Canoscio

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Canoscio
frazione
Facciata del Santuario, immersa nella nebbia.
Facciata del Santuario, immersa nella nebbia.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Umbria-Stemma.svg Umbria
Provincia Provincia di Perugia-Stemma.png Perugia
Comune Città di Castello-Stemma.png Città di Castello
Territorio
Coordinate 43°22′54″N 12°13′25″E / 43.381667°N 12.223611°E43.381667; 12.223611 (Canoscio)Coordinate: 43°22′54″N 12°13′25″E / 43.381667°N 12.223611°E43.381667; 12.223611 (Canoscio)
Abitanti
Altre informazioni
Cod. postale 06012
Prefisso 075
Fuso orario UTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Canoscio

Canoscio è una frazione del comune di Città di Castello (PG).

Sito a 12 km a sud del capoluogo, non ha un vero e proprio nucleo di case associato, ma esso è importante per il monumento principale che ospita, il Santuario della Madonna del Transito, una basilica cattolica che si affaccia sul Tevere dalla sommità di un colle, a 449 m s.l.m.. Ogni anno, il 15 agosto, vi si svolgono solenni festeggiamenti.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Riproduzione della grotta di Lourdes.
  • Riproduzione della Grotta di Lourdes, benedetta nel 1927 e costruita nel piazzale laterale;
  • Croce di Ferro illuminata, sull'estrema sommità del colle.

Il Tesoro di Canoscio[modifica | modifica wikitesto]

Canoscio è nota in tutto il mondo, specialmente tra gli studenti di Tarda antichità, come il sito dove è stato rinvenuto un servizio da tavola di età arte paleocristiana, costituito da 25 pezzi liturgici in argento, venuto alla luce nel 1935 durante la lavorazione di un campo. Il "Tesoro di Canoscio" è ora custodito nel Museo del Capitolo del Duomo di Città di Castello. I pezzi furono ritrovati accuratamente protetti da un piatto messo a mo' di coperchio su un pozzetto poco profondo: si tratta di sei piatti, due patene, tre calici semisferici senza segni, una pisside con il suo coperchio (liscia), due colatoi, un piccolo ramaiolo e nove cucchiai di uso domestico. Non sembra che tutti gli oggetti possano essere stati utilizzati esclusivamente per servizi liturgici. I nomi di Eliano e Felicita, i probabili donatori, sono incisi in una delle patene. Il piatto messo a protezione del tesoro fu rotto dall'aratro che lo rinvenne, ma una volta restaurato ha messo in luce l'iscrizione

DE DONIS DEI ET SANCTI MARTYRIS AGAPITI UTERE FELIX

che significa

FA' UN USO FELICE DEI DONI DI DIO E DEL SANTO MARTIRE AGAPITO.

Il piatto integro più grande invece era destinato ad uso liturgico: al centro si trova una superficie rialzata tipica delle patere pagane, che serviva a mantenere il pollice libero dalla libazione durante l'Offerta. La sezione centrale è lavorata con una croce bizantina con Alfa e Omega, sotto cui scorrono quattro fiumi. Ai lati della croce sono disegnati la mano di Dio e la colomba dello Spirito Santo; in basso ci sono due agnelli che si affacciano l'uno all'altro. Il colatoio più grande è scolpito con il labarum e l'Alfa e Omega, con puntini a tracciare le loro sagome.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]