Canis rufus

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Lupo rosso[1]
07-03-23RedWolfAlbanyGAChehaw.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 CR it.svg
Critico[2]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Carnivora
Famiglia Canidae
Genere Canis
Specie C. rufus
Nomenclatura binomiale
Canis rufus
Audubon & Bachman, 1851

Il lupo rosso (Canis rufus Audubon & Bachman, 1851) è un canide nordamericano diffuso un tempo in tutti gli Stati Uniti sud-orientali; è una delle specie di mammifero sopravvissute all'ultima glaciazione del Pleistocene superiore[3]. Il suo areale andava dal Texas alla Florida e si spingeva a nord fino allo Stato di New York. Era diffuso in foreste, paludi e praterie costiere, dove svolgeva il ruolo di superpredatore. È estinto in natura dal 1980[4]. Una popolazione è stata reintrodotta con successo nella Carolina del Nord orientale[5]. Nonostante questa popolazione superi adesso i 100 esemplari, è tuttora gravemente minacciata.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Il lupo rosso ha il mantello marroncino o color cannella, con screziature grigie e nere sul dorso e sulla coda. La zona del muso attorno alle labbra è bianca. Sono stati descritti anche esemplari neri, ma sono probabilmente estinti. Il lupo rosso presenta di solito dimensioni intermedie tra quelle del coyote e quelle del lupo grigio. I maschi possono raggiungere al massimo i 152 cm di lunghezza ed i 36 kg di peso. Come il lupo grigio, ha occhi a forma di mandorla, muso largo e naso ampio, ma le orecchie sono proporzionalmente più grandi, come quelle del coyote. Il lupo rosso ha profilo più profondo e testa più lunga e più ampia del coyote, e una gorgiera meno evidente di quella del lupo grigio[6]. Effettua la muta ogni anno, durante l'inverno.

Il lupo rosso è più resistente alle infestazioni da Dirofilaria immitis della maggior parte degli altri Canidi. Le popolazioni reintrodotte in Carolina del Nord sono risultate positive ai test sulla filariosi, ma tale malattia non sembra essere una delle maggiori cause di mortalità[6]. La formula dentaria è [6]:

3.1.4.2
3.1.4.3

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Il lupo rosso raggiunge generalmente la maturità sessuale a 22 mesi d'età, sebbene si abbia testimonianza di esemplari riprodottisi anche all'età di 10 mesi. La stagione degli amori ha luogo in febbraio e marzo e la gestazione dura 61 - 63 giorni. I piccoli, da uno a dieci per cucciolata, nascono di solito in marzo-aprile. Ogni coppia riproduttrice genera solitamente una cucciolata all'anno. Durante il periodo dell'allattamento le femmine possono occupare varie tane, spostando i cuccioli dall'una all'altra[6].

Comportamento[modifica | modifica sorgente]

Un lupo rosso in corsa

Il lupo rosso vive in unità familiari estese che comprendono una coppia riproduttrice dominante e i nati delle stagioni precedenti. I giovani si allontanano dal gruppo familiare prima dei due anni d'età. Nella Carolina del Nord nord-orientale i gruppi sono composti da 2 - 12 individui. Questi animali marcano i confini del territorio con secrezioni odorose per evitare l'intrusione di altri branchi di lupi[6]. Essendo un superpredatore, il lupo rosso non ha predatori naturali, sebbene possa entrare in conflitto per le prede con le linci rosse e i coyote; gli orsi neri, inoltre, si impadroniscono talvolta delle prede catturate.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Il lupo rosso caccia generalmente di notte, all'alba o al crepuscolo. Va in cerca di prede quasi sempre da solo, sebbene talvolta cacci anche in branco. Non è raro, per i membri del gruppo, spartirsi la preda catturata. Nel Texas sud-orientale questo animale si nutre soprattutto di nutrie, conigli, ratti del cotone ispidi, ratti del riso palustri e topi muschiati. La popolazione reintrodotta in Carolina del Nord, invece, dà la caccia soprattutto a cervi della Virginia, procioni e conigli. In almeno tre occasioni, inoltre, ha ucciso del bestiame domestico[6]. Diversamente dal più grande lupo grigio, noto per essere divenuto in passato, seppur raramente, un mangiatore di uomini[7][8], non si ha alcuna testimonianza di attacchi all'uomo da parte di lupi rossi, sebbene si sappia di vari esemplari saprofagi che si cibarono dei corpi delle vittime sui campi di battaglia della Guerra messicano-statunitense[9].

