Canale di Savena
| Canale di Savena | |
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L'inizio del Canale di Savena |
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| Stato | |
| Regione | |
| Lunghezza | 38,4 km |
| Portata media | 8 m³/s |
| Altitudine sorgente | 100 m s.l.m. |
| Nasce | Comune di Bologna |
| Sfocia | fiume Reno |
Il Canale di Savena è un canale artificiale della pianura bolognese costruito dal Comune nel 1176.[1] Origina dal torrente Savena alla Chiusa di San Ruffillo (nel territorio sud orientale del Comune di Bologna), eretta nel 1221[1] e successivamente modificata più volte.
Dapprima con corso parallelo all'alveo del Savena, lambendo la base della Collina di Monte Donato, se ne distacca per entrare in città a Porta Castiglione dopo avere alimentato, un tempo, alcuni mulini (Molino Parisio, Molino di Frino, oggi inattivi). In città, una sua diramazione completamente tombata, assume il nome di Canale Fiaccalcollo o Fiaccacollo, ha rilevante pendenza (il toponimo Fiaccalcollo sta a significate un andamento impetuoso e ripido) e un tempo alimentava il fossato esterno alla Cerchia Muraria delle 18 Porte (detta impropriamente Cerchia del Mille). Nel suo percorso sotterraneo in città, assai articolato con affluenti e defluenti, mescola in parte le sue acque con quelle del Canale di Reno e del torrente Aposa (tratto che assume il nome di Canale delle Moline). In epoca medievale alimentava una serie notevole di piccoli opifici posti lungo il suo corso cittadino.
Uscito dalla città nella zona di Porta Galliera, è incanalato (fra Bologna e Malalbergo) in parte nell'antico alveo del torrente Savena (detto Savena Abbandonato), diventa un vero e proprio canale di bonifica e percorre la pianura bolognese con andamento da sud a nord, sostanzialmente parallelo al Canale Navile, col quale è anche collegato dal canale di bonifica Diversivo, che gli scarica le acque in eccesso del Navile appunto. Sfocia nel Reno, da destra, presso Gandazzolo, a valle della confluenza del Canale Navile. Nel tratto cittadino ha portate oscillanti fra 0,5 e 2 metri cubi al secondo, ma nella pianura le sue portate massime possono decuplicarsi in occasione delle piene. Raccoglie anche una parte degli scarichi meteorici della città di Bologna. Ha funzione essenzialmente irrigua e di bonifica.
Numerosi canali di bonifica hanno a che fare col canale di Savena: tra essi vi sono gli affluenti, tra cui lo Zenetta di Quarto, che riceve nei pressi di Lovoleto, frazione del comune di Granarolo dell'Emilia, e il canale Diversivo, nonché le varie deviazioni tra cui il canale Allacciante Circondario.
La sua gestione ed il suo utilizzo è soggetto sia al Consorzio della Chiusa di Casalecchio e del Canale di Savena, sia al Consorzio della Bonifica Renana.
Dopo decenni di oblio, fra il 1997 ed il 1998 è stato attuato il recupero degli affacci dai ponti sul tratto non interrato del canale delle Moline che corre all'interno degli isolati fra i retri delle due cortine di case parallele a via Augusto Righi e via Bertiera (in corrispondenza delle vie Malcontenti, Piella e Oberdan).
[modifica] Note
- ^ a b Cecilia Ugolini (a cura di). Alla scoperta di Bologna d'acqua. Editrice Compositori. Bologna, 2000. P. 34
[modifica] Collegamenti esterni
- Guida ai tesori scientifici di Bologna. I canali, le acque, la seta
- Vitruvio - Associazione per l'armonia e lo sviluppo del territorio