Canis indica

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Lupo indiano
Canis indica
Canis indica
Stato di conservazione
Status iucn3.1 EN it.svg
In pericolo
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Carnivora
Famiglia Canidae
Genere Canis
Specie C. indica
Nomenclatura binomiale
Canis indica
Aggarwal et al., 2007

Recenti ricerche genetiche suggeriscono che il lupo indiano, ritenuto originariamente solamente una sottopopolazione del lupo dell'Asia sud-occidentale (Canis lupus pallipes), debba essere considerato come una specie distinta (Canis indica). Risultati simili sono stati ottenuti anche per il lupo himalayano, tradizionalmente classificato insieme al lupo tibetano (Canis lupus laniger)[1]. Il lupo indiano è noto per aver rapito dei bambini in India e a causa di questo è stato molto perseguitato, ma è anche diventato una figura importante nelle storie di animali scritte da Rudyard Kipling.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Una visione attuale sostiene che il lupo indiano non si sia incrociato con altre sottospecie di lupo durante gli ultimi 400.000 anni, il che lo renderebbe forse una specie separata dal lupo grigio. Il naturalista britannico B. H. Hodgson fu a tutt'oggi il primo a descrivere il lupo indiano come una specie distinta, Canis laniger, nel 1847, ma il lupo che descrisse era diverso dal moderno lupo indiano di oggi (descrisse infatti il lupo himalayano)[2].

Un altro naturalista britannico, W. T. Blanford, il quale lavorava per la Geological Survey of India, descrisse l'attuale lupo indiano come una specie separata chiamata Canis pallipes nel 1888. Distinse Canis pallipes da Canis laniger per le sue dimensioni più piccole, per il manto invernale parecchio più corto e sottile e per il cranio e i denti più piccoli. Inoltre, classificò il lupo himalayano di Hodgson come una sottospecie di lupo grigio (cioè come C. lupus laniger invece di C. laniger)[2].

La confusione venne risolta nel 1941, quando il tassonomista britannico R. I. Pocock classificò entrambi come sottospecie separate di lupo grigio – rispettivamente come C. lupus pallipes e C. lupus laniger. Oggi, il lupo himalayano identificato originariamente da Hodgson nel 1847 (C. lupus laniger) è stato privato del titolo di sottospecie e viene classificato insieme al lupo eurasiatico (C. lupus lupus), mentre il lupo indiano (C. lupus pallipes) ha mantenuto il suo status di sottospecie, sebbene questa situazione possa cambiare, come detto in precedenza, in base ad ulteriori dati genetici[2].

Le ultime ricerche sull'mtDNA del lupo indiano, noto in passato come Canis lupus pallipes, sostengono l'ipotesi che questo animale rappresenti una nuova specie di canide (Canis indica). Probabilmente, il lupo indiano raggiunse l'India circa 400 000 anni fa, durante il Pleistocene, e rimase separato dai lupi comuni suoi antenati. Comunque, altri lupi indiani, non dell'India, ma della penisola arabica, dell'Afghanistan e del Pakistan, sono stati classificati come una sottospecie di lupo grigio chiamata lupo dell'Asia sud-occidentale (Canis lupus pallipes).

Il lupo indiano è il più probabile antenato diretto del dingo[3].

Aspetto ed adattamenti[modifica | modifica wikitesto]

Il lupo indiano ha un folto mantello molto corto, di colore soprattutto rossastro, marroncino od ocra. Raggiunge i 66 centimetri di altezza e pesa generalmente 18-27 chilogrammi ed è quindi una specie più piccola del lupo grigio. L'accoppiamento avviene soprattutto in ottobre, dopo le piogge - prima del periodo degli amori del lupo grigio.

Il lupo indiano è adattato per la vita nelle aree calde e semi-aride in cui abita generalmente. Le sue dimensioni relativamente modeste gli permettono di sopravvivere nutrendosi degli ungulati più piccoli, dei conigli, dei lepri e dei roditori che vivono sul suo territorio. Il lupo indiano rappresenta uno degli esempi principali dell'adattabilità dei canidi, che permette ai suoi rappresentanti di vivere anche in ambienti più difficili rispetto alle boscaglie, alle praterie e ai pascoli semiaridi abitati dal lupo indiano.

