Canto di Natale di Topolino

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Canto di Natale di Topolino
Canto di Natale di Topolino.png
Titolo originale Mickey's Christmas Carol
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA
Anno 1983
Durata 26 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1.37:1
Genere animazione, fantastico
Regia Burny Mattinson
Soggetto Charles Dickens
Sceneggiatura Burny Mattinson, Tony Marino, Ed Gombert, Don Griffith, Alan Young, Alan Dinehart
Produttore Burny Mattinson
Casa di produzione Walt Disney Productions
Distribuzione (Italia) Cinema International Corporation
Art director Don Griffith
Animatori Glen Keane, Mark Henn, Ed Gombert, Dale Baer, David Block, Randy Cartwright, Kathy Zielinski
Montaggio Armetta Jackson-Hamlett, James Melton
Effetti speciali Ted Kierscey, Jeff Howard, Mark Dindal, Jack Boyd
Musiche Irwin Kostal
Tema musicale "Oh, What A Merry Christmas Day", di Fredrick Searles (testi) e Irwin Kostal (musica)
Scenografia Michael Peraza Jr., Sylvia Roemer, Gary Eggleston
Sfondi Jim Coleman, Brian Sebern, Kathleen Swain, Tia W. Kratter, Donald Towns
Doppiatori originali
  • Alan Young: Ebenezer Scrooge (Paperon de' Paperoni)
  • Wayne Allwine: Bob Cratchit (Topolino), Donnola becchino, Cane mendicante
  • Hal Smith: Fantasma di Jacob Marley (Pippo), Collettore per i poveri n. 1 (Topus)
  • Will Ryan: Collettore per i poveri n. 2 (Talpino), Spirito del Natale Presente (Willie il gigante), Spirito del Natale Futuro (Gambadilegno)
  • Eddie Carroll: Spirito del Natale Passato (Grillo Parlante)
  • Tress MacNeille: Isabelle (Paperina)
  • Dick Billingsley: Piccolo Tim (Tip)
  • Clarence Nash: Fred (Paperino)
Doppiatori italiani

Doppiaggio originale (1983):

Ridoppiaggio (1990):

Canto di Natale di Topolino (Mickey's Christmas Carol) è un film del 1983 diretto da Burny Mattinson. È un cortometraggio animato della serie Mickey Mouse, prodotto dalla Walt Disney Productions e uscito nel Regno Unito il 20 ottobre 1983, distribuito dalla Buena Vista Distribution Company.[1] È tratto dal racconto di Charles Dickens Canto di Natale (1843), con Topolino nel ruolo di Bob Cratchit e Paperon de' Paperoni in quello del suo omonimo e ispirazione Ebenezer Scrooge ("Scrooge McDuck" è infatti il suo nome originale). Molti altri personaggi Disney, in primo luogo dall'universo di Topolino, Robin Hood e Le avventure di Ichabod e Mr. Toad, vennero distribuiti per tutto il film.

Canto di Natale di Topolino fu in gran parte un adattamento animato di un musical audio del 1974 della Disneyland Records intitolato An Adaptation of Dicken's Christmas Carol. Il musical era caratterizzato da simili dialoghi e cast di personaggi,[2] ad eccezione dei fantasmi dei Natali passati e del Natale futuro.[3]

Questo fu il primo cortometraggio della serie Mickey Mouse prodotto in oltre 30 anni. Con l'eccezione delle riedizioni, Topolino non era apparso nelle sale cinematografiche dall'uscita del corto Topolino a pesca nel 1953. Anche molti personaggi aggiuntivi visti nel film non erano apparsi al cinema per diversi decenni. Il film fu anche l'ultima volta che Clarence Nash doppiò Paperino. Nash era l'unico doppiatore originale nel film, poiché Walt Disney (Topolino) e Pinto Colvig (Pippo) erano morti negli anni '60, Cliff Edwards (Grillo Parlante) e Billy Gilbert (Willie il gigante) nel 1971, e Billy Bletcher (Gambadilegno) nel 1979.

Il film fu nominato per un Oscar al miglior cortometraggio d'animazione ai Premi Oscar 1984, ma perse a favore di Sundae in New York. Era la prima nomination per un cortometraggio di Topolino da Topolino e la foca (1948).