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione dei Canis nordamericani
Lupo rosso e coyote.

Molte riviste, libri e pagine web considerano il lupo rosso come specie a sé stante, Canis rufus, ma recenti ricerche genetiche hanno acceso un aperto dibattito sulla sua tassonomia e su quella del lupo orientale. Wilson et al.. (2000) arrivarono alla conclusione che il lupo orientale e quello rosso dovevano essere considerati taxa gemelli e venire riconosciuti come specie distinte dagli altri Canidi nordamericani. Tuttavia, queste conclusioni sono state messe per gran parte in discussione[10][11] e lo stesso Mammal Species of the World[12] le classifica entrambe come sottospecie del lupo grigio.

Quando è considerato una specie propria, il lupo rosso viene suddiviso in tre sottospecie; due di queste, però, sono ormai estinte. Canis rufus floridanus (diffuso dal Maine alla Florida)[11] scomparve già nel 1930 e Canis rufus gregoryi (originario degli Stati Uniti centro-meridionali)[11] venne dichiarato estinto in natura nel 1970. Canis rufus rufus, la terza sottospecie rimasta, è estinto in natura dal 1980, ma dal momento che 100 esemplari sono stati reintrodotti nella Carolina del Nord la IUCN lo classifica «specie in pericolo critico». Le terre di origine di C. r. rufus erano le zone centrali e costiere del Texas e la Louisiana meridionale[11].

Il ritrovamento di alcuni reperti archeologici ha suggerito che il lignaggio del lupo rosso si sia originato 1 - 2 milioni di anni fa a partire da un lupo/coyote primitivo comparso circa 4,9 milioni di anni fa[13][14]. Il lupo rosso condivide questo antenato con il lupo grigio, il lupo orientale e il coyote. Tra 150.000 e 300.000 anni fa, il ramo nordamericano del genere Canis dette vita al lupo rosso, al lupo orientale e al coyote[15]. Creature simili al lupo, invece, si spostarono in Eurasia, dove si evolvettero nel lupo grigio, in seguito migrato nuovamente in Nordamerica[14]. Ricerche recenti hanno creato varie discussioni attorno alla tassonomia del lupo rosso, inerenti soprattutto al fatto se debba essere considerato una specie propria o una semplice sottospecie del lupo grigio.

Si ritiene che l'areale originario del lupo rosso comprendesse gran parte del Nordamerica orientale, dal Maine alla Florida a sud, e degli Stati Uniti centro-meridionali, fino al Texas ad ovest. I registri delle paghe degli Indiani Wappinger, cacciatori di pellicce, testimoniano che a metà del XVIII secolo la specie si spingeva a nord almeno fino allo Stato di New York[16]; è inoltre possibile che si trovasse anche nelle propaggini più orientali del Canada[17]. In tutto il mondo rimangono attualmente circa 300 esemplari di lupo rosso, 207 dei quali in cattività[18]. Per decenni, il lupo rosso è stato considerato indistinguibile geneticamente sia dal lupo grigio che dal coyote.[19] Si incrocia infatti con entrambe le specie e potrebbe trovarsi di nuovo in grave pericolo se venisse in contatto con questi animali[20][21].

Conservazione[modifica | modifica sorgente]

Un membro dello United States Fish and Wildlife Service (FWS) con due cuccioli di lupo rosso

Le malattie, i programmi di controllo dei predatori e la distruzione delle foreste per far spazio ai terreni agricoli hanno portato il lupo rosso a pochi passi dall'estinzione ed anche al giorno d'oggi è ritenuto molto raro. Come il lupo grigio, è stato considerato per molto tempo una minaccia per il bestiame. Malgrado tutto questo, è la prima specie degli USA ad essere stata reintrodotta con successo in natura dopo l'estinzione allo stato selvaggio[22].