Sebbene nel racconto Il Cane Rosso dell'autore Rudyard Kipling il lupo indiano e il cane selvatico indiano vengano ritratti come acerrimi nemici, gli studi hanno mostrato che nei luoghi dove coabitano non esiste quasi competizione tra queste due specie. Il fatto che il lupo viva in spazi aperti e si nutra soprattutto di roditori consente un'esistenza pacifica con questi cani, che vivono nelle fitte foreste e cacciano ungulati di medie dimensioni[4].

Alcuni studi sostengono che, diversamente dal lupo grigio, questi lupi ululino molto raramente[5].

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di un canide adattato si semi-deserti esclusivo del subcontinente indiano orientale. In India, il lupo indiano vive soprattutto negli stati di Gujarat, Rajasthan, Haryana, Uttar Pradesh, Madhya Pradesh, Maharashtra, Karnataka ed Andhra Pradesh. Uno studio svolto nel 2004 ha stimato che esistano circa 2000-3000 lupi indiani[6].

Il lupo indiano, dal momento che porta via i bambini dai villaggi e preda il bestiame, è stato cacciato per molto tempo, sebbene in India venga considerato come una specie minacciata dalla schedula 1 dell'Indian Wildlife (Protection) Act del 1972[7]. Il santuario di Jai samand, nel Rajasthan, si ritiene che sia l'unico luogo in cui quest'animale si sia riprodotto in cattività.

Attacchi agli uomini[modifica | modifica wikitesto]

Nell'India del passato i lupi erano soliti cacciare prede selvatiche, ma attraverso la caccia gli uomini le hanno in gran parte sterminate. Per questo i lupi ora sono costretti a nutrirsi di bestiame per sopravvivere, comportamento che li porta a stretto contatto con l'uomo, tanto che spesso questi animali uccidono anche bambini piccoli. In queste regioni dell'India si è creata una situazione parallela a quella dell'Europa del passato[8].

Durante un periodo di 2 anni (1996–1997), nell'Uttar Pradesh, i lupi hanno ucciso o ferito gravemente 74 persone, in gran parte bambini sotto i 10 anni. Gli attacchi sono stati ben documentati dalle autorità sui lupi[9]. Uno dei peggiori casi mai registrati è quello che avvenne nel 1878 nell'India britannica. In un anno 624 persone vennero uccise da dei lupi mangiatori di uomini[10].

I lupi indiani nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Nel Libro della Giungla di Rudyard Kipling l'eroe Mowgli, uno dei bambini selvaggi più popolari della finzione, viene allevato da un branco di lupi indiani. I lupi appaiono inoltre in altre opere di Rudyard Kipling.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ R. K. Aggarwal, T. Kivisild, J. Ramadevi, L. Singh:Mitochondrial DNA coding region sequences support the phylogenetic distinction of two Indian wolf species. Journal of Zoological Systematics and Evolutionary Research, Volume 45 Issue 2 Page 163-172, May 2007 online
  2. ^ a b c Smithsonian National Zoological Park in Hiding in Plain Sight. URL consultato il 19 agosto.
  3. ^ The Cambridge Encyclopedia of Human Evolution, Cambridge University Press 1992
  4. ^ LISTSERV 14.4
  5. ^ Wolf Song of Alaska: The Iranian Wolf
  6. ^ Yadvendradev V. Jhala in Conservation of Indian Wolf. URL consultato il 19 agosto.
  7. ^ Wolf Corner in Sub Species of the Wolf. URL consultato il 19 agosto.
  8. ^ Wolf Trust - Wolves Killing People - Explaining Wolf Attacks
  9. ^ Principles of Conservation Biology - (Case Study) Wolf Habituation as a Conservation Conundrum
  10. ^ The Hindu : Wolf as man-eater

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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