Cantine Lungarotti

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Cantine Lungarotti
Stato Italia Italia
Tipo Società a responsabilità limitata
Fondazione 1962 a Torgiano
Fondata da Giorgio Lungarotti
Sede principale Torgiano
Persone chiave Chiara Lungarotti, amministratore unico
Settore Alimentare
Prodotti vini
Sito web www.lungarotti.it

Le Cantine Lungarotti sono una casa di produzione vinicola che ha il suo centro di attività in Umbria, tra Torgiano e Montefalco.

L’azienda nasce a Torgiano nel 1962 per iniziativa di Giorgio Lungarotti, imprenditore agricolo che, coerentemente con le più innovative tendenze enologiche, opera alla valorizzazione dei vitigni locali, in alcuni casi recuperandone alcuni scomparsi in seguito all’epidemia di filossera della fine del XIX secolo, introduce nuove specie e sperimenta nuovi sistemi di produzione in vigna come in cantina[1].

Dopo i primi riconoscimenti (risale al 1968 l’attribuzione del marchio di DOC, primo per l’Umbria e quinto in Italia, per il Rosso e il Bianco di Torgiano e al 1990 la DOCG per il Torgiano rosso riserva)[2], le Cantine Lungarotti si aprono al mercato internazionale. Si distinguono inoltre per un importante investimento culturale che ha come esito la costituzione a Torgiano di un polo museale composto dal Museo del vino e dal Museo dell'olivo e dell'olio, gestiti entrambi da una fondazione dedita alla ricerca e alla valorizzazione della cultura del vino in Italia[3].

In anni recenti, le Cantine Lungarotti ampliano il proprio campo d’azione con l’impianto a Montefalco di una cantina dedicata alla vinificazione del Rosso locale e del Sagrantino[4].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vedi la voce Giorgio Lungarotti in Istituto enciclopedico Treccani, Dizionario biografico degli Italiani
  2. ^ AA.VV., Il libro del vino. Manuale teorico e pratico, Roma, Gambero Rosso, 2004, p. 148
  3. ^ Anna Goffi, Lucia Siliprandi, Non solo vino, non solo cibo. Idee e strumenti per comunicare l'eno-gastronomia, Milano, Franco Angeli, 2006, p. 106
  4. ^ Nicola Dante Basile, New menu Italia: la rivoluzione che ha cambiato la tavola degli italiani, Milano, Baldini&Castoldi Dalai, 2009, p. 214

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Hugh Johnson, Modern encyclopedia of wine, New York, Simon and Schuster, 1983

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]