La riproduzione in cattività e le reintroduzioni[modifica | modifica sorgente]

A partire dagli anni '70, del lupo rosso rimaneva un'unica popolazione molto ridotta nel Texas orientale. Questi Canidi furono allora catturati per portare avanti un programma di riproduzione in cattività. A tale scopo furono selezionati 14 esemplari ritenuti più puri[23]. Il programma di riproduzione iniziò presso lo Zoo di Point Defiance nel 1970, quando tale struttura decise di allevare lupi rossi, e nei tre anni successivi furono inviati là 13 esemplari.

Nel 1976 due lupi furono reintrodotti, senza successo, nel Rifugio Naturale Nazionale di Cape Romain, su Bulls Island. L'esperimento venne ritentato nel 1978 con esiti migliori. Successivamente, nel 1987, prese il via un nuovo progetto per reintrodurre il lupo rosso in natura nel Rifugio Naturale Nazionale di Alligator River, sulle coste orientali della Carolina del Nord. Nello stesso anno, Bulls Island divenne la prima isola utilizzata come sito di riproduzione. I cuccioli sono stati allevati sull'isola e reintrodotti in Carolina del Nord fino al 2005[24].

A partire dal 1987 sono stati reintrodotti in natura oltre 100 lupi e molti di più ne sono nati in cattività. Nel 1989 iniziò un nuovo programma di riproduzione con il rilascio di una piccola popolazione su un'altra isola, Horn Island, al largo delle coste del Mississippi. Questa popolazione venne però in seguito trasferita altrove perché le probabilità che potesse entrare in contatto con l'uomo erano troppo elevate. Il terzo progetto di allevamento su un'isola prese il via nel 1990, quando venne rilasciata una popolazione su St. Vincent Island, al largo della costa tra Cape San Blas e Apalachicola, in Florida, e nel 1997 ne iniziò un quarto, su Cape St. George Island, sempre in Florida, a sud di Apalachicola.

Nel 1991 vennero reintrodotte due coppie nel Parco Nazionale delle Great Smoky Mountains, dove l'ultimo lupo rosso conosciuto era stato ucciso nel 1905. Nonostante i primi successi iniziali, questi lupi furono trasferiti in Carolina del Nord nel 1998 e il programma per reintrodurre la specie nel Parco ebbe termine.

Attualmente, più di 30 centri attrezzati partecipano al Programma per la Sopravvivenza del lupo rosso e in totale supervisionano la riproduzione e la reintroduzione di oltre 150 lupi[25].

Nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Il 30 aprile 2008 l'Università dell'East Indiana ha adottato il lupo rosso come nuova mascotte per il campus.

Il 1º gennaio 2008 anche il Comitato Direttivo per la Selezione Mascotte dell'Università Statale dell'Arkansas decise di utilizzare i lupi. I Red Wolves sono stati approvati ufficialmente dall'amministrazione universitaria il 7 marzo 2008. La cerimonia e l'inaugurazione del nuovo logo dei Red Wolves sono state celebrate il 13 marzo 2008.

