Cannone d'assalto (semovente)

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Il cannone d'assalto è un cannone o un obice, montato su un veicolo motorizzato, solitamente blindato e destinato al supporto diretto della fanteria negli attacchi contro altre formazioni di fanteria o posizioni protette.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Storicamente i cannoni d'assalto corazzati sono stati realizzati a partire dagli scafi dei carri armati, eliminando la torretta, che viene sostituita da una casamatta completamente chiusa nella quale prende posto il cannone o l'obice. L'installazione in una casamatta invece che in torretta girevole, se da una parte limita il settore di tiro, dall'altro è di più semplice ed economica costruzione rendendo il sistema meno incline ai guasti. Conseguentemente il maggiore spazio disponibile nella casamatta e il peso risparmiato con l'eliminazione della torretta consentono l'installazione di un'arma più grande e potente e di una corazzatura più pesante. Infine, con l'eliminazione della torretta, il mezzo presenta un profilo più basso e sfuggente e quindi un bersaglio più difficile per le artiglierie nemiche.

Questa tipologia di mezzo si sovrappone parzialmente con quella del semovente d'artiglieria e con quella del cacciacarri, con i quali spesso ha condiviso soluzioni costruttive ed impiego tattico.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Seconda Guerra Mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Il cannone d'assalto sovietico KV-2, derivato dal carro KV-1.

I cannoni d'assalto sono stati utilizzati principalmente durante la seconda guerra mondiale da parte delle forze armate di Germania e Unione Sovietica. All'inizio della guerra, i tedeschi cominciarono a creare cannoni d'assalto di fortuna montando le loro armi di accompagnamento alla fanteria sul pianale di autocarri militari o su carri armati obsoleti previa rimozione della torretta. In tardi, durante la guerra, sia i tedeschi che i sovietici introdussero nei loro arsenali carri d'assalto corazzati appositamente progettati come tali.

Il primo modello sovietico fu il KV-2, realizzato installando sullo scafo del carro armato pesante KV-1 una grande torretta armata con un obice ML-20 da 152 mm. Questo mezzo non si dimostrò adeguato in battaglia pertanto fu sostituito da una serie di potenti cannoni d'assalto senza torretta, che riscosse grandissimo successo: il SU-76, il SU-122 ed il potente SU-152, seguiti poi dai ISU-122 e ISU-152 basati sullo scafo del nuovo carro pesante IS-1.

Uno Sturmtiger nel "Panzermuseum" di Munster (Bassa Sassonia).

Il primo cannone d'assalto tedesco fu invece lo Sturmgeschütz III (StuG III), armato con un cannone ad alta velocità iniziale da 75 mm, che, soprattutto nelle ultime versioni, era riuniva in sé anche le caratteristiche del cacciacarri. A questo modello seguirono altri modelli di cannoni d'assalto in casamatta, quali lo Sturmgeschütz IV, il Sturmhaubitze 42, il Brummbär e Sturmtiger. Questi ultimi in particolare furono tra veicoli più pesanti e potenti della categoria, ma furono costruiti in piccole quantità.

Quando impiegati nel ruolo per il quale erano ideati, gli Stug erano inquadrati battaglioni indipendenti aggregati alle Infanterie-Division, in seno alle quali, quando le forze armate tedesche avevano ormai perso l'iniziativa strategica della guerra, furono apprezzati soprattutto le loro capacità anticarro. A causa della cronica carenza di carri armati, furono anche utilizzati impropriamente per sostituire i reparti di carri armati nelle divisioni Panzergrenadier o addirittura nelle Panzer-Division. I problemi si rivelarono più che altro dottrinali, poiché, essendo considerati ufficialmente dalla Wehrmacht come artiglieria[1], gli Stug non dipesero mai direttamente dal comandante dell'unità corazzata, riducendone l'efficacia in ambito tattico.

Un semovente M41 italiano.

Ispirandosi agli Stug, anche il Regio Esercito immise in servizio degli ottimi semoventi per l'appoggio diretto alle divisioni di fanteria, ovvero i semoventi da 75/18 e quelli da 75/34. Anche questi mezzi, a causa dell'assoluta inadeguatezza dei carri armati italiani della serie M, si trovarono ad operare soprattutto come cacciacarri, tra l'altro con buoni risultati.

Uno Sherman M4(105).

Anche il Regno Unito e gli Stati Uniti d'America dispiegarono veicoli per il supporto ravvicinato delle fanterie, ma si trattava solitamente dei normali carri in dotazione la cui unica modifica significativa era la sostituzione del cannone principale di un obice. Un esempio di questa soluzione era il M4(105), ovvero un M4 Sherman armato con un obice M101 da 105 mm. Gli inglesi invece impiegarono la versione Mark IV del carro armato Centaur e le versioni Mark V e Mark VIII del carro Churchill, armati con un obice 95 mm QF95. La versione AVRE del carro Churchill (una delle "Hobart Funnies") invece era armata con una mortaio da 290 mm ed era destinato ad attaccare postazioni fortificate a distanza ravvicinata. Nelle ultime fasi della seconda guerra mondiale, poiché, soprattutto sul fronte italiano, gli Alleati non si scontrarono più con grandi formazioni corazzate tedesche, molti cacciacarri americani furono impiegati come cannoni d'assalto per la fanteria.

Nel dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la seconda guerra mondiale, la concezione di questa categoria di mezzi per l'appoggio alla fanteria fu rivista in funzione delle mutate esigenze di appoggio alle truppe aviotrasporate, puntando a mezzi di peso limitato e rischierabili per via aerea. Le armi d'appoggio furono basate quindi su jeep o cingolati leggeri, tanto in Unione Sovietica quanto negli Stati Uniti, arrivando a soluzioni simili come il M56 Scorpion americano e l'ASU-57 sovietico, concepiti come semoventi anticarro leggeri aerotrasporabili.

Il concetto di cannone d'assalto fu ulteriormente sviluppato dai sovietici con l'ASU-85, operativo fino agli anni ottanta, mentre il SU-100, risalente all'ultimo anno della seconda guerra mondiale, rimase in servizio per molti anni nei paesi del blocco comunista, tra cui il Vietnam e Cuba. Gli Stati Uniti invece, dopo il M56 ed il M50 Ontos, abbandonarono il concetto di cannone d'assalto tradizionale, orientandosi invece su versioni specializzate del M113, armate con cannoni senza rinculo o con missili anticarro

Un veicolo concepito come veicolo da ricognizione, ma che sostituì M50 e M56 nell'appoggio alla fanteria, è stato il M551 Sheridan. Armato con un cannone a bassa pressione come arma d'appoggio, nel ruolo anticarro impiegava dalla stessa canna il missile MGM-51 Shillelagh.

Attualmente la tendenza mondiale è quella di usare per l'appoggio diretto ed anticarro i veicoli ruotati, come il Iveco Centauro in servizio con Esercito Italiano e l'Ejército de Tierra spagnolo, il cinese PTL-02 o l'autoblindo francese AMX-10RC.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Notare che gli equipaggi degli Sturmgeschütz, facendo parte dell'artiglieria, pur portando l'uniforme dei carristi, avevano la Waffenfarbe rossa (artiglieria) invece che rosa (carristi).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrea Lombardi, Cannoni d'assalto... avanti!: storia, uomini, uniformi e tattiche della Sturmartillerie, 1935-1945, Effepi, 2004.
  • Hilary Doyle, Tom Jentz e Peter Sarson, StuG III Assault gun 1940-1942, Edizioni Osprey Military, 1996.
  • Arrigo Petacco, La Seconda Guerra Mondiale, Armando Curcio Editore, Roma, 1979.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]