuori. Dicono che le radici debbano sentire le campane dell'Ave Maria: forse anche in questo c'è un po' di magia. » |
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(Tiziano Corti, Tiritera di piant, Festa di Nost 1993, dalla raccolta In ucasiun)
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Ecco invece, come esempio di letteratura orale, alcuni proverbi, qui trascritti in una delle ortografie in uso.
| Template:Dialetto canzese
« I pruèrbi végnan a taj perchè gh'ànn metüü céent ann a faj.
Se piööf al dì da l'Ascensa, per quaranta dì sèm minga sénza. A San Bastian, la viöla in man. Ambo laurà, tèrno sügütà. Mèj un rat in buca a 'l gat che un cristian in man a l'aucat. Gh'è tré qualità da dònn: i dònn, i dindònn e i dirlindònn. La man ca la fà nà la cüna la tégn in pée 'l muunt. La buca l'è minga straca sa la sà minga da vaca. Chi mangia la gaìna di òltar, impégna la sua. Chi sà 'l latin, lòda l'aqua e béef al vin. La févar quartana, i giùin ja rissana, a i vècc la fà sunà la campana. Vàr püssée un póo da fedascia che tüt al lègn da la barcascia. Céent cóo, céent crap; cént cüü, düséent ciap. O da castan o da nuus, ognidün gh'à la sua cruus. » |
(IT)
« I proverbi risultano efficaci perché ci sono voluti cent'anni a elaborarli.
Se piove il giorno dell'Ascensione, pioverà per almeno altri quaranta giorni. Il giorno di San Sebastiano, la violetta in mano. Ambo: lavorare. Terno: perseverare. È in condizioni migliori un topo in bocca al gatto, che una persona in balia di un avvocato. Ci sono tre tipi di donne: le donne serie, le donne poco serie e le donne di strada. La mano che fa dondolare la culla sostiene il mondo. La bocca non è sazia se non assaggia il formaggio. Chi mangia la gallina altrui ipoteca la propria. I chierici lodano l'acqua ma bevono il vino. La febbre di quattro giorni rinforza i giovani e fa morire i vecchi. Vale di più un po' della buona vecchia fede, che tutto il legname del barcone. Cento teste, cento convinzioni; cento sederi, duecento natiche. O di castano o di noce, ognuno ha la propria croce. » |
[modifica] Status e associazioni culturali
Il dialetto canzese non viene ufficialmente riconosciuto come lingua minoritaria. Viene considerato un dialetto del lombardo occidentale o della più ampia lingua lombarda. Tuttavia le nuove generazioni del paese ormai non lo usano più, come per altri dialetti di Lombardia, e rischia di cadere in disuso.
Per questo motivo alcune associazioni del paese vogliono salvaguardare le particolarità di questo dialetto, attraverso la promozione dell'uso orale e la trascrizione, e si prefiggono la conservazione e la trasmissione delle tradizioni popolari.
Ricordiamo, a tale scopo le pubblicazioni annuali, che vanno tutte sotto il nome di Librett da la Festa di Nost, che si prefiggono la divulgazione della cultura popolare locale e la pubblicazione del lessico relativo ad un aspetto specifico della tradizione.
L'associazione culturale Cumpagnia di Nost, che è alla base di queste pubblicazioni, e l'organizzazione di Al Cadreghin sono, talvolta con l'appoggio del Comune o di altre associazioni, i sostenitori del dialetto canzese.
[modifica] Note
- ^ Tale legame è evidenziato dal fatto che il comune di Canzo faccia parte della diocesi di Milano pur essendo in Provincia di Como.
- ^ cfr Luigi Gaffuri Folklore nel Triangolo Lariano in AAVV Triangolo Lariano
[modifica] Bibliografia
- AAVV, Triangolo Lariano, Comunità' montana del Triangolo Lariano, Canzo, 1980
- Tiziano Corti, "In ucasiun", Finito di stampare nel mese di giugno 2005 presso la Tipografia Artigiana Vallassinese via L.Oltolina, 9. Asso, Como. La committenza della stampa è della Parrocchia di Canzo, 2005
- Stefano Prina, "Al Cadreghin - gazetin di bagaj da Canz" (in partic. n° 9 bis del 2005). Stampato in proprio. Sede: Via Meda 40 - 22035 Canzo (CO), 2003-2007
- Gigliola Campiotti, "Proverbi e modi di dire Lariani", Ediz. La Libreria di Demetra, 1997
- Comitato Festa di Nost, "Librett da la Festa di Nost", 1988-2003.
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