Canis lupus arabs

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Lupo arabo[1]
Canis lupus arabs head front.JPG
Canis lupus arabs
Stato di conservazione
Status iucn3.1 CR it.svg
Critico
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Carnivora
Sottordine Caniformia
Famiglia Canidae
Genere Canis
Specie Canis lupus
Sottospecie C. l. arabs
Nomenclatura trinomiale
Canis lupus arabs
Pocock, 1934[2]
Areale

Present distribution of wolf subspecies arab.jpg

Il lupo arabo (Canis lupus arabs Pocock, 1934) è una sottospecie di lupo grigio diffusa un tempo in tutta la Penisola Arabica, ma ridotta attualmente in piccoli branchi sparsi in Israele meridionale, Oman, Yemen, Giordania, Arabia Saudita e, probabilmente, in alcune zone della Penisola del Sinai, in Egitto.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

È una piccola sottospecie adattata a vivere nel deserto, alta in media 66 cm al garrese e del peso di 18 chili. Rispetto alle dimensioni del corpo, le sue orecchie sono le più grandi tra tutte quelle dei lupi, adattamento necessario per disperdere calore corporeo. Inoltre, non vive in gruppi numerosi, ma caccia in coppie o in piccoli branchi composti da tre o quattro esemplari. Caratteristica piuttosto insolita per un lupo, non è mai stato sentito ululare[3]. D'estate il pelo è corto e rado, nonostante sul dorso continui ad essere abbastanza lungo. Si ritiene che ciò sia un adattamento contro la radiazione solare. Il mantello invernale è più lungo, anche se non raggiunge mai la lunghezza di quello delle sottospecie settentrionali[4]. I lupi arabi sono i soli lupi grigi ad avere le due dita centrali dei piedi fuse insieme, caratteristica ritenuta un tempo unica dei licaoni[5]. Gli occhi sono gialli, come quelli di tutti i lupi, ma si trovano anche molti esemplari con gli occhi castani - il che indica certamente che almeno una parte della popolazione non è più di sangue puro, ma che i predecessori di tali individui si sono incrociati con cani rinselvatichiti. Ciò pone delle minacce molto serie alla sopravvivenza di questa sottospecie.

Il lupo arabo si distingue da quello iraniano per il mantello dai colori più pallidi, le dimensioni inferiori e la testa proporzionalmente più piccola[6].

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Un esemplare solitario (con il mantello invernale) nella regione meridionale del deserto di Arava, Israele.

I lupi arabi attaccano e divorano qualunque animale domestico, fino a quelli delle dimensioni di una capra. Pertanto, gli allevatori non esitano a sparare, avvelenare e catturare qualunque lupo si trovi nelle loro vicinanze. Questi animali si nutrono, comunque, anche di lepri, roditori, ungulati e perfino di carogne, se ne hanno l'opportunità.

Vanno a caccia soprattutto di animali di dimensioni medio-piccole, come lepri del Capo, gazzelle dorcadi e stambecchi, ma mangiano anche carogne e, in vicinanza degli insediamenti umani, anche bestiame domestico[7].

Conservazione[modifica | modifica sorgente]

In Oman la popolazione di lupi è aumentata notevolmente da quando ne è stata vietata la caccia, il che fa ben sperare che in futuro possano ripopolare naturalmente le regioni circostanti. In Israele sono presenti tra i 100 e i 150 esemplari, tutti diffusi nel Negev e nell'Ha'arava.

Nella cultura[modifica | modifica sorgente]

Il lupo viene frequentemente citato nelle Scritture come nemico delle greggi (Siracide 13:21; Matteo 7:15) e simbolo di tradimento, ferocia e sete di sangue. La tribù di Beniamino, a causa del suo carattere bellicoso, è stata spesso paragonata al lupo sia nel Vecchio che nel Nuovo Testamento.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Canis lupus arabs in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005. ISBN 0-8018-8221-4.
  2. ^ (EN) ITIS Standard Report Page: Canis lupus arabs in Integrated Taxonomic Information System. URL consultato il 27-10-2007.
  3. ^ Lopez, Barry, Of wolves and men, 1978, pp.320. ISBN 0-7432-4936-4.
  4. ^ Fred H. Harrington, Paul C. Paquet, Wolves of the World: Perspectives of Behavior, Ecology, and Conservation, 1982, pp.474. ISBN 0-8155-0905-7.
  5. ^ Macdonald, David, The Velvet Claw, 1992, p. 256. ISBN 0-563-20844-9.
  6. ^ Bright, Michael, Beasts of the Field: The Revealing Natural History of Animals in the Bible, 2006, p346. ISBN 1-86105-831-4.
  7. ^ Group Size and Home Range of the Arabian Wolf (Canis lupus) in Southern Israel in American Society of Mammalogists, JSTOR. URL consultato il 2 settembre 2007.

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