Il 1º luglio 1976 il lupo rosso divenne la mascotte ufficiale del principale Squadrone di Elicotteri di Supporto della Marina degli Stati Uniti, lo HAL-4. Oggi, questo è noto come HSC-84 ed utilizza elicotteri Sikorsky SH-60 Seahawk.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Canis rufus in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  2. ^ (EN) Sillero-Zubiri, C. & Hoffmann, M. (Canid Red List Authority) 2008, Canis rufus in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.1, IUCN, 2014.
  3. ^ Reich, D.E., R.K. Wayne, and D.B. Goldstein. 1999. Genetic evidence for a recent origin by hybridization of red wolves. Molecular Ecology 8:139 - 144.
  4. ^ Smithsonian National Zoological Park
  5. ^ Red Wolf Recovery Project from the U.S. Fish and Wildlife Services
  6. ^ a b c d e f Red Wolf in canids.org.
  7. ^ Graves, Will, Wolves in Russia: Anxiety throughout the ages, 2007, p. 222, ISBN 1-55059-332-3.
  8. ^ Is the fear of wolves justified? A Fennoscandian perspective., Acta Zoologica Lituanica, 2003, Volumen 13, Numerus 1. URL consultato il 9 maggio 2008.
  9. ^ John James Audubon, The Imperial Collection of Audubon Animals, 1967, p. 307, ISBN 0-517-00821-1.
  10. ^ Koblmuller, S., Nord, M., Wayne, R. K. and J. Leonard. (2009) Origin and Status of the Great Lakes wolf. Molecular Ecology 18: 2313-2326.
  11. ^ a b c d Nowak, R. M. 2002. The original status of Wolves in Eastern North America. Southeastern Naturalist 1: 95-130
  12. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Canis rufus in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.
  13. ^ W. W. Dalquest and G. E. Schultz 1992. Ice Age mammals of northwestern Texas
  14. ^ a b B. Kurten and E. Anderson. 1980. Pleistocene mammals of North America 1-442
  15. ^ Wilson, P.J., S. Grewal, I.D. Lawford, J.N.M. Heal, A.G. Granacki, D. Pennock, J.B. Theberge, M.T. Theberge, D.R. Voigt, W. Waddell, R.E.Chambers, P.C. Paquet, G. Goulet, D. Cluff, and B.N. White. 2000. DNA profiles of the eastern Canadian wolf and the red wolf provide evidence for a common evolutionary history independent of the gray wolf. Canadian Journal of Zoology 78:2156 - 2166.
  16. ^ J. Michael Smith: The Highland King Nimhammaw and the Native Indian Proprietors of Land in Dutchess County, NY: 1712-1765. Hudson River Valley Review
  17. ^ Wolves of Algonquin Provincial Park
  18. ^ U.S. Fish and Wildlife Service. 2007. Red Wolf (Canis rufus) 5-Year Status Review: Summary and Evaluation.
  19. ^ (EN) M.S. Roy; E. Geffen; D. Smith; E.A. Ostrander; R.K. Wayne, 11, Molecular Biology and Evolution in Patterns of differentiation and hybridization in North American wolf like canids, revealed by analysis of microsatellite loci., 1994, pp. 553–570.
  20. ^ (EN) M.S. Roy; E. Geffen; D. Smith; E.A. Ostrander; R.K. Wayne, 50, Experientia in The use of museum specimens to reconstruct the genetic variability and relationships of extinct populations, 1994, pp. 551-557.
  21. ^ Hailer F, Leonard JA (2008) Hybridization Among Three Native North American Canis Species in a Region of Natural Sympatry. PLoS ONE 3(10): e3333.
  22. ^ Red Wolf Recovery: A Rosy Picture - National Zoo| FONZ
  23. ^ Phillips & Parker, 1988 cited in Canid News, 1995). Canid News, Vol. 3, 1995 Red Wolves: to Conserve or not to Conserve by Bob Wayne
  24. ^ U.S. Fish and Wildlife Service Cape Romain NWR, red wolf web page
  25. ^ Point Defiance Zoo & Aquarium > Red Wolf Conservation

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Kelly et al. 2004, Canis rufus in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.1, IUCN, 2014. Database entry includes justification for why this species is critically endangered.
  • R.K. Wayne; S.M. Jenks, Nature in Mitochondrial DNA analysis implying extensive hybridization of the endangered red wolf Canis rufus, 1991, pp. 565-568.
  • Robert K. Wayne; Niles Lehman; Marc W. Allard; Rodney L. Honeycutt, 6,Conservation Biology in Mitochondrial DNA variability of the grey wolf - genetic consequences of population decline and habitat fragmentation, Wiley, 1992, pp. 559-569.
  • R. Nowak, 6,Conservation Biology in The red wolf is not a hybrid, 1992, pp. 593-595.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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