Trama[modifica | modifica sorgente]

Nella vigilia di Natale del 1843, mentre tutta l'Inghilterra vittoriana è nello spirito allegro del Natale, Ebenezer Scrooge (Paperon de' Paperoni) pensa solo al denaro che ha guadagnato e a farne di più (a quanto pare, fa pagare alle persone l'80% di interesse, composto giornalmente). Mentre i pensieri egoisti di Scrooge frullano nella sua testa, Bob Cratchit (Topolino), esausto e sottopagato (la miseria di due scellini e mezzo penny al giorno), continua a lavorare a lungo e duramente per lui. Cratchit chiede a malincuore una "mezza giornata" libera per il Natale, per la quale Scrooge gli risponde che non verrà pagato. Fred (Paperino), l'allegro nipote di Scrooge, invita l'irascibile zio alla cena di Natale - tacchino ripieno di castagne, dolce di frutta con salsa di limone, frutta candita e dolcetti allo zenzero. Scrooge rifiuta, affermando di non poter mangiare quella roba. Quando i collettori Topus e Talpino, insieme ai mendicanti delle strade, gli chiedono gentilmente una semplice donazione, Scrooge risponde ai due che, se lo fa, i poveri non saranno più poveri, e così loro (i collettori) resteranno senza lavoro. Conclude dicendo "non chiedetemi di farvi perdere il lavoro, non alla vigilia di Natale".

Più tardi, Scrooge viene visitato dal fantasma di Jacob Marley (Pippo), l'avido socio di Scrooge morto sette anni prima. A causa della sua crudeltà nella vita, egli è destinato a portare delle pesanti catene per l'eternità. Avverte Scrooge che un destino simile accadrà a lui a meno che non cambi, e che sarà visitato da tre spiriti. Poi Marley se ne va, cadendo giù per le scale dopo aver evitato di inciampare nuovamente sul bastone di Scrooge. Il primo spirito, lo Spirito del Natale Passato (Grillo Parlante), mostra a Scrooge il suo passato. La sua ossessione per il denaro lo aveva portato a spezzare il cuore della sua fidanzata Isabelle (Paperina), precludendole l'ipoteca sul cottage per la luna di miele.

Il secondo spirito, lo Spirito del Natale Presente (Willie il gigante), arriva e mostra a Scrooge la povera famiglia dei Cratchit, che conservano ancora un atteggiamento di festa nella loro casa nonostante le loro difficoltà. Il giovane figlio di Bob, il piccolo Tim, si rivela essere malato, e Willie predice una tragedia se la vita sventurata della famiglia non cambierà. Tuttavia, proprio quando Scrooge è disperato di conoscere il destino di Tim, lo Spirito del Natale Presente e la casa scompare. Il terzo e ultimo spirito, lo Spirito del Natale Futuro (una figura incappucciata che si rivela essere Gambadilegno), porta Scrooge nel futuro in un cimitero. Quando vede Bob in lutto per la morte del piccolo Tim, Scrooge è sconvolto e chiede se questo futuro può essere cambiato.

Due becchini (donnole da Le avventure di Ichabod e Mr. Toad) sono divertiti dal fatto che nessuno abbia partecipato al funerale di Scrooge mentre scavano la sua tomba. Dopo che le donnole se ne sono andate per una pausa, il fantasma rivela la tomba di Scrooge accendendo un fiammifero. Il fantasma lo spinge nella sua tomba chiamandolo "l'uomo più ricco di tutto il cimitero". Nonostante giuri di cambiare, Scrooge cade in una bara vuota che si spalanca verso l'inferno.

Tuttavia, Scrooge si risveglia improvvisamente il giorno di Natale. Essendogli stata data un'altra possibilità, si mette la giacca sopra la camicia da notte, prende il suo bastone e il cappello a cilindro, e va a visitare i Cratchit, donando allegramente una generosa quantità di denaro lungo la strada (di cui 100 sovrane d'oro a Topus e Talpino, i collettori di beneficenza del giorno prima) e dicendo a Fred che verrà alla cena. Poi cerca di giocare uno scherzo a Bob, trascinando in casa un grosso sacco presumibilmente pieno di biancheria e annunciando burbero che ci saranno degli straordinari in futuro. Ma per la gioia dei Cratchit, il sacco è invece pieno di giocattoli e di un grande tacchino per la cena. Scrooge dà a Bob un aumento e lo fa suo socio nel suo ufficio contabile, e il piccolo Tim proclama "Dio ci benedica, tutti quanti!".

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

Cast principale[modifica | modifica sorgente]

Personaggio Ruolo
Paperon de' Paperoni Ebenezer Scrooge
Topolino Bob Cratchit
Pippo Fantasma di Jacob Marley
Grillo Parlante Spirito del Natale Passato
Willie il gigante Spirito del Natale Presente
Pietro Gambadilegno Spirito del Natale Futuro
Paperino Fred
Paperina Isabelle
Taddeo Rospo Fezzywig
Minni Emily Cratchit
Millie o Melody Martha Cratchit
Tip e Tap[4] Peter Cratchit
Piccolo Tim
Topus Collettori per i poveri
Talpino
Otto Mendicante
Donnole Becchini

Extra[modifica | modifica sorgente]

Prima scena in strada
Festa da Fezzywig
Ultima scena in strada

Il film comprende anche cani, volpi, maiali, scoiattoli, orsi, procioni, oche e polli non identificati. La stampa DVD rivela che la scena del cimitero comprende anche lapidi contenenti riferimenti ad artisti famosi, tra cui Gladys Knight & The Pips, Bob Mills e Warren Oates. Stranamente non compare Pluto, ed è l'unica grande esclusione del cortometraggio.

