Candace Pert

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Candace Beebe Pert (Manhattan, 26 giugno 1946Potomac, 12 settembre 2013) è stata una neuroscienziata e farmacologa statunitense che ha scoperto il recettore per gli oppiacei, il sito di legame cellulare per le endorfine nel cervello.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1974 ha ottenuto il dottorato in Farmacologia dell'università Johns Hopkins di Medicina, dove lavorò nel laboratorio diretto dal dottor Solomon Snyder. Precedentemente si era laureata in Biologia con lode nel 1970, presso il Bryn Mawr College della Pennsylvania. La Pert ha condotto il suo post-dottorato con una fellowship tra il Johns Hopkins e il National Institutes of Health (NIH) tra il 1974-1975. In seguito ha lavorato presso il National Institute of Mental Health (NIMH) dal 1975 al 1987. È coautrice di circa 187 pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali dal 1973 ad oggi. È autrice del libro "Molecole di Emozioni". È apparsa come esperta nella produzione video PBS di Bill Moyers "Healing and Mind" nel 1993, e nel film "What the #$*! Do We Know!?" alla fine del 2004.

Dopo il 1975 la Pert ha occupato varie posizioni nell'ambito del NIMH, e fino al 1987 è stata Responsabile della sezione di Biochimica Cerebrale della branca di Neuroscienze Cliniche del NIMH. In seguito ha fondato e diretto un laboratorio privato di biotecnologie, Integra. La dottoressa Pert è stata Professore di Ricerca nel Dipartimento di Fisiologia e Biofisica all'Università di Medicina di Georgetown, Washington DC. Ha lavorato per la RAPID Pharmaceuticals [1] fino alla morte, avvenuta nel 2013 all'età di 67 anni per arresto cardiocircolatorio[1].

Attività di ricerca[modifica | modifica sorgente]

La Pert è stata una farmacologa di fama internazionale, e la maggior parte dei suoi lavori verte sui peptidi ed i loro recettori, e sul ruolo dei neuropeptidi nel funzionamento del sistema immunitario. Il suo primo lavoro di ricerca riguardò la scoperta dei recettori degli oppiacei e la loro azione. Ha tenuto conferenze in tutto il mondo su questo tema e su altri argomenti, incluso le sue teorie sulle emozioni e sulla comunicazione corpo/cervello. Il suo famoso libro "Molecole di Emozione: perché sentiamo quel che sentiamo?" (1997) tratta proprio delle sue ricerche e teorie.

Ha coinvolto molti pazienti nella ricerche cliniche per il trattamento con peptidi modificati di psoriasi, malattia di Alzheimer, sindrome da affaticamento cronico, ictus e traumi cranici. Uno di questi peptidi, il Peptide T, è stato preso in considerazione per la terapia dell'AIDS e del neuroAIDS. L'NIH ha condotto uno studio verso placebo su oltre 200 pazienti, focalizzandosi sul miglioramento neurocognitivo, tra il 1990 ed il 1995. I risultati dimostrarono che il Peptide T non differisce significativamente dal placebo sulla funzione cerebrale (che era il primo end point dello studio), ma si associa a miglioramento della performance (memoria e apprendimento) nel sottogruppo di pazienti con lo stato cognitivo peggiore[2].

Un'analisi sull'effetto antivirale sullo studio dell'NIH ha dimostrato una carica virale periferica (plasma e siero) significativamente ridotta nel gruppo trattato con peptide T[3]. Uno studio su 11 pazienti sull'effetto del peptide T sulla carica virale cellulare dimostrò una riduzione dell'infezione del reservoir fornito dai monociti infetti, fino all'impossibilità di rilevazione nella maggior parte dei pazienti.[4] L'eliminazione dei reservoir virali è un importante obiettivo della terapia.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Candace B. Pert, neuroscientist who discovered opiate receptor, dies at 67 (en) Washingtonpost.com
  2. ^ Heseltine PN, Goodkin K, Atkinson JH, Vitiello B, Rochon J, Heaton RK, Eaton EM, Wilkie FL, Sobel E, Brown SJ, Feaster D, Schneider L, Goldschmidts WL, Stover ES., Randomized double-blind placebo-controlled trial of peptide T for HIV-associated cognitive impairment. in Archives of neurology, vol. 55, nº 1, gennaio 1998, pp. 41-51, PMID 9443710.
  3. ^ Goodkin K, Vitiello B, Lyman WD, Asthana D, Atkinson JH, Heseltine PN, Molina R, Zheng W, Khamis I, Wilkie FL, Shapshak P, Cerebrospinal and peripheral human immunodeficiency virus type 1 load in a multisite, randomized, double-blind, placebo-controlled trial of D-Ala1-peptide T-amide for HIV-1-associated cognitive-motor impairment in Journal of neurovirology, vol. 12, nº 3, giugno 2006, pp. 178-89, PMID 16877299.
  4. ^ Polianova MT, Ruscetti FW, Pert CB, Tractenberg RE, Leoung G, Strang S, Ruff MR., Antiviral and immunological benefits in HIV patients receiving intranasal peptide T (DAPTA). in Peptides, vol. 24, nº 7, luglio 2003, pp. 1093-8, PMID 14499289.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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