Distribuzione[modifica | modifica sorgente]

Canto di Natale di Topolino debuttò nel Regno Unito il 23 ottobre 1983, e venne distribuito negli Stati Uniti il 16 dicembre dello stesso anno, prima della riedizione de Le avventure di Bianca e Bernie. In Italia uscì invece il 23 dicembre, assieme alla riedizione de Il libro della giungla.

Il corto è contenuto, senza i titoli di testa, nel film direct-to-video Il bianco Natale di Topolino (2001).

Data di uscita[modifica | modifica sorgente]

Le date di uscita internazionali nel corso del 1983 sono state:

Edizione italiana[modifica | modifica sorgente]

Esistono due doppiaggi del corto. Il primo venne eseguito dalla Royfilm su testi di Roberto De Leonardis e diretto da Franco Latini. Il film venne poi ridoppiato per la sua trasmissione su Rai 2 nel dicembre 1990, come successo per molti altri corti Disney (e da allora venne utilizzato solo il ridoppiaggio). Il ridoppiaggio, eseguito sempre dalla Royfilm (con le voci del Gruppo Trenta) sugli stessi testi del precedente (ma con alcune modifiche), viene considerato migliore per la qualità delle interpretazioni e le voci più calzanti. Esso però non è integrale: non sono stati ridoppiati, infatti, i primi due minuti e dieci secondi del film (il nuovo doppiaggio inizia quando Scrooge ricorda Marley davanti alla porta dell'ufficio), così come i 35 secondi finali dove viene ripresa la canzone dei titoli.

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Critica[modifica | modifica sorgente]

Il critico cinematografico Leonard Maltin ha detto che invece di essere "un pallido tentativo di imitare il passato", il film è "abilmente scritto, ben messo in scena, e animato con vero spirito e senso di divertimento".[5] Robin Allan ha dichiarato che il film richiama alla mente le somiglianze tra Walt Disney e Charles Dickens, in termini sia di lavori prodotti che di etica del lavoro.[6]

Tuttavia, Gene Siskel e Roger Ebert di At the Movies gli hanno conferito "due pollici versi". Siskel sentiva che non c'era abbastanza enfasi sul personaggio di Topolino e che non era al livello di molti Classici Disney. Ebert dichiarò che mancava la magia dell'animazione visiva per cui "è famoso il personale Disney" e che si trattava di una "marcia forzata" attraverso la storia di Charles Dickens, senza alcuna svolta ironica.[7]

Edizioni home video[modifica | modifica sorgente]

VHS[modifica | modifica sorgente]

Il film è uscito in VHS nel dicembre 1984, nell'ottobre 1990 e nel novembre 1997. Nella VHS del 1984 il film fu contenuto in versione integrale e con il primo doppiaggio italiano, mentre quelle del 1990 e del 1997 includevano il ridoppiaggio. Nella VHS del 1990, al termine del film, erano inclusi lo speciale A Walt Disney Christmas e i cortometraggi L'albero di Natale di Pluto e Provviste per l'inverno.

DVD[modifica | modifica sorgente]

Il cortometraggio è incluso nel DVD Walt Disney Treasures: Topolino star a colori - Vol. 2.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Questo fu l'ultimo prodotto cinematografico a venire distribuito sotto l'etichetta della Buena Vista. Le uscite future verranno distribuite con quella della Walt Disney Pictures/Productions.
  2. ^ Dickens' Christmas Carol by Disneyland Records at MouseVinyl.com
  3. ^ Lo Spirito del Natale Passato era Merlino da La spada nella roccia, mentre lo Spirito del Natale Futuro era Grimilde da Biancaneve e i sette nani in forma di strega.
  4. ^ Il film non specifica quale topo interpreta chi, ma il musical del 1974 identifica il piccolo Tim come Tip.
  5. ^ Leonard Maltin, Of Mice and Magic: A History of American Animated Cartoons, New American Library, 1987, p. 79, ISBN 0-452-25993-2.
  6. ^ Allan Robin, Walt Disney and Europe, Bloomington, Indiana, Indiana University Press, 1999, p. 261, ISBN 0-253-21353-3.
  7. ^ At the Movies, December 1983

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]